Che tristezza!
Nonostante l’importanza dell’argomento trattato, questo libro è riuscito solamente ad innervosirmi.
L’ipocrisia della protagonista mi ha raggelato il sangue in più di un’occasione. Da pagina 3 la sua natura risulta piuttosto chiara: un donna che si atteggia da ragazzina alla ricerca continua di avventura e adrenalina.
Considero il suo ruolo autoimposto di “James Bond col velo” un tentativo estremo di scappare alla noia che la assale, sempre e da sempre. Diverse volte si è innamorata (?) di perfetti sconosciuti che ha poi sfruttato, da cui ha rubato (ridendoci poi su) e che, in due dei casi, ha anche sposato.
Il testo risulta scarno, spesso scheletrico, colmo di frasi e concetti ripetuti senza alcuna modifica. Idee poco chiare, racconti incompleti o totalmente inutili e la voce costantemente fastidiosa della protagonista hanno reso questa lettura un peso quasi insopportabile.
Peccato.