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Mammut

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Milano, Mondadori, 2011, 8vo (cm. 22 x 15) cartonato con sovraccoperta illustrata a colori e fascetta editoriale (con piccoli strappi) pp. 188.

192 pages, Hardcover

First published January 1, 1994

53 people want to read

About the author

Antonio Pennacchi

22 books55 followers
Scrittore italiano. Operaio presso l’Alcatel Cavi, si è dedicato alla politica dapprima nelle file del MSI e poi in quelle del Partito Comunista d'Italia marxista-leninista. A cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta ha aderito al PSI, alla CGIL e poi alla UIL. Nel 1983 ha deciso di sospendere l’attività di attivista e di sfruttare un periodo di cassa integrazione per laurearsi in lettere e filosofia, iniziando in seguito la carriera di scrittore.

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Community Reviews

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48 (43%)
2 stars
14 (12%)
1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for Malacorda.
605 reviews289 followers
August 9, 2017
Il titolo si spiega bene con la citazione in quarta di copertina: "L'egemonia operaia? Ma per piacere… Siamo una classe estinta. Ci siamo estinti già da un pezzo. Come il bisonte dell'Europa. Come i mammut…"

Ad esclusione di qualche singolo passaggio mirabilmente imparziale ed obiettivo - e finanche anticipatore del futuro - per il resto non mi ha emozionato e non mi ha coinvolto. Avrei voluto disquisire del contenuto e invece mi tocca rimuginare sul contenitore. Peccato perché c'era tanto da dire sul fatto che un libro scritto quasi di getto oltre trent'anni fa potesse essere ancora così attuale; lo spunto è davvero buono, e come potrebbe non esserlo, quando c'è così tanto da raccontare sulle aziende italiane e il mondo del lavoro italiano… solo che l'autore non sembra volere e/o potere arrivare al dunque. Voleva essere ironico, ma a me è parso solo spiritoso. Racconta, ma non scalfisce la superficie.

A discapito dei temi interessantissimi e attualissimi, le note dolenti sono nella forma: la scrittura è strana, quasi infantile, non saprei dire se affettata o spontanea visto che la prefazione è ancora più infantile del romanzo. Si potrebbe pensare che sia volutamente sgrammaticata perché riporta i discorsi degli operai, dunque gente che non ha studiato e che non si esprime in italiano forbito: è vero, lo so bene anche io che genere di lingua si parla in una officina. Ma anche con questo presupposto, c'è comunque qualcosa che non mi torna, forse è quel voler fare dell'ironia ad ogni costo quando la componente 'amara' del discorso non riesce a far presa. Il racconto se ne va tra la descrizione dei reparti e dei macchinari, le beghe pseudo-politiche tra sindacati, episodi spiccioli di vita dei personaggi, descrizioni delle manifestazioni… e tra questi mille rivoletti si perde mille volte il filo del discorso. La storia principale - quella di un uomo che dopo vent'anni di turni in fabbrica, una notte si sente crollare addosso tutta la stanchezza, tutto lo sfinimento e tutto lo scoramento - una storia che era un ottimo spunto, un'ottima partenza su cui sviluppare tutti gli approfondimenti del mondo - occupa solo poche pagine di tutto l'intero volume.

Per la prima volta in vita mia ho saltato delle pagine a piè pari: quattro pagine interamente riempite con un lunghissimo elenco, messo lì per burla o forse nel tentativo di allungare la minestra. In ambo i casi una scelta pressoché offensiva nei confronti del lettore. Di fronte a quella 'cosa' sono rimasta sbigottita e ho iniziato a capire perché il libro, prima di essere pubblicato, abbia ricevuto 55 rifiuti da 33 editori diversi. Forse nel mondo dell'editoria non sono poi tutti scemi.

Un giorno concederò a Pennacchi una prova d'appello e leggerò "Canale Mussolini", ma dopo questo, scivola in fondo alla reading list.
Profile Image for Frank.
299 reviews21 followers
June 28, 2012
Una storia di amicizia, di rivalità, di stima, di lotta di classe.

Il nuovo-vecchio libro di Antonio Pennacchi ristampato da Mondadori sull’onda del successo di Canale Mussolini, racconta la vita all’interno della fabbrica di un gruppo di operai uniti dalla passione politica, dalla visione del mondo e dall’attività sindacale.

Si tratta chiaramente di una pura operazione commerciale perchè la pubblicazione risale ad almeno una ventina di anni fa.

