Mao è un uomo in crisi, abbandonato dalla sua ragazza e insoddisfatto del proprio lavoro, Elvis è un giovane pubblicitario che sta affrontando con fatica un lutto, Valentina è una scrittrice di successo che ha deciso di cambiare vita, Marco è un giornalista underground affascinato dal mondo delle celebrità quando i loro percorsi arriveranno a incrociarsi, le conseguenze saranno imprevedibili. Per ciascuno sarà l'inizio di un periodo inebriante e concitato, una fase di sperimentazione nella quale il desiderio di andare contro le convenzioni sembra prevalere sull'obbligo asfissiante di seguirle.
SI sentono forti echi autobiografici della vita di Matteo (ormai dopo aver letto Generations of Love, Fermati tanto codì, La vita di chi resta mi pare di conoscerlo, di aver condiviso con lui momenti così importanti e pregni della sua vita che si può pensare solo ad una lunga e consolidata amicizia, purtroppo solo intellettuale) in tanti momenti, la vita universitaria a Pavia, il sorriso di Andrea colto in una foto che mi fa pensare troppo ad una situazione simile con S. (che male, che bello, che male). Mi è piaciuto. Cerchiamo tutti di essere felici, a volte sapendo in partenza che non può andare, o che le possibilità sono scarse, da cui le famose cantonate. Ma Matteo sa entrare nelle pieghe dell'anima, e ci si insedia stabilemente. Peggio di un virus. Grazie Matteo, per tutto. Da leggere.
Primo incontro con Matteo Bianchi, mai sentito nominare né visto mai. Mi ha colpito? Sì. Mi è piaciuto? Sì. Mi ha fatto affezionare ai personaggi? Sì. Lo consiglio? Sì. Allora perché 3/5 stelle? Perché, perché, perché... il finale, cazzo! Inizialmente avrei voluto attribuire al romanzo 4 stelle (non 5 per l'errore di madornale e becera ignoranza nel chiamare una drag queen "il transessuale" e qualche pagina dopo "la transessuale" e per qualche avvenimento che non son riuscito a mandar giù) ma all'ultima pagina son rimasto tipo WTF. Mi spiace, ma mi sembra un finale troppo poco pensato e ragionato e insensato. Ne consiglio una lettura comunque.
Romanzo molto scorrevole, travolgente, incalzante... Si entra vividamente nelle vite di quattro persone e non si vorrebbe più uscire da questa bolla di felicità provvisoria.
Matteo B. Bianchi ha messo insieme le storie di quattro ragazzi, più vicini ai quaranta che ai trenta, per dare un significato nuovo alla parola amore: il significato che a quella parola può dare la loro generazione. L’intreccio scorre così fluido che induce ad abbandonarsi con fiducia alla narrazione, e l’effetto è decisamente piacevole. Tanto che viene quasi voglia di applaudire, come alla fine di una pièce teatrale particolarmente brillante. L’autore ripaga il favore trasportando il lettore in un mondo in cui quattro quasi quarantenni si muovono facendo lo slalom tra una disgrazia sentimentale e l’altra, ma nessuno perde la voglia di rimettersi in gioco. Così accade che il traduttore tecnico e creatore di una fanzine Marco, da sempre gay, si metta insieme alla sua scrittrice preferita, Valentina, eterosessuale, solo perché si trova bene con lei e in quel momento ci crede. Allo stesso tempo, il copywriter Elvis, il cui compagno è morto in un incidente stradale, perde la testa per il vicino di casa Mao, che lavora in un laboratorio fotografico, è stato lasciato dalla fidanzata ed è sempre stato etero. Tutti e quattro i ragazzi credono nella loro relazione, ma sono consapevoli che niente è più transitorio dei rapporti sentimentali. Questo non gli impedisce di buttarsi a capofitto nella loro storia e di mettere in gioco persino l’identità sessuale, solo per sentirsi in pace con se stessi, per non rimpiangere un giorno di aver rinunciato alla felicità. Nonostante le facciate contro i muri che hanno già preso vivendo, questi ragazzi sono disposti ad andare contro tutte le convenzioni sociali e culturali, se questo può renderli felici, anche solo provvisoriamente.
Ho letto questo libro sotto consiglio un'amica, ho dato un'occhiata alla trama ed ho deciso che dovevo averlo, un po' per la trama, un po' per i personaggi interessanti, un po' per lo scrittore in sé, di cui ho incominciato oggi a seguire il blog. Matteo Bianchi ha uno stile scorrevole, delle idee originali che possono catturare, quindi non so bene perché le stelline non siano cinque, forse perché "Esperimenti di felicità provvisoria" non mi ha soddisfatto appieno, a metà libro pensavo fosse sul 3,5 stelline, completata la lettura sul 4, il fatto è che alla fine del libro mi è sembrato mancasse qualcosa. Qualcosaqualcosaqualcosa. Nonostante ciò penso che Matteo Bianchi abbia talento, lo preciso a scanso d'equivoci, e leggerò sicuramente qualcos'altro di suo.
I protagonisti sono quattro: Valentina, scrittrice, Marco, giornalista e traduttore, Elvis, pubblicitario, Mao, proprietario di uno studio fotografico. Le loro vicende si svolgono e s'incrociano sullo sfondo di una Milano soprattutto notturna. Un libro all'inizio leggero e noioso, che però appassiona appena si entra maggiormente in contatto con i pensieri, le paure, le relazioni dei personaggi. Si percepisce la vita che scorre, su queste pagine. L'estratto più bello? Il racconto di Valentina, "Silenziatrice", a pagina 91.
Molto carino, leggero, scorrevole, piacevole. È riuscito a colpirmi particolarmente in alcuni punti, forse perchè ambientato a Milano, forse perchè ricco di spunti di riflessione.
C'ho impiegato una vita a finirlo solo perché sono stata risucchiata nel vortice di internet.. È il primo libro che leggo di Matteo Bianchi e credo che inizierò a seguirlo.
Uno di questi giorni voglio mettermi d'impegno per spiegare esattamente quanto mi piaccia come scrive Matteo Bianchi. Questo è un altro suo piacevolissimo libro, mi ha tenuto incollato alle pagine, me lo sono bevuto in un solo giorno e mi è quasi dispiaciuto finirlo. Ottima lettura.