L'edizione rivista dei promessi sposi da mettere in scena di Piero Chiara.
"Piero Chiara, morto dieci anni fa, aveva scritto anche lui i suoi Promessi Sposi , sulla falsariga ovviamente di quegli altri già celebri, ma trasformandoli in una commediaccia e con l' intenzione, pare, di scrivere un film per Marco Vicario. "Ho letto I Promessi Sposi un paio di volte in tutto, a cominciare dall' età di tredici anni, ma ci ho pensato tutta la vita". Parole di Piero Chiara, che tradendo Manzoni celebra il miracolo, osserva Ferruccio Parazzoli, della resurrezione della carne. Una Lucia tutt' altro che modesta, con un seno prorompente, eccita infatti gli appetiti di un ben dotato Fra Cristoforo, di don Rodrigo e dell' Innominato che però si chiama Bernardino Visconti e dunque tecnicamente innominato non è più. L' unico destinato a restare a bocca asciutta è il povero Renzo, che non si chiama però Tramaglino ma Brambilla. Chiara infatti non gradisce l' onomastica manzoniana: preferisce la sua, cioè quella della Lombardia attuale. Dunque Azzeccagarbugli diventa Gilardoni e c' è anche un avvocato Rusconi detto il Rugamerda. Gioverà inoltre sapere che Perpetua è anch' essa piuttosto florida e incline a dar del tu a un don Abbondio gaudente, assiduo frequentatore e profittatore della tavola di don Rodrigo. Il messaggio è chiaro: ecco I Promessi Sposi come sarebbero diventati se tutti i personaggi, Manzoni compreso, fossero stati spinti dai peggiori istinti e non dagli ideali che sappiamo. Perfino il casto Renzo divenuto Brambilla evita l' Osteria della Luna Piena e si accomoda meglio tra le braccia di una prostituta, la Schiscianus, la Schiaccianoci. Ma il suo destino sarà un altro: costretto troppe volte all' astinenza con le donne si scoprirà omosessuale. La commedia è dunque grassoccia, come attesta anche il linguaggio, che una leggera patina dialettale rende più vicino a Renato Pozzetto che a Carlo Porta. "Pane! Pane! Aprite! Carogne! Troioni! Profittatori! Vadavialcu!". E le monache dell' allegro convento della signora di Monza sghignazzano e si dan di gomito quando si parla di Chiavenna... Chi prenderà in mano questo brogliaccio di Chiara, che ora Mondadori pubblica (pagg. 216, lire 18.000) non dimentichi che un romanziere popolare come Guido Da Verona si era anche lui cimentato nella riscrittura della celebre storia e che in tempi più recenti il trio Marchesini, Solenghi e Lopez aveva interpretato una divertente parodia televisiva, con la fulminea battuta "Silenzio, parla Agnese!", che ricalcava una pubblicità, allora molto invadente, della pasta Agnesi. Alla fine della parodia trionfa sempre il parodiato. Ma l' infrazione di Chiara è minima, quasi affettuosa. Chissà se Manzoni ha mai avuto la fantasia di profittare della casta Lucia, così come Gozzano ebbe quella di farlo con la sua Felicita... Quella sì sarebbe stata una storia." (PAOLO MAURI)
Pierino Angelo Carmelo "Piero" Chiara (Luino 1913 – Varese 1986) è stato uno scrittore italiano, tra i più noti della seconda metà del XX secolo.
Piero Chiara was an Italian writer. He was born in Luino, on Lake Maggiore (northern Italy) into a family of Sicilian origin. Sought by the Fascist milice during World War II, he fled to Switzerland in 1944. He returned to Italy two years later, starting the activity of writer.His most famous work is La stanza del vescovo of 1976, which was turned into a film by Dino Risi soon afterwards. He died in Varese in 1986.
leggerlo per intero, senza l'ansia della scuola e senza compiti é tutta un'altra storia! Si capisce perfettamente perché è il primo romanzo italiano, non ho mai letto fin'ora qualcosa di così completo, sono ancora stravolta! c'é storia, amore, coraggio, grottesco, orrore, semplicità, tormento, gioia, paura, ironia, tradimento e oh AMO il personaggio dell'Innominato e se possibile mi è risultato più antipatico don Abbondio 😂 rileggerlo ne vale sicuramente la pena!
“I promessi sposi” di Alessandro Manzoni è un capolavoro della letteratura italiana. Questo romanzo storico, pubblicato nel 1827, è ambientato nella Milano del XVII secolo e racconta la storia di Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, due giovani promessi sposi che devono affrontare ostacoli, ingiustizie e avventure per poter finalmente coronare il loro amore. Manzoni, con grande maestria, intreccia poesia, impegno umano e ironia in questa narrazione epica. La trama coinvolgente, i personaggi indimenticabili e la profonda analisi sociale rendono “I promessi sposi” un’opera senza tempo. La prosa di Manzoni è elegante e ricca di sfumature, e il romanzo affronta temi universali come la giustizia, la fede e l’amore.