Accanto alla maggioranza silenziosa dei defunti quieti esistono gli Spettri, timidi, complicati, immateriali, e gli Zombi cannibali, mossi da feroci intenzioni di rivalsa; a queste due specie appartengono gli scrittori morti che non si danno pace e tornano con l'intenzione di promuovere la pubblicazione postuma dei loro manoscritti ignorati o rifiutati. Una giovane, fragile donna, responsabile per la narrativa italiana in una grande casa editrice, diventa la vittima delle loro attenzioni. È il punto di partenza di una storia ricca di allucinazioni e stranezze. Il mito del libro impossibile, somma di tutti gli altri e autobiografia dell'umanità in cui ognuno può riconoscersi, è il vero fantasma e il cuore di I manoscritti dei morti viventi. Giovanni Mariotti ha conferito alla sua invenzione il carattere di un racconto "di genere", tra fantaeditoria e momenti di puro horror. Infettata dalla letteratura, che agisce come virus o droga, la protagonista va incontro a quella che, su un piano sociale, equivale alla perdizione e alla rovina ma, su un piano più generale, è una delle tante vie di fuga dalla vasta e asfissiante costruzione ideologica che chiamano "realtà".
Traduttore dal francese, è autore di numerosi saggi, racconti e romanzi. Vive a Milano. Ha diretto la Biblioteca blu per l'editore Franco Maria Ricci. È stato tradotto in Francia, Germania, Svezia, Giappone. Collabora alle pagine culturali del Corriere della Sera.
Dargli una sola stella mi dispiace perché si è lasciato leggere e non mi ha fatto incazzare come altri romanzi (vedi alla voce L'estate che sciolse ogni cosa, che ci credeva pure tantissimo). Per far salire il contatore dei libri letti è perfetto. Da leggere prima di andare a dormire pure (il che è abbastanza ironico considerato il finale). Ma per il resto boh. L'idea del romanzo che cambia in base a chi lo legge perché ognuno ci trova qualcosa di sé non sarà il massimo dell'originalità ma mi sembrava interessante, il problema è che si è persa in un mare di roba senza senso e scrittura parecchio mediocre (era voluto perché è la voce narrante a "parlare" in quel modo? Può essere, ma se è così non si capisce granché bene). Le citazioni ad altri romanzi però sono belle (e Proust mi perseguita, mi toccherà leggerlo).
Ma poi
*SPOILER*
Ancora con sti finali alla "era tutto un sogno!1!!!1" che manco nei peggio fantasy trash, ebbasta.