Jump to ratings and reviews
Rate this book

The Frozen Boy

Rate this book
Un ragazzino imprigionato nel ghiaccio uno scienziato pronto a tutto per salvarlo. Due destini che si incrociano in un racconto di amicizia e avventura.

Il dottor Robert Warren è un uomo distrutto dal rimorso e dai sensi di colpa. Con le sue ricerche ha contribuito alla realizzazione delle bombe che hanno raso al suolo Hiroshima e Nagasaki, e suo figlio Jack è morto, dilaniato da un’esplosione in un luogo imprecisato del Pacifico.

Abbandonata la base militare e avventuratosi tra i ghiacci con l'intenzione di farla finita, Warren si imbatte nel corpo di un ragazzino racchiuso in una lastra di ghiaccio. Trasportato in laboratorio, il ragazzo viene rianimato, ma inizia a invecchiare rapidamente. Chi è? Da dove viene? Che lingua parla? Non c'è tempo per rispondere a queste domande, perché bisogna scappare dai servizi segreti che vogliono rapirlo e farne una cavia.

208 pages, Hardcover

First published March 1, 2011

2 people are currently reading
41 people want to read

About the author

Guido Sgardoli

173 books28 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
28 (20%)
4 stars
42 (31%)
3 stars
44 (32%)
2 stars
17 (12%)
1 star
4 (2%)
Displaying 1 - 16 of 16 reviews
Profile Image for Chiara Pagliochini.
Author 5 books451 followers
February 7, 2016
Questo libro non mi è piaciuto granché, per una serie di ragioni.

1. Il prologo è un enorme, dannoso spoiler su quanto seguirà;
2. Se lo consideriamo un libro per bambini e ragazzi, è, a parer mio, deprimente e noioso. Se lo consideriamo un libro per adulti, banale e prevedibile;
3. I personaggi sono sottili e l'immedesimazione del lettore pressoché impossibile;
4. Le scene d'azione, le uniche che avrebbero potuto far risollevare la cresta dell'attenzione su un mare di noia, non sono descritte, ma raccontate a posteriori. Malignamente si potrebbe pensare che lo scrittore non sappia scrivere scene d'azione;
5. I temi del libro - la redenzione, la seconda possibilità - sono troppo calcati, ossessivamente ripetuti. E questo non aiuta il fattore suspence.

L'unica cosa che ho davvero apprezzato è il fatto che l'ultima parte del libro si svolga nel Connemara. Questo mi ha ricordato le belle vacanze in Irlanda. Okay, credo sia tutto. Sorry, Guido.
Profile Image for Maddalenah.
620 reviews10 followers
June 10, 2015
Non sono sicura, di cosa penso di questo libro. È un libro strano perchè a tratti sembra di leggere un libro "normale" e a tratti chiaramente un libro per bambini. È un libro strano perchè è italiano, ma dentro son tutti americani (e un irlandese). È un libro strano perchè a volte il narratore cambia punto di vista a metà di un paragrafo, e non con quel senso di liquidità e appropriatezza che ho visto in altri libri. È un libro strano perchè i personaggi, tutto sommato, mi sono sembrati sottili sottili, personaggi proprio, e quasi mai persone. È un libro strano perchè Jim, trattato dall'autore stesso come un personaggio principale, con tanto di punto di vista e ricordi, segue un arco narrativo che ha senso solo come stimolo per l'arco narrativo di un altro personaggio, e allora... dov'è il senso?
Eppure. Eppure c'erano dei momenti in cui non riuscivo a staccare gli occhi dalla pagina, e la storia parlava dritta a tutte le parti di me.
Non so se essere comunque contenta di averlo letto, oppure arrabbiata perchè avrebbe potuto essere tanto di più.
Profile Image for Francesca Mezzomo.
666 reviews6 followers
September 28, 2024
Scrittura evocativa. Disgregante e capace di solleticare domande etiche. Languido come il mare. Terrificante come le onde. Una capacità descrittiva molto vivida, che rende il freddo nei polmoni ed il verde negli occhi.
4 reviews
February 26, 2016
Ho trovato questo libro piuttosto noioso e prevedibile tanto che nel prologo viene raccontata praticamente tutta la storia e quindi leggerlo è stato alquanto faticoso. Non lo trovo un libro per ragazzi per prima cosa perché il linguaggio mi sembra troppo ridondante e perché manca di un vero pathos. Le pagine davvero emozionanti sono troppo poche.
Profile Image for Piero Guglielmino.
40 reviews1 follower
January 25, 2024
In quanto a Warren, lui stesso non avrebbe saputo spiegare il motivo del suo agire, né aveva desiderio di farlo. Gli bastava sedersi e guardare il viso addormentato di quel ragazzino per sentire il sole portare vita e ossigeno ai propri pensieri [...]
In un'occasione la sua mano si trovò casualmente a meno di una spanna da quella, abbandonata lungo il corpo, del bambino. Warren la raccolse nella sua. Gli parve incredibilmente piccola e fragile. Fragile come quella scarpa indurita dal freddo e trovata un giorno nel ghiaccio, fragile a tal punto che stringendola temette di vederla sgretolarsi.
"Non si sveglierà mai, vero?", chiese al dottor Jessop.
"Le sue condizioni sono stabili...".
"Ma non si sveglierà".
Jessop sospirò. "Probabilmente no, ma sapere che qualcuno si sta prendendo cura di lui lo fa stare meglio. Non crede?".
Warren ci pensò su. Non poteva sapere che effetto facesse al bambino, ma di certo faceva stare meglio lui.
Profile Image for Iris Loghin.
5 reviews
September 3, 2021
Sembra stupefacente che una persona che ha un ottimo lavoro affermato, che svolge la stimata attività di veterinario possa anche essere uno scrittore dalle superbe qualità narrative e poetiche. La sua scrittura è degna dei migliori maestri d'oltreoceano. In questo romanzo la fanno da padrone le atmosfere e i luoghi splendidamente descritti. I personaggi poi, che dire? Sono delineati alla perfezione e tramite i dialoghi ma sopratutto tramite i loro pensieri, siamo coinvolti empaticamente nelle loro decisioni. Il dott. Warren, protagonista del romanzo, percorre un percorso di crescita che lo porterà a nuova consapevolezza di sé, dei propri sentimenti e delle proprie possibilità. Non svelo nulla della trama di questo gioiellino della narrativa italiana. Acquistatelo a scatola chiusa e non ve ne pentirete.
4 reviews1 follower
May 22, 2025
“Il Ragazzo di Ghiaccio” è un racconto avvincente che mescola fantascienza ed emozioni profonde. La storia di un uomo tormentato dal passato e di un misterioso ragazzo scongelato tra i ghiacci si trasforma in un’avventura intensa fatta di fuga, legami inaspettati e redenzione. Un libro breve ma toccante, che lascia il segno.
















