Travis Bickle è un veterano del Vietnam, con tutti i traumi che si porta appresso e che lo opprimono, decide di fare il tassista a Manhattan. Per riuscire a lavorare, accetta di battere le zone più criminali e abbandonate della città, vede ogni notte il peggio dell'umanità. La sua professione, gli regala altra solitudine che va ad aggiungersi a quello stato d’abbandono che già sente nel suo animo, vive un senso di vuoto profondo, dove raramente, lame di luce riescono ad entrare per dargli una parvenza di speranza. Uno di questi squarci di luce, è rappresentato da una ragazza che vede attraverso le finestre di un edificio, dove Travis si ferma con il suo taxi in attesa di chiamate. Affascinato da questa ragazza, riesce a conoscerla, ma dopo un inizio promettente del rapporto, la donna lo respinge dando così sfogo al suo travaglio interiore che poco alla volta lo divora. Ci sarà anche un incontro con una ragazzina, che darà a Travis l'opportunità di far emergere il lato buono del suo personaggio allucinato. Travis desidera contatti umani, ma quando ha l’opportunità che questi succedano, prova repulsione quasi per tutti e tutto. Questi suoi cattivi pensieri, diventano odio, fino a farlo diventare un uomo che si sente minacciato e che gira armato per difendersi dai mali del mondo e soprattutto delle persone. Il dipinto della solitudine in questo libro è epocale, in una città di milioni di persone, la solitudine impera, è la porta d’ingresso dell’inferno, m serve a capire sé stessi e a difendersi dai dolori della vita.
"La solitudine mi ha perseguitato per tutta la vita, dappertutto. Nei bar, in macchina, per la strada, nei negozi, dappertutto. Non c'è scampo: sono nato per essere solo."
Uno dei rari casi dove il film ha ispirato il libro. Infatti il film di l film Martin Scorsese, prende spunto da diversi elementi, come i diari di Arthur Bremer, l'aspirante assassino di George Wallace, e opere letterarie come Memorie dal sottosuolo di Dostoevskij, e Diario di un ladro di Salinger.