Cruda, visceral e impactante, tarde, mal y nunca se adentra en los ambientes más marginales de la ciudad para contar cómo sus personajes se relacionan peligrosamente con lo más oscuro de nuestra sociedad: las drogas, la violencia, la prostitución... su realidad cotidiana, su día a día. Epi asesina sin miramientos a su colega Tanveer Hussein, que le acaba de birlar la novia, Tiffany Brissette, a la esperade que todo vuelva a la normalidad. Pero su normalidad pasa necesariamente por la supervivencia en el barrio donde le ha tocado vivir, por los problemas con las autoridades, la crisis y el paro, la creciente inmigración, la bajeza moral y los pocos escrúpulos de quienes le rodean. ¿Qué le deparará el futuro? Con un ritmo frenético y un discurso que no deja lugar a lo políticamente correcto, el autor retrata en esta fascinante novela una Barcelona que dista mucho de ser idílica, que muestra sus entrañas con la crudeza propia de una voz honesta y valiente.
Carlos Zanón (Barcelona, 1966) poeta, novelista, guionista, articulista y crítico literario. Su dedicación a la novela negra ha hecho que se haya emparentado su obra con la de autores como Vázquez Montalbán o Jim Thompson.
Zanón si guadagna da vivere come poeta (cinque raccolte pubblicate ma presumo poco guadagno), critico letterario e musicale, giornalista, autore di testi musicali, sceneggiatore (documentario) e romanziere. Questo credo sia stato il suo primo romanzo, almeno il primo di genere, e ha subito fatto il botto. In senso positivo, ha avuto successo e vinto premi. Dopo questo primo noir, ne sono seguiti altri, e Zanón si è ritagliato uno spazio importante tra i nuovi noiristi spagnoli, in particolare tra quelli che appartengono al filone Noir Mediterraneo. L’accostamento a Jim Thompson non è peregrino: manca l’humor nero, ma i personaggi border line, tra il dissociato e il disadattato passando per l’emarginato, il tipo di storie e plot in qualche modo mi riportano alla mente il maestro americano.
Periferia est di Barcellona.
Ha ragione Massimo Carlotto che in quarta di copertina parla di una Barcellona inedita: la città di queste pagine non ha nulla a che fare con quella che conosciamo, quella turistica, quella divertente, quella spettacolare. Questa Barcellona è una città cruda e malfamata, di periferie, di immigrati, di melting pot più o meno riuscito, di gente che tira a campare, allo sbando, di sogni infranti. Ha ragione Massimo Carlotto e per questo ho parafrasato il titolo del suo romanzo più recente.
L’omicidio avviene a inizio romanzo, il morto è uno solo, l’assassino è noto, per il resto si raccontano le ore a precedere e le poche a seguire. Il tutto nell’arco di circa ventiquattro ore, forse meno. Più che sapere come andrà a finire, desiderio che leggendo si vive, quello che si vuole è soprattutto sapere chi sono i personaggi, cosa li accomuna e cosa li separa, il loro passato che serve a illuminare il presente. Lo spaccato di vita dietro il fatto. Un’indagine sociale più che criminale. Con ritmo serrato che qualche volta paga pegno a una struttura quasi teatrale.
Ci sono due fratelli. Il più giovane si chiama Epi, è lui l’assassino: uccide a martellate nel bar di quartiere il suo amico marocchino Tanveer Hussein. Lo uccide perché gli ha portato via la donna, la giovane prostituta Tiffany Brisette, emigrata dal Perù, che ha le sopracciglia tatuate di azzurro e un figlio piccolo Percy, di tre anni. Epi ama non riamato Tiffany. Ed Epi uccide il suo amico Tanveer per riconquistarla. E per punire Tanveer che violenta e malmena le prostitute, le sequestra nel retro del furgone guidato da Epi, le stupra, le riempie di botte, le scarica da qualche parte con minaccia di morte. Epi ha problemi con le parole, tarda a pronunciarle, non è mai soddisfatto di quelle che tira fuori, non riesce a spiegarsi e ha sempre l’impressione di non essere compreso. Il fratello maggiore si chiama Álex, cura la depressione ingerendo un cospicuo quantitativo di psicofarmaci, che prende negli orari sbagliati, e probabilmente anche nelle dosi sbagliate, col risultato d’essere perennemente annebbiato. Ha promesso alla madre morente che si sarebbe occupato del fratellino e così vuole fare. E dopo aver visto Epi martellare a morte Tanveer, si inventa un alibi per lui e cerca di tenerlo lontano dai guai.
