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Orestea: Agamennone - Coefore - Eumenidi

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“Sia questa la promessa per la chiedo giustizia dalle ingiustizie; ascoltatemi Terra e potenze infere.”

La più celebre fra le opere di Eschilo, unica trilogia sopravvissuta del ricco corpus teatrale greco antico, l’Orestea mette in scena la sanguinosa catena di vendette che devasta la famiglia reale di Argo. In Agamennone l’eroe, di ritorno trionfante dalla guerra di Troia, trova ad attenderlo la moglie Clitennestra, decisa a vendicare la figlia Ifigenia, sacrificata dal marito agli dei in vista dello scontro con la casa di Priamo. Ma nemmeno la morte di Agamennone è destinata a rimanere impunita, e altro sangue si prepara a essere versato, stavolta per mano di Oreste, figlio esiliato che nelle Coefore ritorna nella terra natia e, incitato da Apollo, pianifica di uccidere gli assassini del padre. Un ulteriore delitto che scatenerà l’ira delle divinità protettrici del diritto materno, le Erinni, protagoniste delle Eumenidi, che perseguitano coloro che alzano la mano contro la propria madre. Attraverso la tragedia di una famiglia, Eschilo mette in scena la nascita e l’affermarsi della democrazia ateniese, un nuovo ordine che succede a un periodo di caos e distruzione. La vicenda degli Atridi diventa così metafora del passaggio da un mondo basato sul legame familistico a un altro, in cui sono le leggi a costituire il legame che unisce gli uomini e fonda la società.

323 pages, Kindle Edition

Published July 16, 2022

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Eschilo

49 books3 followers

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Profile Image for Sara.
68 reviews2 followers
January 28, 2025
Riletto in occasione dello spettacolo teatrale al Parenti (lì su traduzione di Severino). Interessante l'apparato critico di questa edizione, non pesante e con una duplice attenzione filologica e scenico-teatrale.
Profile Image for Selene 🌙.
162 reviews5 followers
November 2, 2024
«O lode o biasimo è lo stesso per me. Sì, questo è Agamennone, mio sposo; per questa mia mano è qui cadavere; e fu giustizia. Τάδ’ ὧδ’ ἔχει, Così è»

La tragedia greca è alla base dell’impalcatura di Champagne, ed è per questo che ho fatto una bella full immersion nei miei titoli preferiti di tragedie classiche delle quali, tra le pagine del nostro romanzo, sentirete sicuramente parlare.

“L’Orestea” di Eschilo è l’unica trilogia legata che ci resta (Agamennone, Coefore, Eumenidi). Tutte e tre le tragedie infatti narrano le vicende dei discendenti di Atreo dopo la guerra di Troia.

Clitemnestra, il personaggio che preferisco, è la prima figura di donna spregiudicata della storia della tragedia. Monolitica e inflessibile, accecata dal furore e tracotante, cerca la giustizia a modo proprio e uccide il marito per vendicare la morte e il sacrificio della figlia Ifigenia. Nel farlo, tuttavia, non fa altro che perpetrare quella scia di sangue che da generazioni macchia la discendenza di Atreo.

Il rosso del tappeto che Clitemnestra stende ai piedi di Agamennone quando lo accoglie rappresenta dunque, simbolicamente, quella serie di sanguinose vendette di cui Agamennone stessa sarà vittima ma che non si fermerà con lui e proseguirà inesorabile con l’uccisione di Clitemnestra stessa e dell’amante Egisto da parte del figlio Oreste in “Coefore”.

Se le prime due tragedie sono il trionfo della legge tribale e della giustizia privata, con la terza tragedia, “Eumenidi”, Eschilo ci parla della nuova realtà politica e della nascita simbolica della giustizia pubblica. Le Erinni, divinità persecutrici di chi si macchia dell’omicidio di consanguinei (come Oreste), grazie all’intervento di Atena e alle istituzioni della nuova Polis (il tribunale dell’areopago), diventano benevole. La scia di sangue ha finalmente una fine laddove Giustizia diventa pubblica e smette di essere solo un atto tribale e sanguinario.
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