Diciamo che più che sconosciuto, l'autore di questo racconto è dubbio. Infatti come ci racconta la traduttrice, Paola Caretti, l'attribuzione dell'originale a Lord Normanby, un viaggiatore e diplomatico inglese, sarebbe quasi certa se non fosse per un paio di particolari sconcertanti, di cui il maggiore è senza dubbio questo: per andare da Venezia a Genova si passa per il Sempione!
Ora, si può anche fare il giro dell'oca e passare per il passo del Sempione in quel primo quarto del XIX secolo, ma perché cavolo farlo?
La storia è una classica storia romantica come ne sono state scritte tante in quei decenni. Una storia di un matrimonio infelice, di un amore fedifrago quanto sincero ed infelice anch'esso. A me, come alla Carettti, importa solo il passaggio del Simplonpass, in quegli anni estremamente arduo se non quasi impossibile in inverno. Carrozze trainate da cavalli o muli, su strade ancora oggi insicure in condizioni di ghiaccio, fino all'ospizio che l'esercito di Bonaparte costruì insieme alla strada giusto meno di due decenni prima.
Il resto della storia, ambientata durante il carnevale di Genova, è dimenticabile, con l'eccezione del finale abbastanza sconcertante.
La storia non va oltre le 2 stelle, ma la prefazione, dove si racconta la storia della ricerca di questo racconto apparso in una antologia inglese è una vera avventura letteraria che fa meritare al libro una stella in più.