Bob Dylan è un nome in cui si incarna un'intera nazione di artisti: il moralista misantropo, il rivoluzionario conservatore, lo gnostico innamorato della creazione, il profeta di mutamenti e il talmudista di sventure. La prima edizione di questo libro, uscita nel 2001, ha fornito per la prima volta al lettore italiano una geografia completa e criticamente profonda della sua opera. Negli ultimi dieci anni Dylan non ha perso nulla della sua autorevolezza, anzi con i suoi ultimi album si è trovato più di una volta al primo posto nelle classifiche mondiali. La nuova edizione di questo libro, aggiornata e ampliata con una nuova introduzione e due nuovi capitoli, conferma l'importanza di Bob Dylan nel panorama culturale dei secoli XX e XXI, e insieme testimonia una fedeltà critica e di pensiero, una costante riflessione su ciò che lega Dylan alla sua terra e alla sua cultura. Soprattutto, questo libro è il ritratto di Dylan come servitore della sua inimitabile voce, magnetica e incandescente, mitica e metamorfica, che per tanti e in tutto il mondo è stata una porta aperta sull'America, le sue strade e i suoi popoli, i suoi delitti e i suoi amori, cantati e attraversati in tutte le forme e tutti gli stili.
Alessandro Portelli ha detto che ciò che rende unico Dylan è la capacità di tenere insieme profonda conoscenza della cultura popolare e visione modernista. In questo saggio, ampliato ed aggiornato rispetto alla prima edizione del 2001, Carrera ripercorre e approfondisce con acume e competenza l'universo culturale che sta dietro e dentro le canzoni di Bob Dylan, a partire dal suo profondo legame con l'eredità della musica tradizionale americana. Fondamentale, non solo per gli appassionati.
Cinque stelle perché non ce ne sono altre a disposizione. Letto 15 anni fa, l'ho trovato oggi ancora più a fuoco di quanto ricordassi, ricco di "carotaggi" nella poetica dylaniana, aneddoti, interpretazioni anche coraggiose, collegamenti, ramificazioni… Carrera riesce a mantenere la barra di un'autorevolezza complice col lettore sia dal punto di vista dei testi che della musica e delle interpretazioni, il tutto calato nei contesti storici e culturali attraversati dalla lunga carriera di "His Bobbiness". Senza timore di esagerare: uno dei più godibili e nutritivi libri di critica musicale in cui mi sia mai imbattuto.
È già uno dei miei preferiti. Un libro da leggere e annotare più volte, fino a sfaldarlo. Non è solo un ricchissimo e sapientissimo saggio su Bob Dylan, sulla musica, sulla letteratura, sulla cultura americana... è un'impresa colossale che non avrà mai fine.
Non è solo un grande libro su Bob Dylan: è davvero un grande libro sugli Stati Uniti. Meriterebbe di essere letto anche da chi non è un ammiratore dell'artista più importante del secondo '900. Per chi ne è fan invece la lettura è obbligatoria.
Alessandro Carrera è uno dei massimi esperti dell'opera di Bob Dylan e per tale ragione le aspettative verso questo storico volume era molto elevate. La voce di Bob Dylan si è dimostrato un libro molto ostico per profondità di analisi, riferimenti colti, e capacità di spaziare nella cultura americana: se per certi versi è stato illuminante leggere alcuni passaggi, per altri non è stato semplice concludere l'intera lettura.