Il Mercat de Sant Antoni che viene nominato più volte.
C’è droga in questa storia, cocaina prima di tutto: Tanveer la spaccia, e consuma insieme a Epi. Probabilmente per questo Tanveer ha già conosciuto la prigione. Ci sono storie familiari difficili alle spalle, di abbandono, emigrazione, violenza, povertà. C’è tristezza, squallore, un infinito senso di ineluttabilità. Anche il bar di quartiere ha conosciuto tempi migliori, ma ha visto sparire i volti familiari di amici e lavoratori, e oggi è frequentato da drogati sfruttatori e ragazze perdute. Una bella sorpresa, un romanzo denso, teso, che cerca l’innocenza tra il fango dell’umanità.
(Reprinted from the Chicago Center for Literature and Photography [cclapcenter.com]. I am the original author of this review, as well as the owner of CCLaP; it is not being reprinted illegally.)
Carlos Zanon's new The Barcelona Brothers is a fascinating update of a traditional literary genre; specifically, it's a slow-moving, character-heavy noir, but set within the dark rainbow of the lowlife people of color who populate the poor sections of urban southern Europe, in this case the barrios that ring the tourist-friendly Spanish city of Barcelona. As such, then, the point is not really the minimalist plot on display, even with the clever nature of revealing this plot (a man beats a friend to death in a bar with a hammer in the first five pages then flees, his brother traveling through the poor sections of the city trying to find him, with the rest of the book slowly revealing why the act of violence took place), but rather to wallow in the sophisticated world-building that Zanon does here, a surprisingly leisurely and very literary look at the pockets of EU urban desperation that most Europeans would prefer you never think about. Powerful in a roundabout way, but rough around the edges like any good noir should be, it comes recommended to fans of Raymond Carver who are looking for a smart update of what by now can sometimes be some pretty cliched tropes.
This is not so much a whodunnit (as we see the crime taking place in the very first chapter), but a 'will they get away with it?' as the two surviving members of a dysfunctional family, two loving but challenging brothers, search for each other in the aftermath of a hammer attack on a Morrocan rival. This is a wild ride through the seamy underside of a poverty-stricken barrio of Barcelona. Some of the scenes are almost unbearably graphic and violent, but it's also a stinging social critique.
Este libro formó parte de la colección "La mejor novela negra de habla hispana" recopilada por El País. Tristemente, la mayoría de los libros y autores que recoge esta colección no logran alejarse de la trillada temática de barrios chungos, inmigrantes sin esperanzas y prostitutas... y éste no fue la excepción. Temática aparte, el autor tiene un narrativa tan exquisita que me despertó la curiosidad de buscar otras de sus obras con la esperanza de que aborde una temática más original. A ver si tengo suerte...
I love Barcelona! I visited there in the fall of 2004 and the winter of 2005. It completely seduced me with its people, its food, its shops, its history and its architecture. It's a large city where I think that I could live happily.
But like all cities, I know that Barcelona is a different place to different people. Look at these three movies that were set in BCN at more or less the same time. In Woody Allen's "Vicki Christina Barcelona [2008], BCN is a place of sunlight and modernity with touches of the traditional. In Alejandro González Iñárritu's [2010] "Biutiful," BCN is revealed to be a much colder, darker, dangerous, and deadly place to live. (Javier Bardem starred in both films. I wonder what he thinks of BCN.) Probably though, the great Catalan urban center is most like the city portrayed in Cédric Klapisch's "L'auberge espagnole" (2002) which is neither particularly enchanting nor endangering but is an interesting place to pursue life's adventures.
Barcelona also inspires writers as well as film makers. Authors from Paco Ignacio Taibo II to Carlos Ruiz Zafon had written in the noir tradition about crimes and mysteries that have occurred in this wonderful city. In The Barcelona Brothers which is John Cullen's 2012 translation of Carlos Zanon's 2009 Tarde, mal y nunca, the dark "biutiful" side of the Catalan capital is explored and revealed. The story takes place in the poorest part of town during Spain's worse economic crisis. Much of the violence that is encountered as the community of old urban barrio breaks down as it becomes flooded with strangers from outside Spain who are all seeking a better life at a time when there is not much success is at hand. Poverty is a miasma.
