Sono raccolte in questo volume le più belle fiabe composte da scrittori francesi del seicento e del settecento. Negli ultimi anni del regno di Luigi XIV iniziò a dilagare una vera e propria moda "delle fate" che stimolò molti scrittori alla rielaborazione delle più significative fiabe provenienti dalla tradizione popolare. Artisti operanti nei più diversi campi d'espressione - da Gustave Doré a Walt Disney, da Maurice Ravel a Jean Cocteau - hanno tratto ispirazione da questi racconti, che appartengono a uno dei più interessanti capitoli della narrativa europea. Da Cenerentola a Cappuccetto Rosso, da Pollicino a La Bella Addormentata nel Bosco, tornano in questa antologia gli indimenticabili protagonisti della nostra infanzia.
1) I racconti di Mamma l'Oca di Charles Perrault - Cappuccetto rosso: 5*; - Barbablù: 4 e ½*; - Il Gatto con gli stivali: 5*; - Cenerentola: 3*; - Le Fate: 4-*; - La Bella addormentata nel bosco: 3 e ½*; - Pollicino: 4-*; - Enrichetto dal Ciuffo: 4-/4*; - Pelle d'Asino: 4*.
2) Le Fate alla moda di Madame d'Aulnoy - Il Nano Giallo: 4 e ½*; - Il ramoscello d'oro: 4-*; - La principessa Rosetta: 3*; - Graziosa e Persinetto: 3+*; - La principessa Bella-Stella: 5-*; - Il Principe Cinghiale: 2*; - La Gatta Bianca: 5*; - L'Uccello Azzurro: 4=* - Il Piccione e la Colomba: 2*.
3) Racconti dei racconti di Mademoiselle de La Force - Mulinello: 3*; - La Brava Donna: 5-*; - Verde e Celeste: 4*.
4) Nuovi racconti delle Fate di Madame de Murat - Anguilletta: 2 e ½*; - La dolce pena: 3-*.
5) Le Fate illustri di le Chevalier de Mailly - La Regina dell'Isola dei Fiori: 3-*.
6) I racconti delle Fate di Madame le Prince de Beaumont - La Bella e la Bestia: 5*; - Belloccia e Bruttina: 5*; - Desiderio e Vezzosetta: 4 e ½*; - La Vedova e le sue due figliole: 4*; - Il principe Avvenente: 4+*; - Infausto e Fausto: 4*; - Il principe Amato: 4*.
7) Nuovi incantesimi di le Compte de Caylus - L'incantesimo sbagliato: 3 e ½*; - Rosellina: 4*; - La principessa Minuzia e il re Fioredoro: 3=*.
8) Egle o Sgorbietto di Charles-Antoine Coypel: 3-*.
~ Cappuccetto Rosso ★★★☆☆ ~ Barbablù ★★★★½ ~ Il Gatto con gli Stivali ★★★★★ ~ Cenerentola ★★★★☆ ~ Le Fate ★★★★☆ ~ La Bella Addormentata nel Bosco ★★★☆☆ ~ Pollicino ★★★½☆ ~ Enrichetto dal Ciuffo ★★★★☆ ~ Pelle d’Asino ★★★½☆
• Madame d’Aulnoy - Le Fate alla Moda
~ Il Nano Giallo ★★★½☆ ~ Il Ramoscello d’Oro ★★★½☆ ~ La Principessa Rosetta ★★★½☆ ~ Graziosa e Persinetto ★★☆☆☆ ~ La Principessa Bella-Stella ★☆☆☆☆ ~ Il Principe Cinghiale ★★★☆☆ ~ La Gatta Bianca ★★★☆☆ ~ L’Uccello Azzurro ★★★☆☆ ~ Il Piccione e la Colomba ★★★☆☆
• Mademoiselle de la Force - Racconti dei Racconti
~ Mulinello ★★½☆☆ ~ La Brava Donna ★★★★☆ ~ Verde e Celeste ★★★☆☆
• Madame de Murat - Nuovi Racconti delle Fate
~ Anguilletta ★★★☆☆ ~ La Dolce Pena ★★½☆☆
• Le Chavalier de Mailly - Le Fate Illustri
~ La Regina dell'Isola dei Fiori ★★★★☆
• Madame le Prince de Beaumont - I Racconti delle Fate
~ La Bella e la Bestia ★★★★★ ~ Belloccia e Bruttina ★★★★★ ~ Desiderio e Vezzosetta ★★★☆☆ ~ La Vedova e le sue due Figliole ★★★½☆ ~ Il Principe Avvenente ★★★★☆ ~ Infausto e Fausto ★★★☆☆ ~ Il Principe Amato ★★☆☆☆
• Le Comte de Caylus - Nuovi Incantesimi
~ L'Incantesimo Sbagliato ★★☆☆☆ ~ Rosellina ★★★★☆ ~ La Principessa Minuzia e il Re Fioredoro ★☆☆☆☆
Una raccolta molto ben curata, per dare una visione complessiva del gran secolo delle fiabe francesi, questo filone di racconti che tanto ha influenzato la fiabistica europea, specie quella italiana, del quale però è veramente famoso un solo autore. Quest'antologia mette in luce anche alcuni memo noti, sebbene sia stata data netta predilizione per il "padre" del genere, Perrault, e per la "madre", madame d'Aulnoy. Purtroppo altri racconti-chiave non sono stati inclusi, come la "Finetta" della sofisticata nipote di Perrault, il "Fiordispina" di Hamilton o la prima versione della 'Bella e la Bestia", soprattutto per motivi di lunghezza. Elena Giolitti e Diego Valeri hanno fatto un buon lavoro nel tradurre, lei la prosa, lui i versi, in modo chiaro e apprezzabile. Riguardo a questa edizione, devo dire che le illustrazioni di Gustave Doré sono sì iconiche, ma adatte solo per i racconti di Mamma Oca, con quello stile da racconto popolare. In questo credo che le vecchie edizioni Einaudi fiabe francesi della corte del re sole e del secolo XVIII hanno fatto la scelta migliore, usando immagini settecentesche e bozzetti teatrali, per rappresentare quel fantastico meraviglioso cui queste fiabe fanno riferimento. Un'ultima avvertenza per chi pensi di leggere queste storie ai suoi figli: sebbene i