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Il balordo

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Italian

227 pages, Paperback

First published January 1, 1967

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Piero Chiara

103 books37 followers
Pierino Angelo Carmelo "Piero" Chiara (Luino 1913 – Varese 1986) è stato uno scrittore italiano, tra i più noti della seconda metà del XX secolo.

Piero Chiara was an Italian writer. He was born in Luino, on Lake Maggiore (northern Italy) into a family of Sicilian origin. Sought by the Fascist milice during World War II, he fled to Switzerland in 1944. He returned to Italy two years later, starting the activity of writer.His most famous work is La stanza del vescovo of 1976, which was turned into a film by Dino Risi soon afterwards.
He died in Varese in 1986.

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Profile Image for Sandra.
979 reviews356 followers
March 12, 2016
Il Buon Cazzone


Piero Chiara ha scritto un romanzo semplicemente stupendo, con un protagonista, Anselmo Bordigoni detto il Bordiga, indimenticabile, una massa di lardo straripante con dentro un cuore umile e puro, un ingenuo maestro elementare che, nella sua semplicità, rifiuta di farsi inquadrare nelle fila del partito fascista nell’Italia degli anni ’30 senza proferire una parola, chiuso in un silenzio che si pone come indifferenza al mondo che lo circonda, tanto da essere definito dalla gente del paese come un omosessuale, un antifascista, un pericolo per la moralità pubblica e, come ogni capro espiatorio che si rispetti, è destinato ad essere additato, guardato da lontano con malevolenza, ed alla fine emarginato per la sua “diversità”: mi ha vagamente fatto pensare al protagonista de “Gli occhiali d’oro” di Bassani, pur se diverso perché il Bordiga non è un debole che subisce i soprusi senza ribellarsi, è un essere superiore, estraneo alle brutture del mondo, dedito alla musica e alla pesca, uno che si accontenta di poco e non si lamenta mai, un uomo “saggio” che attraversa anche geograficamente, partendo dal profondo nord fino ad arrivare nel Cilento e di là risalire la penisola con gli alleati, un’epoca, incontrandosi con gli eventi che hanno segnato la storia italiana fino alla fine della seconda guerra mondiale senza uscirne sconfitto ma anzi rafforzato dalla fama di musicista che gli “pioverà” addosso suo malgrado. Alla fine della sua vita il Bordiga, detto il Buon Cazzone dal nome dell’albero secolare ai piedi del quale ama trascorrere le giornate, eletto a furor di popolo sindaco del paese sulle Alpi dove è tornato, dimostrerà di stare più avanti di tutti, di aver compreso, con la sua semplicità che non è stoltezza, che tutto è cambiato o sta cambiando: il grido “Re, patria e famiglia riducono l’uomo in poltiglia” costituisce l’ultima espressione di un mondo che non c’è più ( sempre con un pizzico di ironia che non guasta mai), e l’ultima parola che proferisce, “Pazienza”, è la resa al nuovo mondo in arrivo.
“Venne un’epoca di clamorosi delitti che occupavano intere pagine sui quotidiani, di scandali nazionali e di angosce collettive, che non permisero più agli abitanti dei piccoli centri di guardarsi l’un l’altro vivere e neppure di rivolgersi indietro a contemplare il passato”. Parole tragicamente preveggenti dei nostri tempi.
Un romanzo che consiglio di leggere, per la maestria dello scrittore che riesce a indurre al divertimento e contemporaneamente al pianto, con leggerezza, in punta di penna.
Profile Image for Nood-Lesse.
461 reviews356 followers
June 14, 2026
Alla Carlone

Nei primi anni 90, durante un'estate più spensierata delle altre, prese campo il sostantivo “balordo”. Diventò un modo di salutarsi, qualcosa di simile al “Bro” odierno, ma mantenne allo stesso tempo la sua sfumatura negativa, per quanto attenuata dall'abuso.
L'abuso un po’ alla volta rese il sostantivo affettuoso, facendo del balordo una simpatica canaglia.
Anselmo Bordigoni non ha niente del balordo, né in senso dispregiativo né in senso affettuoso. Anselmo non ha neppure il fisico da balordo. Può esserlo un Carlone alto due metri?
A me viene da pensare che Piero Chiara abbia modellato il personaggio pensando alla statua eretta sul Monte Sacro, a un’ora di macchina dalla città di Luino che fa da palcoscenico ai suoi romanzi. A farmi venire questa idea sono stati due passaggi del libro

... il Bordíga reggeva due enormi valigie che lo facevano sembrare una statua in cammino con tutto il piedistallo”.
..lentamente allungò un braccio, come il papa, e salutò o benedisse tutta l'assemblea, restando a lungo col braccio teso che sporgeva dal balcone e si stendeva sopra la testa dei cittadini. Da alcuni, che vollero vedere l'indice e il medio della mano staccati dal pugno come nella statua del san Carlone di Arona, il gesto fu ritenuto una benedizione.


