"In tempo di guerra la verità è così preziosa che bisogna nasconderla dietro una cortina di bugie" ha scritto Winston Churchill. E sulla Seconda guerra mondiale di bugie ne sono state dette molte, ora per proteggere autentici segreti militari, ora per occultare responsabilità politiche, complicità, doppi giochi e tradimenti. Ma con la disastrosa avventura bellica italiana si è fatto ancora di più: si è cercato di attribuire alla folle megalomania di Mussolini - le cui colpe restano indiscutibili - anche quello che in verità dipese da una classe politica, militare, economica e intellettuale che prima lo aveva osannato e poi, ritenendolo il solo responsabile, lo aveva spinto verso il baratro. Alle luce delle rivelazioni, revisioni e riflessioni maturate negli ultimi anni, Petacco riscrive, con ritmo serrato e senza retorica, le vicende politiche e militari (con clamorose rivelazioni, come quella del congegno elettromeccanico Ultra), dall'illusione della guerra-lampo alla campagna di Grecia, alle disfatte in Africa e in Russia, fino alla caduta del fascismo e della guerra civile.
Lo avevo già letto moltissimi anni fa, l'ho riletto ora - comprato come regalo. E' un'ottima sintesi, generale ma ben ragionata e ricca di particolari, del fatidico periodo 1940-45 e illustra in maniera più che sufficiente per il pubblico generalista la catastrofica gestione della guerra da parte del regime fascista, l'assoluta impreparazione generale, l'invasione alleata, la caduta del fascismo e la guerra civile.
Continuo a essere convinto che, senza la catastrofica decisione di portare il paese del tutto impreparato nel carnaio della guerra, Mussolini e il suo codazzo sarebbero rimasti al potere per svariati decenni - come i franchisti in Spagna. E che la leggerezza con cui l'Italia fu buttata al massacro in una guerra mondiale sia stata la più vergognosa, canagliesca e idiota azione fatta dal fascismo e da Mussolini - fra le tante che in quei decenni vennero fatte - e che debba ricadere come sitgma incancellabile su tutti i fascisti di ieri e su quelli di oggi quale segno di impresentabilità, stupidità e in generale somma derisione.
I centinaia di migliaia di italiani morti, militari e civili, a seguito di una scelta dettata dalla vanità e dal calcolo politico (completamente sbagliato) di un uomo e dal silenzio accondiscendente di molti altri, ricadono tutti sulle loro spalle nonché sulle teste di tutti i loro sciocchi e ignoranti estimatori, di allora e di oggi (ahimè, diversi, anche al governo, anche in ruoli istituzionali di primissimo livello).
Petacco è stato un ottimo divulgatore storico, generalmente equilibrato e dalla penna molto chiara e scorrevole. Lettura molto piacevole.