È notte nei vicoli di Kathmandu, quando Andrew, uno svogliato turista inglese un pò sfatto per le delusioni della mezza età, esce a prendere una boccata d'aria. Sotto la luna che fa strani scherzi, un vecchio mendicante gli affida un compito: consegnare un prezioso barattolo di Pasta di Drago alla sua nipotina, la kumari reale di Kathmandu. Se spalmato sul corpo, l'unguento blocca le persone nell'età che hanno in quel momento, ma Andrew l'assaggia, ha un buon sapore di bacche di ribes, lo mangia tutto. La vita comincia a sorridergli. Sempre più giovane, spensierato e vitale, solo troppo tardi s'accorge di ringiovanire un anno al giorno. Rischia di tornare bambino, lattante, di scomparire nel nulla. Sarà proprio l'altezzosa Dea Bambina ad accompagnarlo nell'estenuante scalata alle splendide vette dell'Himalaya, dove, fra nevi perenni, yeti e uomini del vento, si cela la sua unica possibilità di salvezza.
Abilissima negli intrecci di avventure esotiche, ispirati ai suoi frequenti viaggi in Oriente, Silvana Gandolfi ha scritto un romanzo serrato, brillante, nel quale i confini tra leggenda e realtà di fanno sfumati come le nebbie che circondano il remoto Nepal, là dove non esistono trasformazioni impossibili.
Nel giro di poche pagine ero già innamorata di Andrew e della sua ironia, poi sono stata presa dalla storia e in un attimo ero già alla fine! Un Benjamin Button più avventuroso, tra kumari, yeti, strani unguenti, risate e qualche momento col fiato sospeso. Un bel libro per ragazzi, apprezzabilissimo anche in età adulta.
Libro scorrevole e molto piacevole. Questa rocambolesca avventura mi ha tenuto incollato per molte pagine , riuscendo ad abbinare i contesti ai personaggi senza molta difficoltà. Scrittura molto semplice e chiara; l'autrice ha espresso molto vivamente il suo intento espresso nell'introduzione . Credo che, a distanza di tempo, questo titolo possa riportarmi ad una seconda lettura.
"Pasta di drago" S. Gandolfi: 8 Favola dolce, scorrevole e ironica al punto giusto. È un libro per ragazzini quindi la trama è abbastanza lineare, ma riesce comunque a mantenere alta l'attenzione con trovate originali e intrecci di trama armoniosi. 1990 circa Londra e Nepal Andrew ha 55 anni ed è un impiegato in una ditta che vende gabinetti. È sposato e infelice. Ha una bella casa, a Londra, ma fa una vita noiosissima. Si gingilla con corsi per corrispondenza all'apparenza inutili, ma che risultano vitali nella sua impresa/traversia/avventura. Durante un viaggio organizzato a Kathmandu conosce un vecchio sadhu cieco che gli chiede di recapitare alla sua nipotina, niente meno che la divina kumari, un barattolo di medicinale miracoloso, la pasta di drago. Andrew ci prova, ma desiste alla prima difficoltà e si pappa golosamente tutto il vasetto. Torna a Londra e nota che il suo aspetto e la sua salute vanno via via migliorando. La benedizione si trasforma rapidamente in una maledizione quando si accorge che ogni giorno ringiovanisce inesorabilmente di un anno. Parte per il Nepal per cercare il vecchio sadhu, ma, trovandolo morto, è costretto a introdursi di nascosto nel palazzo della kumari per confessarle il misfatto e chiederle aiuto. La kumari è una bimbetta spocchiosa e viziata di 10 anni. Si incazza a paletta quando scopre che Andrew ha consumato tutta la sua pasta di drago. Lei infatti la spalmava sulla pelle per rimanere bimba e poter continuare a essere una dea bambina, coccolata, adorata e venerata. I due organizzano la fuga della bimba e partono verso il luogo dove in genere la raccoglieva suo nonno, in riva ad un lago in una valletta in cima all'Annapurna. La spedizione è difficile e mette a dura prova le abilità di entrambi. Andrew, diventando sempre più giovane, fa ogni giorno più fatica, la kumari invece diventa sempre più autosufficiente e forte. Tra loro nasce una tenera amicizia che si trasforma in amore. Raggiungono il lago quando a Andrew mancano solo 3 giorni di vita e quindi abita un corpo e un assetto emotivo da treenne. Il lago è però territorio di uno yeti piuttosto territoriale e aggressivo perché ghiotto del fango curativo. La kumari raccoglie un po' di fango e Andrew riesce a immergersi il tempo necessario a raggiungere i 9 anni, ma poi sono costretti a fuggire per mettersi in salvo dallo yeti. Provocano una valanga che lo seppellisce, ma sfortunatamente bloccano anche l'unico accesso al lago. Andrew e la kumari si avviano lungo la strada di ritorno. La kumari sotterra di nascosto la piccola scorta di fango e dice a Andrew di averla smarrita durante la fuga e quindi di non poter tornare a essere la kumari. Dovrà tornare al suo villaggio natale, crescere e vivere come una bimba normale, nel bene e nel male. Lui la segue felice. Si sposano raggiunti i 18 anni e dal loro amore nasce una bellissima bambina. Andrew adesso fa la guida alpina per comitive di turisti che sperano di incontrare lo yeti e non è mai stato più soddisfatto e felice. E vissero una vita bella, piena, coerente con i propri desideri, ma semplice.
Un roman original, avec un ton souvent ironique ou humoristique, un peu loufoque à la fin, il faut bien l’avouer ! Le récit fonctionne un peu comme un roman d’apprentissage à l’envers, le personnage apprenant sur lui-même et le monde au fur et à mesure qu’il rajeunit. La course contre la montre apporte du suspens et l’univers fantastique est bien développé autour des traditions et croyances népalaises.
Primo VERO libro letto, ero gasatissima, finalmente un libro che non fosse "da bambini", non lo rileggerò ler non rovinsre l'idea che mi ero fatta. Ho bei ricordi, l'ho amato