Drei Erzählungen, drei Paare: Sie finden und verlieren sich, spielen die unterschiedlichsten Facetten der Liebe durch: ihr plötzliches, unsicheres Erwachen in einer Extremsituation, wenn das Leben den Schalter "Glück und Hoffnung" eigentlich schon geschlossen hat ("Tod, Liebe und Wellen"), das Taktieren, ein Machtspiel, bei dem nicht immer gewinnt, wer gerade die besseren Karten zu haben glaubt, und sich das Blatt just in dem Augenblick wendet, wo man sein Gefühlsleben in geregelte Bahnen gebracht zu haben glaubt ("Der Steingarten"), und den Alltag einer langjährigen Ehe, in der die Partner zu so vollendeten Komplizen in ihrem Kleinkrämertum, ihrer Angst vor dem Außergewöhnlichen werden, dass die vorauseilende Vermeidung des Konflikts jede Spannung von vornherein ausschließt und die beiden vor allen Anfechtungen durch die Außenwelt bewahrt ("Der Hochzeitstag"). In diesem Geschichten, die in Japan in den Jahren 1950 und 1951 erschienen, wirft Inoue einen scharfen, ironischen Blick auf seine Figuren, der nichts beschönigt, aber auch nicht verurteilt.
Yasushi Inoue (井上靖) was a Japanese writer whose range of genres included poetry, essays, short fiction, and novels.
Inoue is famous for his serious historical fiction of ancient Japan and the Asian continent, including Wind and Waves, Tun-huang, and Confucius, but his work also included semi-autobiographical novels and short fiction of great humor, pathos, and wisdom like Shirobamba and Asunaro Monogatari, which depicted the setting of the author's own life — Japan of the early to mid twentieth century — in revealing perspective.
1936 Chiba Kameo Prize --- Ruten,流転 1950 Akutagawa Prize --- Tōgyu,闘牛 1957 Ministry of Education Prize for Literature --- The Roof Tile of Tempyo,天平の甍 1959 Mainichi Press Prize --- Tun-huang,敦煌 1963 Yomiuri Prize --- Fūtō,風濤
In uno dei tre racconti che compongono questo esiguo, delicatissimo libretto c’è un uomo che ha deciso di suicidarsi. Prima di lanciarsi da una scogliera ha un ultimo desiderio terminare un libro di storia antica cominciato ai tempi del liceo, libri ancora a salvarci o ad allungarci la vita o a moltiplicarcela vivendo le tante esistenze altrui, anche Sherazad leggerà per mille e una notte al suo re Sultano e lo farà innamorare salvando se stessa. Poi c’è la coincidenza (le coincidenze sono il nutrimento dei romanzi, quel nodo intorno al quale si intessono le storie): nello stesso hotel dove soggiorna il candidato suicida arriva una giovane donna, venuta anche lei a togliersi la vita proprio in quello stesso luogo da quella stessa scogliera a picco sul mare, reminescenza della rupe saffica?
Quando si legge letteratura giapponese lo si sente, la si percepisce affiorare delicata e impalpabile tra le pagine. Ha questo carattere di inconfondibilità, ti fa sentire esattamente dentro quella cornice e non altrove, si ritrovano elementi naturali ricorrenti come la descrizione di rocce che dominano il mare tumultuoso del Giappone, o i giardini a secco, geometrici e scarni di vegetazione che a contemplarli si abbassa il livello di stress degli occhi a mandorla, per altri accade guardando un acquario o accarezzando il corpo elastico e flessuoso di un gatto, tutti ottimi metodi per alleviare le tensioni che si vanno accumulando. E c’è sempre l’immancabile tatami, l’unità di misura con la quale in Giappone di misurano gli ambienti, che nei miei primi incontri con la letteratura nipponica pensavo indicasse il letto matrimoniale e basso che invece si chiama futon. Spesso si ritrovano i Ryokan, dove soggiornano i due protagonisti del primo racconto e dove mi piacerebbe andare, sono hotel in perfetto stile tradizionale giapponese, con le loro assi di legno scuro, i tavolini bassi dove mangiare e le pareti scorrevoli di carta di riso che camminano silenziose su binari con un fruscio delicato facendo trapelare voci soffuse da un ambiente all’altro, e fuori dalla porta Zori pronti all’uso e un Kimono lucido di seta e dai colori sgargianti appeso al muro da indossare per partecipare magari alla sacralità di una cerimonia del tè. E quando leggo nipponico si fa anche vivo dentro di me il desiderio di entrare dentro il paesaggio di una stampa giapponese e magari contemplare il monte Fuji dalla baia, o da una barca o da una delle tante prospettive in cui Hokusai lo ha ritratto, o camminare sotto archi formati da gallerie di ciliegi in fiore.