Se non conoscete la statua e volete documentarvi aprite il link
https://it.wikipedia.org/wiki/Colosso...
Se volete capire quanto fosse balordo (nell’accezione estiva e affettuosa) Piero Chiara, aprite la sezione “Nelle opere di fantasia”.
Chiara ha spesso questo spirito goliardico, Monicelliano, quando scrive. Mi sono divertito per gli antenati degli ANIMALI NUDI (*1)

il Bordíga finiva col trovarsi stampato sul didietro il tondo del seggiolino, dopo ore e ore di tanghi, di valzer e di one-step. Il Cercueil calava sulle gambe col sassofono appeso al labbro inferiore e pareva dovesse venir meno da un momento all'altro. Era solo la vista dei carabinieri a tenerlo sveglio, per antica abitudine di ladro e di figlio di ladri. Il Pelitti, quasi nascosto dalla batteria, picchiava all'impazzata e faceva andare la gambetta come un arrotino, tempestando di mazzate sorde la grancassa che mandava i suoi rimbombi per la campagna circostante. Il Ginetta, che aveva dato la pece all'archetto chissà quante volte, arrivava col suo naso rincagnato fin dentro il buco dello strumento..
Ma era tutta stanchezza e doveva reggersi all'asta del microfono nel cantare il ritornello con la sua voce di vecchia sdentata:
A mezzanotte va-a-a
la ronda del piacere-e-e
E nell'oscurità-a-a
ognuno vuol godere-e-e.

https://www.youtube.com/watch?v=R-Ly_...

Se mi avete pazientemente seguito fin qui, del romanzo non sapete ancora niente a parte il titolo e il nome del protagonista. Posso aggiungere che il libro racconta dell’Italia fascista della prima ora, di quella che entrerà in guerra nel 1939 e di quella liberata dalle truppe alleate. Racconta questi fatti mentre il protagonista sembra immune a tutto ciò che lo circonda come la statua di rame che troneggia sul Monte Sacro. Il libro è assai pettegolo, ma lo è in un modo diverso rispetto a quelli di Vitali (cantore più recente di un altro lago). C’è un certo gusto per il retroscena piccante, ma c’è anche un’ironia amara nel giudicare i comportamenti umani che ricorrono nel tempo. Il Bordiga verrà spostato ad Altavilla, in Puglia, e verrà assimilato al grosso albero che si trova nella piazza principale del paese. Quell’albero ha un nome, quel nome avrebbe dovuto fungere da titolo del romanzo, da solo sarebbe valso una stella in più.

(*1) Invierò a chiunque ne farà richiesta gli ANIMALI NUDI
Profile Image for Ellis ♥.
1,027 reviews10 followers
January 28, 2021
Grazie al caro Raf ho colmato una piccola lacuna. Il mio primo romanzo di Piero Chiara, tra i più noti scrittori del panorama del dopoguerra italiano, che mette in scena quella che potremmo definire una commedia degli equivoci avente come protagonista un soggetto davvero particolare nella sua semplicità. Non so se sia voluto o se si tratti di un'avvisaglia da parte del mio inconscio... eppure, nel giro di poche settimane, ho potuto comparare tre diverse tipizzazioni dell’ingenuo nell’immaginario collettivo: il candore del principe Myskin ne l’Idiota di Fedor Dostoevskij, Jude che si muove in un contento brutale e opportunista in Jude l’Oscuro di Thomas Hardy e ultimo, ma non per importanza il nostro Anselmo Bordigoni. Il titolo Il Balordo non è che un’edulcorazione dell’appellativo che realmente il Bordiga si è guadagnato: il Buon Cazzone. Anselmo è un gigante buono il cui tratto distintivo non è l'impulsività o un carattere forte, ma la sua corazza – oltre all’essere fisicamente corpulento - è il silenzio (da intendersi anche come indolenza e abulia). Si lascia sopraffare dagli eventi che lo trascineranno in rocambolesche avventure che mai si sarebbe immaginato di vivere.
Si dà poco spazio alla descrizioni di ambienti e luoghi, scegliendo di focalizzarsi sulle vicissitudini del protagonista e sull’ecletticità dei soggetti con cui verrà a contatto. Ho apprezzato che l'ironia adoperata dallo scrittore non sia fine a se stessa, è riuscito nell’intento di trovare il giusto equilibrio tra il caricaturale e il grottesco, ma a rendere ancora più evidente e paradossale l'ipocrisia tipica della realtà di paese, un decoro che è solo di facciata e che cela uno spesso strato di dissolutezza. Chiara contestualizza alcuni luoghi comuni in una cornice storica controversa come quella del periodo fascista. La dipartita del nostro antieroe - anche se dal punto di vista del lettore potrebbe risultare insignificante – è sì dolceamara ma comunque in linea con il suo vissuto da uomo umile. Un romanzo godibile che fa del dileggio il suo vanto.