Comunque sia l’autore, nel corso di una recente intervista televisiva, ha dichiarato che non si tratta di una revisione dell’ultima ora, ma si è deciso di ristampare il testo integrale dell’opera originaria con solo la prefazione in aggiunta.

E’ sufficiente leggere proprio questa prefazione per avere ben chiaro di che cosa tratti il libro.

Il carattere vivace e passionario dell’autore si ritrova in diversi dei personaggi del romanzo ed il risultato è un continua lotta tra arcigni individui che si muovono ciascuno per difendere i diritti dei propri sostenitori: gli operai da una parte e i padroni dall’altra.

Una storia vivace che ben rappresenta la lotta di classe degli anni settanta, senza però risultare troppo oppressiva o troppo impegnata.

Non mancano infatti situazioni grottesche come la manifestazione alla centrale nucleare e nemmeno parti più drammatiche come la morte di un qualche collega.

In definitiva un bel libro che tratta un argomento solitamente riservato a saggi scritti di giornalisti o politici.

Un libro decisamente attuale vista la recente vertenza sul contratto della Fiat, che racconta, oltre alla vicenda personale dei protagonisti, anche l’evoluzione del sindacalismo nei suoi diversi aspetti, sia positivi che negativi.

Il libro di Pennacchi è molto diverso dal famoso Canale Mussolini, ma non per questo delude le attese.

A me è piaciuto in special modo per l’atmosfera che si respira e per la genuinità dei personaggi, oltre che per gli argomenti trattati.

Pensavo fosse una mera operazione di opportunismo letterario e invece mi sono dovuto ricredere, devo dire con molta soddisfazione.

Consigliato.

Tempo di lettura: 3h 44m
Profile Image for Valentina Catarsi.
36 reviews
July 24, 2024
Una lettura godibile, con una scrittura fluida che accompagna lungo tutto il romanzo.
Una nota nostalgica per un mondo che non esiste più e dei personaggi vivi e tridimensionali rendono questa lettura davvero piacevole nonostante una struttura narrativa in cui i salti temporali lasciano di tanto in tanto un po’ confusi (dovuti forse al rimaneggiamento del testo che a detta dell’autore è stato molto ridotto tra la prima stesura e la pubblicazione)
Profile Image for Eddy64.
599 reviews17 followers
April 10, 2025
Il mammut è la classe operaia che si è estinta numericamente, politicamente, culturalmente: così proclama il Benassa negli anni 80, storico sindacalista della Supercavi in provincia di Latina, prima di dimettersi dopo dieci anni di lotte. È finita la sua idea di sindacato, quello di base dei consigli di fabbrica con gli operai che, figli del ‘68 credono ancora nella rivoluzione. Ha accettato la proposta di due anni di distacco a scrivere un libro sulla storia della fabbrica a stipendio pieno e posto garantito, un modo elegante per la proprietà di toglierselo dai piedi perché Benassa è un sindacalista con le palle, un rompicoglioni leader operaio ma inviso oltre che ai padroni agli stessi sindacati unitari, quelli della triplice per intendersi. La trama, non molto lineare, racconta l’ultima settimana di permanenza: l’autore inserisce ampi excursus sulla vita e l’organizzazione del lavoro (i turni, gli stabilimenti, le macchine) e soprattutto rievoca con uno stile tra l’ironico e il drammatico, che lascia poco spazio a retorica e sindacalese, gli anni delle lotte, delle tante sconfitte e delle poche vittorie, i picchetti, i primi blocchi stradali, le occupazioni, i rapporti complicati con la dirigenza padronale obbligata dalla crisi economica a profonde ristrutturazioni se non alla chiusura. Episodi spesso divertenti, al limite del grottesco, uno su tutti “l’involontaria occupazione” della centrale termonucleare, che assume un carattere epico per come è narrata. Mammut è il primo libro scritto da Antonio Pennacchi in cui ha riversato molte delle sue esperienze in fabbrica (trent’anni, sindacalista più volte espulso dalle diverse sigle); nella prefazione all’edizione Mondadori ricorda di aver ricevuto 55 rifiuti da 33 case editrici prima di arrivare alla pubblicazione e di aver rivisto e tagliato il testo più volte nel frattempo. Non è un libro perfetto, tutt’altro, ma ha un suo fascino, stile “la classe operaia va in paradiso” (citando un famoso film degli anni ’70), malinconicamente vintage. Tre stelle e mezzo.
Profile Image for Monica Veronesi.
191 reviews3 followers
September 18, 2021
Opera prima di questo autore recentemente scomparso. Si tratta di un romanzo dedicato all'universo sindacale scritto nel 1987. L'autore conosce bene l'ambiente poiché ha lavorato come operaio, ma la pubblicazione non è stata facile perché argomento ritenuto non idoneo e di particolare interesse, come ci racconta lo stesso autore nella prefazione. Una narrazione che si sviluppa nell'arco di una settimana. Il protagonista Benassa, rappresentante sindacale, a seguito di una occupazione alla centrale nucleare di Latina viene allontanato dal posto di lavoro perché considerato elemento di disturbo. Riprenderà gli studi. Cercherà di spiegare le motivazioni ai colleghi... Un uomo simbolo per i colleghi, uno che ha sempre messo la faccia per il bene dei lavoratori ma un uomo da allontanare perchè troppo intelligente e trascinatore.
Profile Image for Francesco.
32 reviews16 followers
July 9, 2022
Lettura terminata poche ore prima di cominciare l'infernale turno di notte in fabbrica.
Purtroppo nella vita vera non esistono i "Cesare" ed i "Benassa", esiste però, purtroppo, una classe operaia che ha smarrito la propria origine e la propria coscienza, in un mondo sempre più tecnologico e produttivo.
Le nostre mani sono sempre meno sporche, ma i ritmi lavorativi sono sempre più alti, strana questa storia, vero?
Profile Image for Benedetta Ammannati.
288 reviews3 followers
November 27, 2017
Rece: Mammut di Pennacchi.
Voto: 7