As tourist who loves BCN, this was a difficult book to read, and I had to come back to it several times. I know there are dangerous parts of town that are moments away from the glorious monuments to the past throughout the city, and they should be avoided on a cold dark night. Still like Woody Allen, I prefer to imagine the city in the warming daylight when those sort of scary shadows seem to slink away. Nevertheless, this author writes well, and this novel is worth reading by anyone interested in modern Spanish noir fiction and by anyone seeking to know all about Barcelona. Thank you Sonia, for recommending this book.
Al principio me costó conectar con la historia, había reflexiones de los personajes que no me conectaban, que no las sentía apropiadas, para mi se podrían quitar y no afecta la historia. Pero después se hace bastante interesante el relato. La narración de los delitos que cometen los personajes son bastante descriptivas y buenas, me sorprerndieron gratamente. en algunas partes se siente perder el ritmo o se pone lento eso no me pareció tan chevere porque baja mucho y se puede perder ineteres, to me desconcentraba un poco de la historia.
A novel set in the parts of Barcelona that the tourists never see. And the travel agents never advertise. The story is told shifting back and forth between the points of view of the two brothers referred to in the title. There is a murder so I suppose it is technically a crime novel. But more than that a sociological study of modern Barcelona and the lives of people living on the fringes.
This is the first work of the author to be published in English. He is a critically acclaimed novelist and poet who lives in Barcelona. Also a literary critic and screenwriter and has worked as a lyricist for rock bands.
Given the usual limitations of judging works in translation I found the writing to be powerful, the descriptions vivid and the characters well drawn. The dialog seems completely accurate. Not a feel-good story by any means. Probably not for the squeamish. But if anything else by this author turns up in English I will surely give it a read.
4,50 Sinceramente pienso que son pocos ya los escritores que actualmente perfilen tan bien los ambientes de una ciudad como es Barcelona; uno de ellos es Carlos Zanón que sabe hurgar en la combinación de individuos que pueblan la ciudad y no sólo para describir las miserias de éstos, sería el recurso fácil, sino que nos hace ver más allá gracias a unos personajes que se mueven entre las drogas, la prostitución, la crisis o el paro, pero sabiendo estrujar al máximo las situaciones y a las gentes consiguiendo que al lector se le haga un nudo en la garganta al descubrir que todo lo que está narrando bien podría estar sucediendo en ese mismo instante en la casa del vecino con el que compartimos pared, por poner un ejemplo. Aunque el lector que lea un libro de Zanón no se mueva entre los ambientes marginales que describe... http://www.abrirunlibro.com/2016/08/t...
I won this book on goodreads, and wasn't sure what to expect. The story line was very kafkaesque and told from multiple points of view. Many of the main characters were drug users or had mental illness. Because of these two things there were times where it got a little confusing but quickly smoothed itself right out and I think that it was part of the author's intention. It was interesting to read about the police corruption in another country, yet have the characters be so nonchalant about it to the point where you know without a shadow of a doubt that it is just a part of their everyday lives. I didn't particularly like the ending because I was still unsure what happened but all in all it was a great story.
Escapar del destino impuesto por los dioses es imposible. Pero Epi y Álex, dos hermanos pertenecientes a una familia caída en desgracia en un barrio marginal de Barcelona, tratan de hacer una lucha contra el tiempo en búsqueda de su salvación, de huir del pasado que los condena y de un futuro incierto, pero poco promisorio.
Hoy en día, con tantos libros que pretenden ser vendidos bajo el rótulo de novela negra e incumplen con las premisas básicas del género, resulta refrescante encontrar autores que mezclen personajes bien delineados, una crítica social y un asesinato a través de una prosa cruda, violenta y vertiginosa, con alteraciones temporales que dejan con ganas de más. Lo recomiendo.
Siempre me ha gustado Carlos Zanón y su forma de escribir directa y a la yugular. Sigue siendo el mismo autor de "Yo fui Johnny Thunders", pero en este caso el resultado ha sido desigual. La novela se lee rápido, y tiene momentos buenos, pero en conjunto se queda un tanto desdibujada, tanto la ambientación como los personajes. Estos últimos me han dejado con un sabor de boca agridulce, ya que no acaban de perfilarse bien, parecen bocetos sin acabar. Esperaba más, sinceramente.
