"Non ho mai conosciuto una ragazza così. La osservo chinarsi verso un bambino e prenderlo dolcemente in braccio, e mi sento patetico perché il modo in cui lo fa scatena in me pensieri sconvenienti. La immagino incinta di mio figlio, schiacciata sotto il peso del mio seme, dipendente da me in tutto, pronta a far nascere una nuova vita che viene da me.
Astrid è... pace. Bontà e purezza, che si riflette nel modo in cui interagisce con i suoi piccoli pazienti. Ma la bontà e la purezza mi spaventano, forse perché sono ciò che più si allontana da quel che sono."
Durante il suo primo giorno da specializzanda nel migliore ospedale di San Francisco, la timida Astrid si scontra con il dottor Edward Withmore, il più giovane quasi-primario di cardiochirurgia della storia. Chirurgo di successo, Edward è molto più grande di lei, e fin da subito le mostra un odio immotivato, che la destabilizza e le fa perdere ogni certezza sul suo futuro da pediatra.
Edward rappresenta tutto ciò che Astrid dovrebbe evitare, ma lo sguardo di quell'uomo ombroso e solitario sembra seguirla ovunque... almeno finché, durante la notte più tempestosa dell'anno, l'antipatia che li divide si trasforma in un'attrazione impossibile da spiegare.
Ho visto questo libro durante una fiera e mi ha attratta subito, ma le copie in vendita erano terminate. Sono andata su Amazon e l'ho preso tramite kindle unlimited perché ero estremamente desiderosa di leggerla. La lettura è stata abbastanza lenta, anche perché la scrittura è riflessiva, atta a far conoscere la protagonista nei minimi dettagli. Viene evidenziato il suo desiderio di diventare un medico, la dedizione verso questa carriera che la vedrà affrontare non poche difficoltà. Più che la vita ospedaliera viene messa in evidenza la parte emotiva, privata e i rapporti amicali e non solo. Una sorta di Grey's Anatomy, ma con meno emergenze mediche che in questo caso vengono trattate in modo piuttosto superficiale e non lo intendo nel Ho trovato la trama un po' carente in ritmo e anche se sul finale c'è un colpo di scena al cardiopalma non mi sento di dare più 3 stelle a questo romanzo. Se vi piacciono i medical romance dovete senz'altro leggere questa storia.
3.5⭐️ È stato un medical romance intenso, si concentra di più sulle relazioni all’interno dell’ospedale rispetto che al lavoro da medico. Avrei preferito che i pov del protagonista maschile fossero lunghi e presenti come quelli della protagonista femminile.
I protagonisti di questo bellissimo romanzo sono Astrid e Edward, lei ha cominciato a lavorare nell'ospedale dove sognava di essere presa e lui invece lavora già lì come cardiologo.
Astrid è una bella persona, è specializzanda in pediatra e coi bambini ci sa fare, da loro tanto affetto, sa come prenderli per non spaventarli. Il suo incontro con Edward la destabilizza soprattutto quando si rende conto che lui, oltre ad essere un uomo affascinante, le mostra un odio immotivato.
Edward ha problemi a rapportarsi con le persone che ha accanto, è un uomo solitario, un'anima spezzata. Quando incontra Astrid per la prima volta prova subito un sentimento contrastante, o meglio quello che sente in realtà lo spaventa e cerca subito di tenerla lontana.
Ci troviamo in un ambiente ospedaliero a vivere una storia davvero molto bella, in cui l'autrice riesce a raccontare con delicatezza il sentimento che nasce tra i nostri protagonisti, gli sguardi, i pensieri. Il fatto che ci sia un pov riesce a farci vedere con chiarezza quello che entrambi provano, le insicurezze dovute, non solo al fatto che lavorano nello stesso ambiente, ma anche alla differenza di età.
I sentimenti dei protagonisti sono narrati con una tale passione che si riesce a viverli insieme a loro. Un romanzo delicato, un libro che ti ruba il cuore, impossibile non emozionarsi. Sono rimasta piacevolmente stupita. Lo consiglio sicuramente.