bambini siano senza dubbio in grado di digerire gran parte di queste storie (lo dimostrano i tanti adattamenti per i più piccoli che si son fatti di Perrault e d'Aulnoy), va notato che in questa stagione di fiabe è stato solo dal 1750 in poi che gli autori scrivessero specificamente per i bambini, quindi in questa raccolta solo a partire da madame Leprince de Beaumont. Perciò non siate sorpresi nel trovarvi dei testi prolissi e ampollosi, che non indietreggiano da qualche battuta non proprio pensata per i bambini. Voglio dare qualche commento anche sui singoli autori: Charles Perrault: il classico! Il maestro! Quello della sua cerchia che non solo si ispirava ai racconti popolari, ma cercò anche di emularne la sensazione nella sua scrittura, il che ne sancì la fortuna anche nei secoli a venire. Le sue morali sono spesso accompagnate da contro-morali, come a distruggerne la funzione educativa per una più divertente. Adoro la sua versione della "Bella Addormentata nel bosco", con la storia che continua dopo il eisveglio e una temibile suocera orchessa! Mme d'Aulnoy: altra grande fondatrice del genere, colei che davvero incoraggiò e spronò i suoi amici a questa letteratura fiabesca. Scrisse più del doppio delle fiabe di Perrault, e costruì anche molti dei cliché "tipici" del genere, dalle belle principesse rinchiuse in torri coi draghi, ai bei principi galanti che aiutano in ogni situazione. Per lei, come per le scrittrici che la seguirono, il racconto popolare era più un punto di slancio per creare mondi fantastici, come ad esempio nel "ramoscello d'oro". Talvolta va a perdersi un po' di quella intuitività della fiaba orale, anche in quelle sue più "tradizionali", come nel "principe Diletto e la principessa Bella-Stella" o nel "principe Cinghiale" (con le sue frecciatine ai matrimoni combinati), ma se ne trova comunque nella "principessa Rosetta" o nei famosissimi "l'ucello Azzurro" e "la Gatta Bianca". La mia preferita è comunque una delle sue più artificiose, "il piccione e la colomba", che si diverte un mondo con tanti spunti fiabeschi diversi. Mlle de la Force costruisce anch'essa ambientazioni meravigliose, ricche di personaggi colorati, che però non si discostano troppo da ruoli e trame classiche. Curioso che non abbiano scelto di mettere qui la sua "Persinette", la Prezzemolina, importante per aver ispirato (grazie ad una traduzione che non la accreditò) la "Raperonzolo" dei Grimm. Però quella ha anche un spiccato gusto didattico, che non va troppo a genio col resto della sua produzione. Mi piacciono le azioni intricate della cattiva e dell'aiutange magico in "Mulinello" Mme de Murat: le sue fiabe si concentrano soprattutto sul tema dell'amore romantico, che può portare a intrecci accattivanti, come in "Anguilletta", o a sdolcinatezze, come nella "dolce pena". Il cavaliere de Mailly si è rivelato per me l'autore più deludente dell'intera raccolta. L'unica fiaba sua contenuta qui è veramente scarna. Sono andato a leggere altro di suo e sembra soprattutto aver adattato fiabe di Straparola e altri, con qualche aggiunta licenziosa ma ben poca creatività ed emozione. Mme Leprince de Beaumont è stata letta anch'essa da tutti, per la sua versione della "Bella e la Bestia", famosissima (e coi riferimenti erotici tagliati ben bene), ma anche "Desiderio e Vezzosetta" e "il principe Amato" hanno avuto una certa fortuna. Da tutte queste fiabe capiamo bene il suo intento educativo per i bambini, sempre ben presente. Però a mia sorpresa si trova anche un sincero apprezzamento dell'amore fraterno, nelle sorelle "Belloccia e Bruttina" ma anche in "la vedova e le sue due figliole", che smantella in modo intelligente "le fate" di Perrault. Il moralismo e lo stile semplice per la lettura dei bambini hanno lasciato comunque spazio all'arguzia e la creatività. Mi sono piaciute un sacco le idee buffe del Conte de Caylus: una principessa spezzata nelle sue diverse caratteristiche, una monarca buona ma inetta, perché troppo infissata coi dettagli, un incantesimo imperfetto per la distrazione di una fata! Hanno anche una buona dose di umorismo e vivide descrizioni, sebbene le trame siano un po' confuse. I personaggi variati dell'"incantesimo sbagliato" me l'hanno fatta apprezzare parecchio. Infine, l'unico racconti di Charles-Antoine Coypel non è dei più fantastici, ma è comunque interessante per lo sguardo sulla dimensione emotiva di una bambina sensibile
Se vi piacciono le favole, allora questo libro fa per voi. Racchiude una serie di racconti fantastici, alcuni noti, altri un po’ meno, che ti fanno viaggiare con la fantasia.
