Jump to ratings and reviews
Rate this book

L'evasione impossibile

Rate this book
L'evasione impossibile ha attraversato con grande forza il ciclo di movimenti tra il '68 e il '77. Libro di culto per la generazione degli anni '70, ormai introvabile, aggiunge all'interesse per le autobiografie esemplari quello dell'analisi distaccata nei confronti di nodi impresentabili - e quindi rimossi - per la sinistra; come la violenza e il carcere.
E' il racconto della nascita e del percorso di quel gruppo che attraversò i fugaci onori della cronaca alla fine degli anni '60 come "banda Cavallero" una banda di rapinatori di banche, nata per autofinanziare un'improbabile rivoluzione, e che aveva mantenuto per anni la propria salvaguardia evitando qualsiasi rapporto con la malavita. Un'anomalia che ne fece allora una leggenda.
Con un'introduzione di Pio Baldelli e un'intervista all'autore.

197 pages, Paperback

First published December 1, 1972

37 people want to read

About the author

Sante Notarnicola

7 books1 follower
Sante Notarnicola (1938-2021) was an Italian revolutionary, writer and poet, former member of the Cavallero gang.

Born in Castellaneta (Taranto) in 1938, he moved to Turin and in his youth he joined revolutionary and anarchist groups. On January 16, 1967, during a robbery in Cirié, the band of robbers to which he belonged killed the doctor Giuseppe Gajottino. On 25 September 1967, when the Banco di Napoli in Milan was stormed, the police intervened and four people died in a shooting. Notarnicola and Cavallero were arrested on 3 October after their escape and on 8 July 1968 they were sentenced to life imprisonment. His story inspired the movie Banditi a Milano by Carlo Lizzani.

When imprisoned he published L'evasione impossibile (The Impossible Escape), published by Feltrinelli, which became a cult book for radical left-wing culture. He also published several poetic writings.

From the mid-nineties in semi-liberty he began to manage the Mutenye pub in via del Pratello in Bologna. Since 2000 he was a free man.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
6 (31%)
4 stars
7 (36%)
3 stars
5 (26%)
2 stars
1 (5%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Dagio_maya .
1,121 reviews354 followers
June 15, 2021
"Anche il tempo, la situazione in cui si vive, contano, nel determinare un uomo e la sua sorte."


Classe 1938, Sante Notarnicola è noto per appartenenza alla banda Cavallero con la quale compie svariate "rapine rivoluzionarie"
Nato in Puglia, in seguito all'abbandono del padre del tetto coniugale, viene messo in un collegio e per vari anni non vedrà nè la madre nè i fratelli.
Tredicenne raggiunge i parenti a Torino.
Sono i primi anni '50: le braci ancora calde della recente e violenta guerra mondiale e civile infervorano gli animi.
Per un ragazzino abitare nella periferia torinese significa essere ad un bivio: intraprendere la strada della delinquenza o partecipare alla militanza politica.
Sante sceglie quest'ultima; comincia a frequentare i circoli per poi iscriversi al FGCI diventandone membro attivo.

Politica e vita si fondono fino ad essere un tutt'uno. Anche se non acculturato, pian piano, si rende conto della sempre più evidente distanza tra i vertici e la base del partito.
Molti iscritti sono ex partigiani o giovani che da questi vengono istruiti.
Serpeggia amarezza: la tanto ventilata rivoluzione che durante i combattimenti contro il nazi-fascismo aveva illuso l'imminente nascita di una nuova società più giusta, è una chimera sempre più sfuggente:


" Forse tutto veniva da una sensazione, allora piuttosto oscura, che c'era qualcosa che cominciava a non andare bene nel partito e che si rivelava in quel continuo distacco tra un linguaggio rivoluzionario e una pratica che, col passare del tempo, si faceva sempre più riformista; questo lo avrei capito bene qualche anno dopo."

"Non è il momento" continuano a dire, temporeggiando, i vertici ed i moderati; dunque, gradualmente, Sante si schiererà con le frange più estreme non comprendendo gli scrupoli di un partito che appare sempre più burocrate.
Con Pietro Cavallero e Danilo Crepaldi si trova una sintonia: lo stesso impeto di trasformare le parole in azione.
Decidono di mettere in atto delle rapine con lo scopo in un secondo momento di preparare la guerriglia, " in pratica dei precursori della lotta armata.".

description

Le rapine proseguono, a tempi alterni per cinque anni durante i quali non si riesce a tener ben saldo l'obiettivo iniziale ma si finisce "a ridurre progressivamente tutto a una sfida mortale tra noi e la polizia, a costringerci a una clandestinità che sconfinava con la paranoia, facilitando il distacco con amici e compagni.".

Ma i soldi che avrebbero finanziato la guerriglia e per cui aveva compromesso la sua vita erano spariti.
Notarnicola si renderà poi conto in carcere- venendo a scoprire particolari che non conosceva- di essere "un rivoluzionario tradito".