Non mi ha molto appassionata anche se la storia delle lotte sindacali e di come i sindacati si siano venduti è fin troppo reale. Così reale che fa quasi male leggerla e dà un senso di sconforto.
Libro non adatto a chi nei libri cerca l'evasione dalla realtà.
Profile Image for Marco.
1,032 reviews6 followers
August 18, 2022
Simpatica e istruttiva storia della lotta operia alla Supercavi di Latina.
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Riletto e ritrovato interessante. La storia della fine della clsìasse operaia raccontata alla fine da Benassa andrebbe raccontata a tutti per capire quele è la sicietà verso cui stiamo andando.
Profile Image for Giusy Giuffrè .
52 reviews2 followers
January 29, 2021
Che palle! Siamo lontani anni luce da "Il fasciocomunista" e "Canale Mussolini". Peccato perchè il tema affrontato meritava.
Profile Image for Haru.
7 reviews3 followers
April 11, 2016
Il romanzo d’esordio di Pennacchi è un piccolo grande dono. Prosa frammentata – ma lo dice lui stesso nell’Introduzione –, con proposizioni spezzate in due o anche tre periodi, tutto quello che volete, ma questo è davvero un bel romanzo. Le vicende degli operai della Supercavi – in larga parte autobiografiche, per quanto mi è dato di capire – sono raccontate con un tocco che pure in apparenza lieve sa giocare magistralmente sul registro del romanzo di denuncia e su quello dell’iperrealismo, a tratti anche esilarante: in bilico, ma mai in pericolo, fra ironia e amarezza, fra amore e rabbia. E riuscendo sempre a scongiurare trappole – retorica, vittimismo, fate un po’ voi – che avrebbero potuto facilmente far cadere un autore con il vissuto dell’autore e rovinare un romanzo che racconta di operai e lotte sindacali.
Profile Image for Auntie Pam.
332 reviews40 followers
October 12, 2014
La classe operaia oramai è in via d'estinzione, proprio come è successo ai grandi mammut. Quando ancora non c'era l'articolo 18, i sindacati e le leggi a proteggere la classe lavoratrice, le grandi imprese sfruttavano la mano d'opera, poi dopo... non è cambiato molto. Questa è la sintesi del primo libro scritto da Pennacchi, dove la lotta operaia si fonde con la vita di tutti i giorni e alla fine vincono sempre i soliti. Si parla della crisi degli anni ottanta nella fabbrica dei Supercavi ed è un po' il racconto di ogigiorno, con i licenziamenti e i cassa integrati. Un romanzo molto attuale se si pensa che è figlio degli anni ottanta, anche se ha visto la pubblicazione solo nel 1994.
Profile Image for Chris.
8 reviews
April 23, 2014
Uno dei pochi ad essere veramente spontaneo. Trovo il suo modo di scrivere affascinante.
Displaying 1 - 14 of 14 reviews

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