Stilemi, magari cliché apparentemente banali ma per chi ha letto poco di narrativa giapponese, o di narrative tanto lontane dalla nostra, hanno il merito di fondare un linguaggio, creare un clima geografico, culturale di riferimento, rendendo più familiare un universo che sembra così distante, stabilendone alcuni paletti di fondamenti.
Amore sono tre racconti, brevi, asciutti e misurati, atmosfere rarefatte e silenziose, frasi che sono movimenti come fatti da passettini corti e veloci di geishe solerti, senza accumuli di parole e Amore, quel sentimento di cui parla Inoue Yasushi, è così composto e tanto poco conclamato da sembrare quasi qualcosa di tiepido, tutto molto giapponese, ma estremamente avvolgente, una esperienza da proseguire, una letteratura da approfondire e forse amare.
Tre racconti accomunati dai temi dell’amore e del viaggio. Tre viaggi reali che diventano un percorso a ritroso, un bilancio della vita vissuta e delle scelte fatte fino a quel momento. Tre coppie a cui l’amore - indefinito, incomprensibile e imprevedibile - si manifesta come una scoperta, un’illuminazione improvvisa. Amori passati e amori nuovi che incidono e danno un senso diverso all’esistenza. Molto belli soprattutto il secondo e il terzo racconto, anche se il finale di quest’ultimo mi è parso leggermente forzato.
Tre racconti che delineano con splendida efficacia tre diverse facce dell’amore: l'amore perduto, quello rimpianto nel ricordo e quello fortuito e salvifico. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, però, pur essendo i sentimenti il suo argomento predominante, il libro non ha nulla di “sentimentale” o di scontato, perché questo scrittore sa trattare di amore in un modo tutto suo, come ben sanno coloro che hanno amato “Il fucile da caccia”. Un tratto leggero e delicato, quello di Inoue Yasushi, eppure preciso e tagliente come un bisturi che affonda inesorabilmente nell’animo umano; inoltre sa creare rispondenze sottili e inquietanti tra l’individuo e il paesaggio naturale, a cui affida il ruolo espressivo di comunicare il non-detto. Così, sotto l’apparente pacatezza dei temi e dei toni serpeggia una forza trattenuta, un’intensità fremente che rivela la penna del poeta raffinato. Particolarmente suggestivo il primo racconto “Giardino di rocce” che, rivisitando motivi già presenti nel “Fucile da caccia”, mette a fuoco il lato più radicale e spietato dell’amore che non esita a ferire chi osi pararsi sul suo cammino e rinuncia persino alla felicità pur di trionfare sulla menzogna e sui compromessi.
Tre storie il cui filo conduttore è l’amore. Un amore malinconico e triste nel caso de “ il giardino di rocce”, giardini zen da contorno a ricordi i cui effetti si ripercuotono nel momento esistente e in cui il luogo sembra essere infausto; meschino ne “l’anniversario di matrimonio” ma allo stesso tempo che dà il senso dell’appartenenza di due anime; ma quello che in assoluto è il vero diamante della raccolta è “ La morte, l’amore, le onde”. Una casualità porta due aspiranti suicidi in uno stesso hotel, a strapiombo sul mare. E le onde si infrangono sulle rocce, come i pensieri dei nostri due protagonisti, un uomo e una donna delusi dalla vita. L’uomo pianifica con metodo e misura il suo piano, non lascia nulla al caso. Ha perfino il tempo di completare la lettura del suo libro incompiuto e la cura di restituirlo al mittente “dopo”. La donna invece è nervosa, inquieta, assente, brusca. Due anime che stanno per perdersi, in una natura deserta ma potente. Una scrittura pulita, in perfetto stile giapponese. Poche parole ma potenti. Tre piccole perle.
