Poesia formale, poesia morale, poesia dell'impegno politico e dello scontro personale, poesia anzitutto d'amore, dell'amore come metafora e non solo: la lirica dei trovatori è stata, alle origini delle letterature moderne, questo e altro ancora. E stata parola inscindibile dal canto, è stata mestiere, spettacolo, evento sociale; è stata letteratura costruttrice di una norma, una norma non solo letteraria, se è vero che ancora oggi il nostro vocabolario deve qualcosa all'ideologia cortese. Questa breve introduzione alla lirica dei trovatori si sofferma su alcune personalità-chiave, su aspetti della ricezione e sulle problematiche stilistiche e ideologiche centrali nella produzione del XII secolo. Tutt'altro che ripetitiva e monocorde, quella lirica esprime tensioni sociali, scarti formali, polemiche sul comportamento e sulla concezione dell'amore.
I miei ricordi di scuola sui Trovatori erano veramente pochi. Il saggio di Molk non è servito solo da ripasso, ma ha rinfreascato e approfondito tutta una serie di nozioni e fatti storici (della letteratura, della canzone e della storia religiosa) che per un motivo o per l'altro avevo incontrato nel corso delle mie annose letture. Penso all'anno scorso col 700nario di Dante e a tutti i riferimenti che vi avevo trovato, ma anche a Baudolino e a vecchie letture su Montsegur, ultima fortezza dei Càtari in Occitania, terra della lingua di molti di questi cantautori medievali. Ottima la parte bibliografica e l'elenco dei Troubadores nonché alcuni estratti delle loro canzoni. 5 stelle e tanta voglia di approfondire l'argomento.