Altiero Spinelli was an italian political theorist and an European Federalist. For his co-authorship of the Il manifesto di Ventotene he is referred as one of the Founding fathers of the European Union.
“La sovranità assoluta degli stati nazionali ha portato alla volontà di dominio sugli altri e considera suo "spazio vitale" territori sempre più vasti che gli permettano di muoversi liberamente e di assicurarsi i mezzi di esistenza senza dipendere da alcuno. Questa volontà di dominio non potrebbe acquietarsi che nell’egemonia dello stato più forte su tutti gli altri asserviti„
Per certi versi, è più utopico credere oggi che si giungerà presto agli Stati Uniti d'Europa che averlo immaginato nel 1941.
Spinelli wrote this short manifesto in 1941 while he was imprisoned by Mussolini on the Italian island of Ventotene. He was prefiguring the defeat of the Axis and addressed the issue of what should be done next. His message to the Resistance was centered on how to capture the victory's momentum by launching radical reforms that would prevent the European reactionary forces from simply disguising themselves under false flags of freedom and democracy, only to later push back and restore the old nationalist status quo, putting Europe back on the same pattern of wars, militaristic totalitarian regimes, protectionism, currency devaluations, and worker oppression. He was also concerned about the likelihood of the Resistance's Communist branch wasting the postwar opportunity by channeling its energies towards the wrong battles and dying out (Spinelli himself was a Communist until 1937, when he realized there were too many flaws in the theory). This inexplicably little-known draft manifesto has immeasurable historical value, as it is essentially the official starting point of the European Union. It embodied the dream and project of a free, democratic European federation governed by social-liberal ideals. What came next was built on this foundation. Spinelli went even further and prefigured a future federal World Union as well. It's a short essay, but on every single page there's either a prediction that came true, or an insightful take on issues that are still being debated or remain unresolved 80 years later.
Un testo a mio avviso imprescindibile per chi crede nel federalismo europeo. Nel momento più duro della seconda guerra mondiale, quando il nazifascismo pareva trionfante, questi uomini coraggiosi seppero prefigurare un futuro migliore attraverso la creazione della Federazione Europea.
Ho avuto ripetutamente brividi e pelle d’oca nei passaggi più caldi e rivoluzionari, pensando alle quattro stradine di Ventotene in cui Spinelli, Rossi e Colorni hanno parlato, discusso di e immaginato un futuro che, in larga parte, si è realizzato e si sta realizzando.
Sicuramente alcune cose sono anacronistiche se lette con gli occhi di una persona che nel 2025 vive in una società globale. Tuttavia, l’accelerazione del ritorno alle logiche dei blocchi, le minacce espansionistiche di Trump su territori e popoli altri e l’esplosione bellica degli anni venti del duemila, ci permettono uno spiraglio per intravedere il mondo che gli autori volevano con tutte le loro forze abbandonare e che, con il loro inestimabile aiuto, stiamo ci stiamo lentamente lasciando alle spalle.
Sicuramente l’idea rivoluzionaria di non lasciar solidificare il magma informe della società europea postbellica nella forma degli Stati nazionali è fallita, ma il processo di integrazione sta, lentamente, procedendo.
“La via da percorrere non è facile, né sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sarà!”
Spinelli was an Italian communist, which was imprisoned during the Mussolini regime. While being in prison we wrote "The manifest of Ventotene" (1941), in which he argues for a socialist and federalised Europe. Spinelli saw that European countries were either fighting each other or preparing for war. Although he believed that the nation states had some successes, but because these states still had old bourgeois structures it would eventually lead to totalitarian regimes (like Nazi Germany).
According to Spinelli, an "United States of Europe" was the only way forward and listed the many advantages; like the instant solution of European territorial and ethnic conflicts (like in the Balkan region) and called for a pan-European "socialist revolution" which would end the bourgeois structures and create economic equality. He envisioned an Europe of peace, liberty and equality.
