Tra i flutti del Mar Egeo o in cima alle montagne, dall’Epiro a Creta, dall’Asia minore alla Calabria, ad Atene o sulle isole, e in molti altri luoghi della grecità, le fiabe della tradizione popolare intrecciano miti antichi a più recenti influenze orientali e occidentali, magia a usi e costumi del mondo rurale. Raccontano storie di creature fantastiche, principesse ostinate, giovanotti insolenti, animali parlanti, Moire magnanime, marinai probi, poveri onesti e ricchi ingrati, sfidando le leggi del mondo conosciuto e anche di quello sconosciuto…
S'annoda il filo rosso all'arcolaio avvolto un calcio gli è propizio che il racconto abbia inizio!
In occasione di Più Libri Più Liberi, la fiera della piccola e media editoria che si svolge ogni anno a Roma, ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Elisabetta Garieri, la traduttrice, che ha curato questa piccola raccolta di fiabe greche. L’intento di Aiora è diffondere e far conoscere la letteratura greca contemporanea, dai romanzi alle poesie, che da sempre vive all’ombra delle mastodontiche opere classiche e correlata mitologia. I rimandi ad alcune delle figure mitologiche sono inevitabili, poiché fanno parte della cultura greca da millenni, ma non ci si deve aspettare la classica raccolta di storie nello stile di Esopo, anzi. Mi fa sorridere come le dinamiche narrate in esse siano molto simili a tutte le altre fiabe nordiche di cui ho letto finora ed è l’ennesima riprova di quanto i popoli si siano influenzati, mescolati l’uno con l’altro nel corso dell’evoluzione.
Aiora è una realtà editoriale indipendente, che ha sede ad Atene, nata dal desiderio di rendere accessibile al pubblico non grecofono la letteratura greca moderna. Ed è stato proprio da loro, nella capitale greca, ormai un paio di anni fa, che ho acquistato questo volumetto assieme alla silloge poetica di “Alla maniera di G.S. e altre poesie” di Ghiorgos Seferis. Avevo davvero bisogno di una lettura leggera, senza grandi pretese, perfetta per queste soleggiate e calde giornate estive e “Fiabe dalla Grecia” è servita allo scopo.
L’antologia racchiude un repertorio eterogeneo, tanto nel contenuto quanto nella lunghezza, di godibilissime fiabe tradotte abilmente da Elisabetta Garieri e impreziosite dai disegni di Panagiotis Stavropoulos. Pagina dopo pagina, ci accostiamo all’anima di un popolo che ha dato i natali a grandi scrittori, pensatori e oratori. Verrà naturale fantasticare di paesaggi lontani, figure leggendarie – come animali parlanti, streghe – ma non vi è alcuna traccia di mitologia. Qui proposto c’è un repertorio di ben 24 fiabe, provenienti non solo dalla Grecia, ma anche dall’Asia Minore, da Creta e da altre regioni, giunte fino ai nostri giorni perché tramandate oralmente.
Non sminuirò il valore del libro semplicemente includendolo nella letteratura infantile, piuttosto bisogna entrare nell’ottica che si tratta di storie sospese in una dimensione di atemporalità, in cui scene del quotidiano e soprannaturale si mescolano con immediatezza e, oltre ad avere in comune uno stile diretto e conciso, il filo conduttore della maggior parte di esse, sembra risiedere nelle qualità dei personaggi, infatti, diversi sono i temi che ricorrono:
• Generosità e onestà vengono premiate, mentre avarizia e arroganza sono punite; la giustizia trionfa sempre e infligge una punizione agli antagonisti. • L’elemento mitico è presente tramite metamorfosi, prodigi, oggetti dai poteri particolari e creature come le Nereidi (ninfe), orchi ecc. • non mancano dimostrazioni di astuzia e di grande coraggio.
Leggere questa raccolta è stata un’esperienza utile perché – al di là dell’età anagrafica e dei confini geografici - non si è mai grandi abbastanza per non rifugiarsi nel mondo incantato delle fiabe, ma anche perché mi ha dato il pretesto per entrare in contatto e confrontarmi con quello che è l’immaginario e la tradizione folclorica di queste terre.
Leggere questa raccolta è come sedersi in un cortile assolato a Gallicianò o su un’isola dell’Egeo ad ascoltare gli anziani che tramandano storie nate millenni fa. Quello che colpisce immediatamente è la mancanza di soluzione di continuità tra il mito antico e la fiaba moderna: le Neraidi delle tradizioni popolari sono le dirette discendenti delle divine figlie di Nereo cantate da Omero, così come le peripezie per ottenere l’acqua dell’immortalità ricalcano i passaggi pericolosi degli Argonauti tra le Simplegadi.
Il volume ci mostra quanto il folklore sia permeabile e universale. È sorprendente ritrovare tra queste pagine schegge di memoria che appartengono a tutti noi: dal prode sarto che ricorda i Fratelli Grimm alla figura di "Cappuccina", una variante cretese che intreccia il tema del passaggio all'età adulta con la figura luminosa del dio Sole. Non mancano momenti di sagace ironia quotidiana, come nella divertente scenetta cipriota del pope e della legna, che ci ricorda come la fiaba sia un genere vivo, capace di contenere infiniti significati quanto più in profondità si decide di scavare.
Arricchita dalle illustrazioni di Panagiotis Stavropoulos, che evocano il fascino dei primi libri per ragazzi, questa raccolta non è solo un’operazione nostalgica ma un ponte antropologico necessario. Ci ricorda che, che si tratti di Ulisse o di un umile contadino, il viaggio nell'ignoto e il fascino del meraviglioso parlano una lingua che non ha mai smesso di essere attuale.