Un nero dalla carnagione chiara che aspira ad uscire dal ghetto in cui è nato, un bianco dalla carnagione scura appena uscito di prigione dopo una condanna a quattro anni. Due improbabili delinquenti di piccolo cabotaggio e scarso cervello, Ordell e Louis sono i protagonisti di questo noir, insieme all’ immancabile femme fatale, Jackie, bella, intelligente e naturalmente vincente. Ah, c’è anche Max Cherry, garante di cauzioni, che innamorato di Jackie la aiuta, decidendo lui stesso di cambiare vita, salvo, poi ripensarci nel finale: “Dai Max vieni ti porto via da tutto questo”, gli dice Jackie e lui: “Ma dove andrai?” e lei “Non lo so, ma che importanza ha?”. A questo punto è il lettore a decidere il finale del sotto testo romantico del libro.
La trama fa acqua un po’ qui e un po’ lì, lungi dall’ essere quel meccanismo a orologeria dei migliori romanzi di genere. Personalmente ho trovato appena sbozzati e dunque psicologicamente poco credibili anche i personaggi. Ma il libro si fa leggere per la scrittura avvincente e per i dialoghi decisamente divertenti.
Tarantino ne ha tratto il film Jackie Brown, trasformando il cognome Burke in Brown e la bionda Jackie in una nera procace. Il film si fa vedere, ma a parte il filmato delle donne che pubblicizzano le armi, ha una prima parte piuttosto piatta e un po’ noiosa, sicuramente meno divertente del libro. Tra l’altro, travisa il personaggio di Ordell, trasformandolo nello stereotipo del nero che parla jive e ne è orgoglioso. Mentre Leonard fa parlare Ordell come un bianco, perché è proprio la negritudine il simbolo della povertà ed emarginazione da cui si vuole affrancare. Cinematograficamente molto riuscita è invece la sequenza finale del libro, lo scambio dei soldi, che Tarantino realizza con tre sequenze diverse, ciascuna dal punto di vista di un personaggio, ma proposte una dopo l’altra, invece che in montaggio parallelo.
Un caso in cui il film è meglio del libro? Non direi. Il libro è più originale, divertente, aperto. Tarantino ha alcune intuizioni cinematograficamente geniali, che interpretano al meglio la scena clou del libro. Ma per il resto è piuttosto noioso, mentre il libro non lo è mai.