Un uomo non può restare fermo in un punto per sempre La scrittura di Inoue Yasushi fa immergere in un mondo sospeso, malinconico, eppure reale e concreto. Attraverso la natura, le luci, i bagliori, i rumori,… trasmette pensieri e sensazioni. Le descrizioni sono semplici, essenziali eppure efficaci e colpiscono. E ci si ritrova nello stesso universo soffuso ma vero de Il fucile da caccia, disegnato con sensibile abilità. Tre racconti, tre cammini, ‘strade’ diverse di percorrere la vita e l’amore, in cui ognuno può ritrovare un angolo della propria esistenza: una strada piena di ricordi,… una strada accidentata,… una strada cosparsa di ciottoli e piuttosto ripida. In tutti malinconia, solitudini, separazioni, ma sempre una conclusione di speranza e di forza. Nell’ultimo soprattutto, La morte, l’amore e le onde, a differenza di ciò che il titolo può far prevedere, prevalgono l’amore, la libertà, la vita, la speranza. La lettura di un romanzo (Viaggio in Oriente) scorre lungo tutto il racconto, accompagnando Sugi nel suo cammino e nei suoi pensieri, finché il libro viene chiuso sulle ultime pagine lette ed è impacchettato per la restituzione. Sono tornato da una spedizione tra i Tartari. Adesso mi preparo a partire per un altro viaggio.
(Grazie a Ginny, per il suo commento e per tutti i suoi speciali consigli di lettura!)
4,5/5 Mi piace molto la letteratura giapponese, con il suo stile semplice ed elegante, senza mai una parola di troppo. Qualcuno considera gli autori giapponesi troppo freddi, forse sarò un po' fredda anch'io, non so, io li considero solo sobri, senza strepiti e retoriche varie.
Yasushi inoue si inserisce perfettamente all'interno di questa tradizione. Inoltre, i suoi tre racconti contenuti in questa mini-raccolta sono stati capaci di catturare completamente la mia attenzione. Le premesse dei tre racconti possono anche apparire semplici e un po' banali (un uomo in viaggio di nozze con la sua fresca sposina ricorda una sua precedente relazione, un vedovo rimpiange la defunta moglie, due aspiranti suicidi si incontrano in un hotel), ma i racconti banali non sono. Al centro di tutti il riconoscimento dell'amore e, perché no, talvolta un colpo di scena.
tre racconti perfetti e limpidi. splendido "giardino di rocce"- come il luogo (meraviglioso) in cui è ambientato, il ryoanji di kyoto. l'ultimo- "l'amore, la morte, le onde"- è in realtà un inno alla vita. prezioso.
La pioggia migliore per i raccolti e le coltivazioni è quella che scendendo lenta e sottile, si stende come un leggerissimo sudario su alberi, foglie e cespugli perché penetrante, perché scende sino alle radici delle piante. I libri come Amore di Y. Inoue, hanno lo stesso effetto benefico della pioggia penetrante arrivano sino alle radici dell'anima.
Non so se le opere di Yasushi siano frutto di revisioni e correzioni; voglio sperare che sia così, e che tanta maestria non gli fosse del tutto spontanea. Eppure la sua narrativa mi ricorda quelle arti nipponiche, come la calligrafia e il bushido, nelle quali la perfezione si ottiene con pochi gesti esatti e calibrati. Uno stile asciutto, essenziale, pienamente novecentesco — non a caso Il fucile da caccia mi venne consigliato da un insegnante di scrittura creativa che è un grandissimo ammiratore di Carver.
Trois nouvelles assez courtes, typiques de ces tranches de vies japonaises contemplatives. Les personnages sont nuancés, se débattant avec leurs propres démons intérieurs. Comme à chaque fois avec Inoue, tout est psychologique. J'ai pourtant moins aimé que Le Fusil de Chasse, parce que ces histoires sont moins subtiles et moins denses.