Se nota mucho que es de los primeros, está muy lejos de Yo fui Johnny Thunders o Taxi (que me gustaron mucho), la novela es sencilla tirando a flojita, pero es Zanón cien por cien. Desde el contexto al ritmo; ni qué decir de los personajes y su psicología. Lo mejor de todo es ver la evolución del escritor y su ambición (Carvalho un ejemplo) por llegar a ser lo que es: de lo mejorcito en España.
Lento y poca profundidad en los personajes que algunas escenas no merecían la pena. Sinceramente he leído libros mejores con la misma extensión de páginas.
Después de una noche de excesos, la novela comienza con Epi en el bar del barrio tomando algo con su colega de fechorías, Tanveer Hussein. De repente, Epi saca un martillo de la mochila de deportes y se carga a su compañero, ante la mirada atónita de su hermano y del propietario del local. A partir de este suceso se dispara la acción: Epi reteniendo a su ex novia, Tiffany Brissette, en un piso franco, para confesarle su amor y confesar que lo ha hecho por ella; su hermano por tratar de salvarle del lío en el que se ha metido, la hermana de Tiffany, Jamalia, para dar sentido a su vida; Amaloui, amigo del hermano, para tratar de echar una mano al asesino; y los mossos por detener al culpable antes de que haya más heridos.
Todo contado con una capacidad descriptiva que te eriza los pelos, caracterizada por un ritmo taquicárdica y porque el autor no se guarda nada, retratando hasta la vergüenza una Barcelona costumbrista, humilde (hasta medio pobre), donde la gente se va enterrando en vida con las decisiones que va tomando y en la que la droga juega un papel muy destacado.
El estilo de este autor me gusta. Esta novela tiene tensión desde el principio hasta que acaba. En realidad, es una historia muy simple, la complejidad está en los detalles, no se para a describir el color del cielo, se para en los pensamientos, deseos, miedos, contradicciones, sentimientos, relaciones, vicios, complejos, taras, incluso lo que está oculto en cada persona que ni los personajes saben. Es la complejidad humana. No se puede profundizar más, es intenso, por eso una historia simple llega a ser tan brutal.
Segunda lectura del Club de lectura de la Biblioteca de Cubelles. Nunca había leído al autor, y no negaré que escribe bien. Pero los personajes no hay pode donde cogerlos. Planos, llenos de tópicos…no me los he creído en ningún momento. Y lo peor es cuando el propio escritor confunde a sus personajes, en una de las páginas del final confunde a Tanveer con Epi.
Una novela que deja ver la crudeza de los barrios españoles, la discriminación, violencia, delincuencia, abusos de drogas, prostitución, maltrato y enfermedades mentales. Desde que inicié con la lectura me sumergí en la trama y lo bueno que se iba poniendo.
No és el meu estil, pel que potser no sóc just. Es deixa llegir però no aporta res d'especial. Li he agafat mania sobretot algunes parts frases massa curtes i abús dels signes de puntuació
Primer libro que leo de este autor pero seguro que vendrán mas, es trepidante y no es una novela policial al uso, diferente a todo lo que he leido hasta la fecha. Recomendable.
“A strange and engrossing visit with life on the dark side”
“The Barcelona Brothers” was written by Carlos Zanon an accomplished Spanish literary critic and screenwriter and was translated from the Spanish to English by John Cullen.
The writing style is uncomplicated, and produces an even cadence artfully filled with description and feeling. The story is told by an anonymous narrator about the characters and circumstances that form the novels essence.
It is a story about two brothers, Epi and Alex Dalmau each with emotional and psychological problems. Alex suffers outwardly from paranoid schizophrenia and Epi from subdued psychotic perceptions of self worth. What happens to Epi and Alex is born of a perverted love triangle formed by one Tiffany Brisette, a prostitute, and Epi and Epi’s friend Tanveer Hussein, a highly disturbed and dangerous man. The setting is the barrio of the city, a place of seamy characters, places and dealings where drugs are a persistent prelude to violence and prostitutes are often the victims. The unraveling of things for Epi begins with the realization that he is in love with Tiffany but Tiffany does not return his love and in fact prefers a relationship with Tanveer; a situation that clearly threatens Epi’s illusions of life with Tiffany and a situation that Epi is driven to rectify. There are no particular surprises in the development of the tale but it is a captivating look at the character of Epi and his psychosis along with a glimpse at the gritty life in the barrio. The conclusion of the novel leaves the reader lingering for something more to the story; however, only imagination can fill the empty pages.