Se è vero che il bene molte volte viene dal male, come è purtroppo vero che spesso il male viene dal bene, occorreva portarselo dietro il passato, nonostante il suo grave peso, nell’attesa che ne uscisse il balsamo risanatore.

Profile Image for Raffaello.
204 reviews73 followers
January 27, 2021
3,5 stelline, ma l'umorismo amaro e complice del Chiara mi fa ridacchiare un sacco, dunque arrotondo in eccesso.
Profile Image for Dioneo.
152 reviews6 followers
October 20, 2020
Piero Chiara è per me sempre una sorpresa. Colpevolmente, non gli ho ancora dedicato l’attenzione che meriterebbe, progettando di leggere ordinatamente le sue opere maggiori, per farmi un’idea più… chiara e completa del suo stile e della sua poetica. Questo, però, fa sì che ne resti sempre piacevolmente stupito. “Il balordo” non fa eccezione: è un’opera piacevolissima, arguta, ironica, molto originale, ma ciò che la rende più interessante (e, in generale, che rende Chiara più di un brillante umorista) è l’empatia che riesce sempre a combinarsi con l’ironia, dandole sostanza. Il protagonista di questo romanzo è un candido al quadrato, un idiota dostoevskiano ma in “modo minore”: di pochissime parole, iper-adattabile fino alla condiscendenza, apolitico, ingenuo. Proprio perché “avulso”, è sempre strumentalizzato, nel bene e nel male, ma mai compreso. Chiara ne trae un quadro insieme divertito e feroce, che parla di tutti i tempi e di tutti i luoghi, proponendosi subito come un classico. Assolutamente da riscoprire!
Profile Image for Veronica Minucci.
107 reviews5 followers
September 28, 2021
Ambientato nel periodo fascista, a tratti divertente. La storia di un uomo allontanato dal paese in cui ha speso la sua vita, esiliato in un posto in cui è stato in grado di farsi nuovamente apprezzare, come se avesse avuto l'occasione di vivere una seconda vita. Il periodo non era certo favorevole a causa della guerra, eppure tutto ciò che ha visto quell'albero (si può definire spoiler, forse) è sintetizzabile nella rivincita di un uomo condannato dall'ingiustizia.
Profile Image for Albertozeta.
238 reviews1 follower
July 7, 2026
Per tre quarti quello che ci porta a spasso col suo balordo, questa specie di Chance Giardiniere ante litteram che con la sua ingenuità fa saltare le ipocrisie e gli equilibri precari dei feroci abitanti del solito paesetto lombardo, è un ottimo Piero Chiara. Arguto, salace, divertente, satirico. Nella prima metà si respira la stessa aria frizzante delle sue pagine migliori.

Anche la seconda parte ambientata nel Cilento, in cui l'apatia del protagonista finisce per adattarsi come un guanto ai ritmi di vita più blandi del meridione finendo per essere interpretata come segno di un'intelligenza fuori dal comune, è molto buona.

A partire dallo scoppio della guerra e per tutto il quarto quarto, però, la faccenda non tiene più la strada. Chiara probabilmente non sapendo come far finire la storia, decide di pestare l'acceleratore del grottesco alla Vonnegutt finendo però per scivolare nel grossolano. Quel che è peggio è che continua ad accumulare pagine di niente fritto quando avrebbe fatto meglio a chiudere in fretta.

Il dilemma del recensore è sempre lo stesso: meglio un romanzo che parte bene e poi si incaglia, o un romanzo che parte male e poi si impenna alla fine? Io personalmente non ho tanti dubbi.

Due pallini.
Profile Image for Maria Beltrami.
Author 51 books77 followers
April 21, 2016
Il destino dei semplici, di coloro che cercano di vivere la propria vita senza ambizioni e intrallazzi, è quello di prestarsi a vistose commedie degli equivoci, perché il resto dell'umanità non accetterà mai che il loro unico scopo nella vita è quello di vivere.
E infatti il protagonista, uomo semplice e dimesso, notevole solo per la mole e lo smisurato amore per la musica, subisce infinite metamorfosi ad opera delle persone con cui viene in contatto e che gli attribuiscono attività e scopi che sono ben lontani dal suo sentire.
Uno dei più brillanti ritratti in minore di Piero Chiara, assai ben scritto e dall'ironia fine e fulminante.
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