L'appartamento che avevano lasciato la mattina, povero forse ma familiare, sembrò loro incredibilmente caldo e accogliente. Kanako disse a bassa voce: «Scusami per oggi, per l'albergo. Però abbiamo risparmiato diecimila yen» Sembrava davvero stremata, e infatti era caduta in un sonno profondo. A Shunkichi invece nei suoi occhi si accendevano e si spegnevano a intermittenza solo due immagini: la strada bianca sulle falde della montagna, battuta dal vento pungente, e il colore freddo del lago. Poi a un tratto si accorse che il corpo di Kanako era diventato freddo come il ghiaccio. Così gelido, quasi non vi fosse più nulla da fare. Shunkichi si accostò a lei e col proprio calore cominciò a riscaldare il corpo della moglie immerso nel sonno. E per quella donna che tutto il giorno, mentre vagabondavano nelle montagne di Hakone, aveva combattuto al suo fianco senza tregua contro chissà cosa, senti una tenerezza e uno struggimento infiniti, quali mai aveva provato prima di allora.
4 ⭐️ Tre racconti che parlano d’amore, l’amore vero.
»Drei Erzählungen drei Paare, drei Spielarten der Liebe.«
1. Tod, Liebe und Wellen Ein typisches Motiv in japanischer Literatur, welches zwei Menschen unverhofft beide verschiedener Art betrifft. Hier führt die Liebe mitreißend zusammen. Ein zum Weinen bringender letzter Satz.
2. Der Steingarten Orte und Erinnerungen. Ein Steingarten, ein erhellender Moment; alles mündet qua Brief am Ende der Erzählung tief berührend. Hier bringt der Brief zum Weinen x.x
3. Der Hochzeitstag Man erfährt, dass Karaki seine Frau seit zwei Jahren verloren hat, keine Heirat mehr eingehen möchte und seine Frau Kanako eigentlich nie liebte. Man denkt, darauf Antwort zu bekommen, doch erfährt man etwas ganz anderes!
"Il giardino di rocce" è una storia la cui fine sembra quasi rifarsi al karma. L'amore finito.
"L'anniversario di matrimonio" narra la storia di (non) amore tra due persone che si influenzano l'un l'altra fino a rovinarsi a vicenda. L'amore obbligato.
"La morte, l'amore, le onde" è un racconto mozzafiato. Vale la pena leggere questa breve raccolta anche solo per entrare nelle vite di Sugi e Nami. L'amore inaspettato.
Non sapevo cosa aspettarmi da questo piccolo libricino. Il titolo mi ha rapita e trasportata tra queste delicate, reali, essenziali pagine. Tre racconti, tre viaggi a ritroso, tre tipi di 𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒. Incredibile come i paesaggi siano perfettamente e profondamente connessi con i personaggi, rivelando anche ciò che non viene scritto.
Ho paura di banalizzare con un mio commento questi tre, esemplari, racconti di Inoue. Ero in libreria a scartabellare in cerca di un particolare libro di Schnitzler (che tuttora non ho ancora recuperato!) quando ho preso tra le mani questo piccolo rettangolino molto somigliante esteticamente. Non l'ho riposato sullo scaffale. E non per il titolo che mi aveva anche un poco spaventato, dico la verità. Ma per il nome dell'autore di cui ho amato Il fucile da caccia. Non ne conoscevo l'esistenza, ma non ho esitato un attimo ad acquistarlo. Nell'essenzialità poetica di questi tre racconti, l'autore è riuscito a cogliere ciò che meglio riassume i tratti più belli della letteratura giapponese. La semplicità unita alla profondità. Una prospettiva attraverso cui guardare cose che di solito non ci soffermiamo a guardare, emozioni che proviamo ma che quasi ci dimentichiamo di provare.
L'amore (di coppia) è qualcosa che nell'immaginario collettivo viene spesso stereotipato ma Inoue, con poche pagine riesce a mostrarcelo a 360°: annusiamo la rosa ma ci pungiamo nelle sue spine.
GIARDINO DI ROCCE È il primo racconto e forse quello più bello. Narra di un uomo che, in viaggio di nozze, torna in uno dei luoghi che ha segnato un paio di volte la sua vita affettiva. Un luogo fatto di sabbia e di rocce, di fronte alla grandiosità delle quali l'uomo non può che sentirsi impotente e forse spogliato di un po' delle sue sovrastrutture (mi ha ricordato un po' la parte in cui Frédéric Moreau visita un luogo analogo assieme a Rosanette ne L'educazione sentimentale di Flaubert). La sola passeggiata cambierà radicalmente, per la terza volta, la sua vita.
ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO Narra di un uomo ancora giovane vedovo da due anni che viene incoraggiato da parenti e amici, tutti detrattori della defunta moglie, a risposarsi. E capiamo che l'ha amata davvero attraverso il suo ricordo di un particolare giorno: il giorno in cui ha capito di amare i suoi difetti. Devo dire che è molto toccante perchè esprime una grande verità e riesce a trasmetterci intensamente il senso dell'intimità della vita di coppia.
LA MORTE, L'AMORE, LE ONDE Terzo e ultimo racconto. Un uomo facoltoso, caduto in rovina, decide di andare in un albergo di una località di villeggiatura, terminare di leggere un libro cominciato molti anni prima, e poi togliersi la vita. L'unica altra ospite dell'albergo è una ragazza che ha avuto la sua stessa idea. Mi pare che sia il più lungo e forse l'ho apprezzato leggermente meno rispetto ai primi due. Non per stile ma perchè il finale era senza dubbio prevedibile... Un pochino troppo prevedibile. Anche se con classe.
Ho visto un po' di hybris in questi tre racconti, o forse un po' di contrappasso. Le tre coppie sono ben assortite per un motivo e male assortite per un altro. Incontriamo per primi Uomi e Mitsuko, in matrimonio combinato che sembra perfetto. Lui, nel contemplare la bella, giovane e acculturata moglie, ricorda una storia d'amore passata e si rende conto d'essere molto fortunato; lei sta probabilmente facendo lo stesso, con risultati opposti. Poi ci sono Kanako e Shunkichi: poveri, spaventati da una fortuna inaspettata, che rimandano i piccoli piaceri per risparmiare per un futuro che non arriverà. Infine ecco Sugi e Nami, i cui gravi problemi scompaiono nella consapevolezza di aver trovato una persona affine. Bel libro, molto delicato. Tre stelle e mezzo.
Tre brevi racconti che dimostrano come programmare nei minimi dettagli la propria esistenza sia suscettibile delle incognite del destino e come l'amore trovi la sua manifestazione nei modi più imprevedibili. http://exlibris20102012.blogspot.it/2...
Il libro si compone di soli 3 racconti molto ben scritti che hanno come tema centrale l'amore e sono capaci di catture l'attenzione del lettore. Il più affascinante e suggestivo è senz'altro l'ultimo racconto, "La morte, l'amore, le onde", in cui due perfetti sconosciuti si incontrano casualmente in un albergo con lo stesso scopo, quello di suicidarsi. Ma l'amore è subdolo, si insinua prepotentemente nel cuore e ridona la speranza di vivere. Consigliatissimo.
In theory, I enjoyed reading this book very much. The language is just right - quiet, somewhat lyrical, goes to the heart. Unfortunately, the author belongs to the category of men whose view of women I find insanely exhausting to read. The child-woman in the first story was the most difficult, but I was also repeatedly thrown out of the narrative in the following ones. I understand that Inoue writes from a different time, with a view that can hardly be accused of not being modern - but I don't think I can be blamed for my discomfort with it either. A pity. If there is a book of his where women appear less prominently than in this collection of three short stories about three couples, I'll gladly try again.
Poco più di 3 stelle, facciamo 3,5. Il secondo racconto, "Anniversario di matrimonio", è indubbiamente quello che ho preferito di più. A mio parere è dei tre racconti che compongono questa piccola raccolta il più interessante e memorabile.
3.5. Tre brevi racconti, semplici, diretti, malinconici, tremendamente giapponesi. La lettura è consigliata anche solo per il terzo racconto "La morte, l'amore, le onde", con l'inaspettato incontro tra Sugi e Nami. A volte per continuare a vivere, basta un po' di amore.
inoue erreicht in diesem werk nicht die reflexive höhe, mit der "das jagdgewehr" auch und gerade in sachen liebe geglänzt hat, sein frauenbild ist teilweise stark antiquiert, und dennoch - die qualitäten dieses erzählers scheinen auch in diesem schmalen büchlein durch. besonders in der letzten erzählung gelingt es inoue, durch präzise beobachtung und klare sätze eine feine skizze eines ehelebens aufzuwerfen, während die ersten beiden erzählungen zwar interessante ansätze bieten, aber in sich unrund sind und zu flach geraten.