All in all I liked the novel and found it an enjoyable read though not particularly memorable and perhaps a little anticlimactic, even mundane in its pursuits. None the less, I would recommend you add it to your reading list.
La historia, absolutamente situada en la marginalidad, que cuenta Carlos Zanón me impactó desde la primera página por el estilo directo y claro con el que el autor, sin miramiento alguno, hace que te imbuyas en un ambiente de dureza inusitada. La novela comienza con el brutal asesinato de Tanveer Hussein, colega de andanzas y puterío de Epi. Poco importa que cada uno de ellos sea de muy distinta procedencia social: el muerto es moro y el asesino se apellida Dalmau y es hijo de profesores; o sea, Tanveer es un inmigrante no integrado ("yo no sé catalá com tu") y Epi es del país, aunque desclasado. Ambos han sufrido el hachazo de la crisis, el paro y las drogas. Sólo el sexo en algún momento y con alguna mujer -Tiffany Brisette- sublimado en amor parece justificarles la existencia o, al menos, eso creen ellos, en especial Epi.
Estamos ante unos personajes elementales que se comportan como tales sin medir las consecuencias de sus actos y con unos planteamientos brutales que a ellos no se lo parecen pues viven dentro de la brutalidad misma que la sociedad les ofrece y donde les conmina a estar. El móvil que les lleva a caminar por el mundo es el consumo de alcohol, de drogas y el sexo.
Tarde, mal y nunca es un libro del que me esperaba algo diferente. Carlos nos mustra los barrios más bajos, aquellos donde las drogas, las prostitutas y la violencia están presentes en todo momento. Una historia muy dura, o mejor dicho durísima contada desde un narrasor omnisciente o en 3ª persona.
¨Epi asesina sin miramientos a su colega Tanveer Hussein, que le acaba de birlar la novia, Tiffany Brissette, a la espera de que todo vuelva a la normalidad. Pero su normalidad pasa necesariamente por la supervivencia en el barrio donde le ha tocado vivir, por los problemas con las autoridades, la crisis y el paro, la creciente inmigración, la bajeza moral y los pocos escrúpulos de quienes le rodean.¨
La historia me ha gustado, ha sido una lectura rápida, las cosas acontecian de manera rápida, pero he de decir que el exceso de lenguaje vulgar, más bien coloquial ha hecho que mi perdiese el hilo de la lectura y no solo eso sino que había capítulos en los que hablaba de uno de los personajes pero en el siguiente hablaba de otro diferente, no sigue un orden líneal.
Sin duda, un relato escrito de manera realmente cruda. Antes de leer Tarde, Mal y Nunca; una de las novelas negras que más me llamaba la atención entre un plantel bastante extenso de mis estanterías, creía que, sin duda, me gustaría bastante. La cosa no fue así. Empezando por una historia sosa, que hace aguas al paso entre página y página; y siguiendo con una trama mal constituida y un marco descrito de manera ciertamente pobre, esta novela, que yo no acabaría de nombrar "novela negra", me ha decepcionado muchísimo. Lo único que salva, en parte, a este libro, es la prosa del escritor. Carlos Zanón, diría yo, se caracteriza por adoptar una escritura realista y cruda, sin flojear pero sin llegar al tremendismo de Camilo José Cela. Me gustaría encontrarme con una historia que diera más de sí contada por este autor, porque, pienso, quedaría magnífica y llegaría a agradarme. No hay mucho más que decir; dos estrellas, y muy justas.
Mostly competent, but occasionally riveting noir set in Barcelona. I appreciate Zanon's flair for frenetic action, and for not gratuitously diving into the seedier parts of the narrators' world. By just commenting on them within the narrative, it makes them seem that much grimmer. Overall, it's a pretty entertaining story, shifting between multiple voices and perspectives, but whether it adds to the collective body of noir storytelling I leave entirely up to you.