Si passa dalle favole più classiche, come la Bella addormentata nel bosco o Cenerentola, scoprendo così una versione diversa da quella dei fratelli Grimm. Al posto che toni cupi, abbiamo delle storie più incentrate sulla bontà e la dolcezza, senza tralasciare un pizzico di magia che non guasta mai. Troviamo anche alcune fiabe che di solito sono un po’ trascurate, come Pelle d’asino e Barbablù, che stavolta invece hanno modo di attirare la nostra attenzione e strapparci un sorriso.
Per ogni storia c’è una piccola morale, a volte anche due, che riassume il significato che l’autore voleva passarci. Leggendo il testo però si riesce a intuire facilmente quale sia il messaggio finale. Lo stile è un po’ arcaico, con alcuni termini che ricordano il linguaggio delle nonne, ma le favole si leggono facilmente.
La struttura delle favole è sempre la stessa: dopo aver conosciuto i protagonisti, siamo messi di fronte al problema che dovranno superare, spesso aiutati da una fata o un essere con poteri magici. Ovviamente i principi e le principesse descritte sono coraggiosi e graziose. Nel caso in cui invece non abbiano un bell’aspetto, hanno una personalità e un’intelligenza tale da risultare comunque perfetti. Sono rari i casi in cui il lieto fine non arriva a coronare il finale, perché la maggior parte delle storie, oltre a far riflettere, vuole farci anche sognare.
Cenerentola Le due fate La Bella e la Bestia La Bella Addormentata nel Bosco (interessante, non so se sia la versione originale o un rimaneggiamento, ma di sicuro non la conoscevo. Ho apprezzato il fatto che la principessa non si sia svegliata grazie al bacio del principe, ma al suo solo entrare nella stanza; che abbiano sottolineato il fatto che i vestiti della principessa e altre cose nel castello fossero datate rispetto all'epoca dell'arrivo del principe; e infine mi ha stupito il fatto che Aurora fosse il nome della figlia della Bella Addormentata, e non di lei stessa come nella versione Disney). La vedova e le sue due figliole Le fate La gatta bianca Interessante all'inizio, ma così lunga e piena di descrizioni di luoghi/oggetti/vestiti sfarzosi e di personaggi irrealisticamente belli da diventare noiosa e pesante. Barbablù Nonostante ne comprenda la morale, resta una delle fiabe più strane che abbia mai letto. Cappuccetto Rosso
E' difficile commentare un libro di racconti di cui alcuni famosissimi, anche grazie a Walt Disney, ma la maggior parte a me completamente sconosciuti.
I più famosi sono quelli di Perrault tra cui Cappuccetto Rosso che non immaginavo così breve e con il lupo che ne esce vincitore. Cenerentola invece è molto meno crudele della versione dei fratelli Grimm e anche le sorellastre hanno il loro lieto fine.
Non mi sono piaciute molto le fiabe di Madame d'Aulnoy troppo lunghe e ripetitive, o sono tutti belli e buoni oppure brutti ma ancora più buoni!
In realtà ho scelto questo libro solo per poter leggere La Bella e la Bestia di Madame la Prince de Beaumont, non l'avevo mai sentita nominare prima, mi è piaciuto una bella favola e anche qui ci sono due sorelle invidiose e cattive. Molte favole hanno alla fine una morale, alcune fanno sorridere ma la maggior parte è rivolta a noi donne ed esorta a privilegiare la bontà invece della bellezza.
"Tanto è vero che non tocca agli uomini, miseri come sono, ciechi, imprudenti, malevoli, formar dei desideri; e che pochi fra essi son capaci di ben giovarsi dei doni largiti loro dal cielo."