Arrestato nel 1967, nella seconda parte del libro racconta l'esperienza carceraria che lo vede in prima linea nelle battaglie condotte all'interno delle carceri per l'acquisizione dei diritti civili.

L'evasione è, dunque impossibile per Notarnicola in quanto irriducibile dell'estremismo (il suo nome sarà nella lista delle Br dei prigionieri da liberare in cambio di Aldo Moro) e, pertanto, guardato a vista.

Ma è un'evasione impossibile anche perchè non può fuggire da se stesso , dalla propria essenza:

"Oggi guardo indietro, a quei tempi, e misuro il distacco, la strada percorsa e sento che senza quell'esperienza forse non sarei in galera, ma sento pure che se non fossi diventato comunista, l'intera mia vita non avrebbe avuto senso.
E per me essere comunisti è l'unico modo di essere uomini."



L'anno in cui questo libro fu pubblicato- 1972- coincise con l'acceso dibattito che stava animando un PCI conteso tra elementi storici e trasformisti.
Fu, pertanto, una testimonianza che infervorò le discussioni.

Leggere oggi queste pagine ha un valore storico differente ma altrettanto importante in quanto funzionale alla comprensione dell'evoluzione politica nel vissuto del popolo.

Prima c'era una comunità sociale e solidale che condivideva le problematiche sociale attivandosi politicamente.
Prima c'era una politica che coinvolgeva il vissuto. Il confronto con oggi è palese.
L'ambiguità del PCI è storia che si conclude con la fine di un partito e la trasformazione in altro.
Il risultato è una sempre maggiore distanza che politica e popolo hanno intrapreso.
Profile Image for Francesca Minonne.
6 reviews12 followers
October 19, 2025
L’evasione impossibile di Sante Notarnicola è uno di quei libri che non si dimenticano facilmente. È una testimonianza viva, aspra, necessaria — e soprattutto ancora attuale. Pubblicato da Feltrinelli per la prima volta nel 1972, il testo raccoglie pensieri, ricordi, riflessioni di un uomo che ha vissuto al margine: operaio, migrante, militante politico, rapinatore, ergastolano, ma anche scrittore, poeta e uomo capace di sguardo critico.

Il libro non è una semplice storia personale: parla dell’Italia degli anni ’60‑’70, delle migrazioni interne, della fabbrica come luogo di sfruttamento, del carcere come discarica sociale. Sante non giustifica le sue scelte, ma le interroga, con grande lucidità. È un’autobiografia politica che diventa riflessione sociale, saggio esistenziale, atto d’accusa e autoanalisi insieme.

Lo stile è diretto, a volte brutale, senza orpelli, ed è proprio questo il suo punto di forza, nella verità cruda: l’emigrazione dal Sud al Nord, il lavoro in fabbrica che sfianca, la scelta disperata o consapevole della ribellione, la prigione che non è solo fisica ma simbolica.
Il libro racconta “da dentro”, con la voce ruvida e vera di chi sta vivendo cosa significa non avere scampo — e al contempo ha cercato, forse malamente, una via d’uscita.

Non rimpiango di essermi ribellato contro i padroni, rimpiango di averlo fatto fuori tempo, in modo sbagliato.


A distanza di più di cinquant’anni, le sue parole suonano ancora forti: parlano di esclusione, di sfruttamento, di rabbia, di carcere, di umanità negata. Sorprende come queste pagine restino “vive”. In un’epoca in cui il lavoro cambia, la mobilità si fa globale, la marginalità assume nuove forme, le sue parole rimbalzano:
«Vivevo tra gente dura, provata dalle sventure più tremende; tanti, troppi non avevano neppure un ideale a cui affidare una residua speranza… Eppure, se sapevi scavare, allora vincevi e ritrovavi l’uomo»

Questo “essere invisibile”, “essere sfruttato”, “essere prigioniero” (nel senso sociale) — è qualcosa che non è andato via.

Non è un libro facile: non si lascia andare in drammi esagerati, non si trasforma in un film d’azione. È piuttosto un racconto di “resa dei conti” – con la condizione, con le scelte, con il dolore. E ciò lo rende potente. Alcuni passaggi possono risultare datati — linguaggio dell’epoca, contesto politico‑specifico — ma la tensione morale è attualissima.

Consigliato a chi cerca testi di memoria fuori dai canoni, a chi vuole capire qualcosa di più su certi angoli bui della storia italiana, e a chi crede che la letteratura possa essere anche strumento di coscienza politica.
Profile Image for Angela Angiola .
20 reviews1 follower
March 9, 2025
Io uno che dice di aver sposato sua moglie perché non faceva domande e non creava problemi non lo avrei mai inserito nella lista dei tredici prigionieri da liberare in cambio di Aldo Moro.
Displaying 1 - 5 of 5 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.