Un testo visionario, scritto nel buio della Seconda guerra mondiale, che parla con lucidità e coraggio di un’Europa unita non come sogno astratto, ma come necessità storica. Spinelli e Rossi, con straordinaria intelligenza politica, denunciano il fallimento del nazionalismo, il dominio di élite economiche sulla libertà reale dei cittadini, e propongono una rivoluzione non solo sociale ma istituzionale: superare lo Stato-nazione attraverso una federazione europea democratica.
Nel leggere il Manifesto oggi, si avverte tutta l’amarezza per ciò che non è stato realizzato. L’Unione Europea attuale è lontana dall’ideale di Ventotene: non ha una vera sovranità politica, né una voce unitaria, né una piena giustizia sociale. Ma proprio per questo, rileggere queste pagine è un atto politico e civile.
Un testo che, in qualche modo, supera Rousseau e Marx, e che forse possiamo collocare tra Kant e Bobbio: razionale, utopico, concreto. Da leggere oggi più che mai.
"Un'isola-confino, confine tra dittatura e Repubblica finalmente democratica. Ecco cos'è Ventotene. L'isola in cui il regime fece l'azzardo di mettere, in pochi padiglioni, le migliori menti dell'opposizione, tutte insieme, convinto forse di essere eterno, o quantomeno che non ci sarebbe stato un 'dopo'."
Quando, dopo la fine della Prima Guerra mondiale, La minaccia divenne troppo grave, fu naturale che tali ceti applaudissero calorosamente ed appoggiassero l'instaurazione delle dittature, che toglievano le armi legali di mano ai loro avversari. D'altra parte la formazione di giganteschi complessi industriali e bancari e di sindacati riunenti sotto un'unica direzione interi eserciti di lavoratori, sindacati e complessi che premevano sul governo per ottenere la politica più rispondente ai loro particolari interessi, minacciava di dissolvere lo Stato stesso in tante baronie economiche in acerba lotta fra loro. Gli ordinamenti democratico liberali, divenendo lo strumento di cui questi gruppi si servivano per meglio sfruttare l'intera collettività, perdevano sempre più il loro prestigio, e così si diffondeva la convinzione che solamente lo Stato totalitario, abolendo le libertà popolari, potesse in qualche modo risolvere i conflitti di interessi che le istituzioni politiche esistenti non riuscivano più a contenere.
Dopo le polemiche di quest'anno ho voluto rileggere questo testo in un'edizione arricchita da contenuti che completano il "Manifesto di Ventotene" in quanto tale. Altiero Spinelli, uno dei padri spirituali dell'attuale Unione Europea, scriveva questo testo perché ce n'era bisogno in un'Europa dilaniata dalla Seconda Guerra Mondiale. E oggi tale opera va riletta semplicemente storicizzandola e contestualizzandola, considerando che rappresentava un barlume di speranza all'epoca e che rappresenta un documento storico ispiratore ai nostri tempi.
«Nel campo nazionale, le forze animate da sentimento di amor patrio non possono vedere che solo entro un quadro federalista garantirebbero uno sviluppo pacifico e sicuro al loro paese. Ma facilmente si chiudono in un “sacro egoismo” nazionale, pensando solo a garantire la massima sicurezza possibile al proprio paese col rafforzamento della sua potenza militare.»
Il Manifesto di Ventotene é un’opera che straordinariamente esula dal suo tempo. Anche se in alcuni punti ha dei chiari e rigidi riferimenti alla situazione storica/politica in cui viene concepita, é di un’attualità disarmante. Il grande disegno e progetto dell’Europa Federale vede in queste pagine tutta la sua primaria struttura.
Mi aspettavo un testo datato e piuttosto scontato; al contrario, è stato molto interessante vedere il punto di vista degli auturi sul futuro post-bellico, con le loro aspirazioni e paure. Ottima soprattutto l'ultima parte. Lo consiglio come manifesto dell'europeismo o anche solo come lettura storica.
idea di una federazione degli stati uniti d'Europa scritta più di ottant'anni fa. Sempre attuale ma che non vogliono realizzare. Peccato.... L'Europa conterebbe finalmente qualcosa nel mondo!!!
L'utopia europea, descritta da coloro che per primi l'hanno immaginata. Oltre gli Stati, oltre la Politica, c'è un futuro con ben più di cinque stelle!