Che correlazione hanno i fiori con la vita in ospedale? Beh, in questo libro troverete connessioni inaspettate in un romanzo d'amore che vi colpirà al cuore. Martina è stata in grado di creare una storia che non cozza con l'ambientazione ospedaliera, anche se a volte ci si scontra con ritmi rilassati e molti tempi liberi dei medici, che sono tutti abbastanza uniti e amici. Nel complesso ho apprezzato molto la lettura, nonostante questa piccola considerazione, poiché la trama è interessante e cattura il lettore, in più l'autrice utilizza una scrittura semplice, ma curata che renderà il tutto scorrevole e piacevole. Non mancheranno momenti concitati, emozionanti e divertenti, qualche colpo di scena e grandi rivelazioni. Tutto si svelerà mano a mano che procederemo nella lettura e impareremo a conoscere meglio i due protagonisti, soprattutto Edward, di cui, fino agli ultimi capitoli, avremo diverse domande che ci verranno poi svelate. Il POV è alternato tra i due protagonisti, ma principalmente sarà di Astrid, che ci guiderà attraverso le sue nuove avventure in ospedale, gli incontri con gli altri medici, le uscite e potremo vedere tutto con i suoi occhi. ogni tanto poi ci troveremo a guardare il mondo dagli occhi di Edward, cambiando radicalmente registro, sensazioni e visione della vita. Ho amato com'è stata gestita questa struttura perché mi ha permesso di vivere a pieno le emozioni dei protagonisti e di comprendere alcune vicende. Un volume da non perdere se amate l'ambientazione ospedaliera, una storia ben scritta e ricca di emozioni. Recensione completa sul blog Noi_leggiamo, anche su instagram e facebook Ari
Sapete cosa? Ho finito questo libro con le idee confuse e il cuore spezzato. Non è di sicuro una rom-com, non è una storia pensata per farti innamorare e sorridere. No anzi, è una storia pensata per spezzarti il cuore, farti piangere e solo alla fine guarirti un po'. Martina Musto ha scritto una storia realistica, cruda, così vera che fa soffrire. Edward e Astrid sono due esatti opposti, non hanno nulla in comune, se non la forza d'animo. Astrid è dolcezza pura, è delicatezza ma anche resilienza. Edward è arroganza, orgoglio ma anche un po' di debolezza (anche se è nascosta dalla corazza). Ho adorato leggere come si sono presi cura l'uno dell'altra, in modi diversi, come arrivano a conoscersi ma anche ad allontanarsi. Ho capito Edward, anche se mi ha fatto soffrire, ho capito i suoi lati oscuri e i suoi demoni, mi è anche sembrato così umano che ci sia stato bisogno di molto tempo per farlo aprire. Certo, questo avvicinarsi per poi allontanarsi è stato difficile da leggere, ha consumato tutte le mie lacrime e mi ha fatto molto male al cuore. La soddisfazione del finale però è stata quasi poetica, un cerchio che si è chiuso nel modo più giusto possibile, nonostante tutte le sofferenze passate.
già dalla trama la storia mi ispirava molto, e infatti non ha deluso le mie aspettative! il libro è scorrevole e ti coinvolge attraverso le forti emozioni dei protagonisti. mi è piaciuto molto che i capitoli avessero nomi di fiori, cosa che ritengo molto originale anche per il finale in cui si capisce meglio questa scelta dell'autrice, ma anche che ad inizio capitolo ci fosse sempre una frase, spesso che ti porta anche a riflettere ↓ "sei l'unico a cui è permesso sabotarti"; "niente si smarrisce nell'universo"; "non ti smarrire: l'angoscia antecede l'illuminazione"; "per ogni stella un coacervo di desideri".
un'altra cosa che ho molto apprezzato è stata l'ambientazione, infatti la storia si svolge principalmente nel miglior ospedale di san francisco, dove la protagonista astrid inizia a lavorare e conoscere tante nuove persone.
i protagonisti mi sono piaciuti perché sono caratterizzati bene, dato che le loro azioni corrispondono al loro carattere, e sono "reali" nelle loro emozioni, parole e sensazioni. quello che più ho preferito è stato edward, visto il suo carattere complicato e riservato, e tutto quello che ha dovuto passare❤️🩹
"la bioluminescenza è il fenomeno per cui anche l’oceano più oscuro può colorirsi di luce"
infine, l'unica "pecca" di questo libro è stato il fatto che avrei preferito che si descrivesse meglio il rapporto fra astrid ed edward verso la metà, dato che in quella parte si parla di più di un'altra relazione della protagonista. ma questo non toglie comunque il fatto che il libro e la sua storia mi sia piaciuta moltissimo! vi consiglio di leggerlo se vi piacciono i romance, le storie con protagonisti dei medici/specializzandi, ma anche i fiori. in generale lo consiglio a tuttə, spero che possa piacervi come è piaciuto a me e che possiate apprezzarlo. (potete trovare la recensione anche su instagram: smilingatbooks 🫶🏻)
bellissimo, storia travolgente e ben scritta. i personaggi sono bene sviluppati e le loro dinamiche le ho trovate particolari e molto belle. molti lamentano scene ospedaliere poco verosimili con la realtà ma non credo che ciò comporti un problema, gli ospedali non sono il posto più felice del mondo quindi va bene così. non mi è piaciuta tanto la situazione con Ian (ho un problema con i nomi mi riferisco al suo supervisore con il quale ha una relazione) che si ripete ben due volte. per il resto veramente ottimo, vivamente consigliato
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Libro scorrevole e coinvolgente, un libro che ti trascina nelle emozioni dei personaggi. Ho adorato l’ambientazione che si svolge principalmente nell’ospedale di San Francesco. I personaggi sono ben caratterizzati, che ti trascinano nelle loro sensazioni parole. La scrittura dell’autrice ti coinvolge dall’inizio alla fine, riesce a mettere in risalto la speranza, i sensi di colpa e le sofferenze dei nostri personaggi. Ringrazio l’autrice per questo meraviglioso viaggio. 4⭐️
Avevo alte aspettative su questo libro perché racchiude uno dei miei trope preferiti: medical romance. Certe volte mi perdevo nelle descrizioni della protagonista, dalle mille metafore e similitudini, e non capivo appieno il protagonista. L’ho trovato molto prolisso e non si giungeva mai ad una conclusione, mi sono ritrovata all’epilogo quando pensavo succedesse qualche altra cosa ai protagonisti, innamorati così da un momento all’altro.
2,8⭐ Peccato. Mi aspettavo un bel medical drama, ma tra errori grossolani di scelta delle parole e reazioni dei personaggi un po' infantili, non me la sento di dare un voto alto. Ho adorato il colpo di scena finale.