Era da un po’ di tempo che non prendevo in mano un Harmony e devo dire che questo non mi ha delusa.
Certo, inizia in un modo e finisce in un altro, ma nel complesso la storia è carina.
Lui: rampollo di una ricca famiglia con il vizio delle donne che viene diseredato e costretto a darsi alla macchia a causa di uno scandalo.
Lei: lo zimbello dello zio che l’ha accolta in casa. Figlia di una nobildonna che passava da un letto all’altro e considerata la figlia del diavolo perché è mancina. Oltre a fregarsene dell’etichetta, ama l’arte.
Insomma, due casi umani che si son trovati.
Il loro primo incontro ricorda quasi una soap opera, o i classici scritti in quegli anni. Lui, divenuto il guardiacaccia della proprietà dello zio di lei, pensa di doverla salvare perché troppo vicina al fiume mentre lei, la nostra cara Frederica, sfida le buone maniere e (segretamente) lo zio, cercando in tutti i modi di ottenere abbastanza denaro per andarsene in Italia, infischiandosene quindi del manzo che la salva. Entrambi sentono una strana attrazione, ma sono troppo freak per comprenderla.
Man mano che la vicenda procede, i due si fanno sempre più vicini, finché Frederica non decide di montarlo come il manzo che è, affermando di non essere più innocente.
E qui va un bel Mah!
Il nostro caro lord si è scopato praticamente tutta Londra, quindi come fa a non accorgersi che quella piccola elfa balbuziente è vergine? Misteri misteriosi.
In seguito, c’è un susseguirsi di guai: lei che viene promessa al cucino obeso che arriva alla villa, la festa del suo debutto, il caro lord che viene incriminato, lei che scappa con il maggiordomo… insomma, disastri.
Poi, non si sa come, alla fine Frederica diventa ricca, il lord viene riammesso nella rendita di famiglia e i due si sposano. Fine.
Devo dire che la seconda metà non mi ha entusiasmata parecchio, ma come libro veloce da leggere in un pomeriggio non è male. Al contrario di molti altri romanzi…