Profile Image for Roberta Maglione.
11 reviews
June 23, 2022
Libro davvero toccante, uno di quelli che segnano il tuo percorso interiore nel profondo. Finale colmo di suspense nelle ultime pagine, che ti fa restare con l'amaro in bocca ma anche con la consapevolezza che sia il miglior modo per far chiudere uno spettacolare cerchio narrativo.
4 reviews
February 12, 2023
is very bad it's full of useless descriptions and annoying just the beginning is low-key good after the first more or less 60 pages it gets even worse I don't recommend at all I'll give it a 0/10 literally
Profile Image for Tatyana Naumova.
1,563 reviews177 followers
June 23, 2022
И вот уже несколько десятков страниц герой ТЕРЗАЕТСЯ
Profile Image for I love books.
180 reviews28 followers
August 25, 2012
Avevo letto qualche recensione di questo libro ma sinceramente non mi aveva detto più di tanto, forse non avevo prestato abbastanza attenzione alla trama oppure il genere mi aveva fatta allontanare: come al solito, mi sono ricreduta. Mi sta capitando troppo spesso ultimamente, mi sa che dovrò cominciare a comprare i libri che a pelle non mi dicono molto xD

Comunque, la storia è molto semplice, ma al tempo stesso molto complessa: si parla di uno scienziato, Robert, divorato dai sensi di colpa per aver contribuito alla realizzazione delle bombe atomiche e per la perdita del figlio in guerra. Proprio questo senso di vuoto interiore lo ha spinto ad accettare un lavoro per conto del governo nella gelida Groenlandia, nel bel mezzo del nulla, lontano da tutto e forse anche da se stesso. Un giorno però Robert decide che non può più vivere in quello stato, e decide di suicidarsi: si porta fino ad uno strapiombo di ghiaccio che dà sul mare, intenzionato a lasciarsi cadere, ma il destino ha in serbo per lui tutt'altro: Robert nota un improvviso bagliore e la sua mente scientifica non può fare a meno di domandarsi da cosa possa essere prodotto. Con una corda si cala lungo la parete, e quello che si trova di fronte è.. un bambino! Ibernato! Accantonata la missione suicida, il professore riesce con una squadra di tecnici a staccare un piccolo blocco di ghiaccio contenente il bambino dalla parete e a portarlo nell'infermeria; nessuno pensa che il ragazzino possa essere vivo, ma tutti sbagliano, una volta sciolto il ghiaccio il dottore della base constata che il battito c'è, seppur debolissimo; ovviamente questa scoperta provoca scalpore, aggiungiamoci il fatto che la base è militare, otteniamo un bel gruppo di agenti del governo che vogliono portare il bambino in qualche laboratorio per studiarlo. Robert cerca di prendere le distanze da quel piccolo corpo gelido, dai vestiti decisamente antichi, dai capelli che sembrano seta, ma tutto ciò diventa impossibile quando il bambino si sveglia. Il professore si legherà sempre più al piccolo nonostante la totale assenza di comunicazione, e quando il trasferimento del bambino si avvicina, decide che non può abbandonarlo, non può disinteressarsi come ha fatto con il figlio ormai perduto, deve combattere per lui; e così fa. Una volta atterrati in America Robert e Jim - questo il nome del bambino - prenderanno la via della fuga; inizialmente staranno nel Massachussets, dove con l'aiuto della vicina Beth Robert scoprirà che Jim parla gaelico, e poi in Irlanda, dove spera di trovare la famiglia del bambino. Ma la felicità che Jim prova nel rivedere la sua terra natia svanisce molto presto..

Dopo una partenza un pò titubante, mi sono ritrovata a sfogliare le pagine senza accorgermi del tempo che passava; i sentimenti di Robert sono descritti che incredibile veridicità, mi è sembrato di vivere la sua disperazione iniziale e poi di affezionarmi in maniera incredibile al piccolo Jim; Robert è un personaggio complesso, inizialmente distaccato nei confronti di chiunque, poi sempre più coinvolto, il suo aggrapparsi al bambino ricorda un naufrago che si aggrappa ad un salvagente. Perchè per lui Jim è stato questo, un salvagente: lo ha salvato dalle ombre che popolavano la sua mente e i suoi sogni, da se stesso e dal senso di colpa; grazie a Jim, Robert riesce finalmente a ritrovare la pace.

Jim è stato decisamente il mio personaggio preferito: non riesce a farsi capire da nessuno, non sa dove si trova ma si lega a Robert - che lui chiama bobwarren - sente che lui vuole riportarlo a casa e perciò riesce a fidarsi.

Mi è piaciuta moltissimo la suddivisione del libro in tre parti, Bianco - Blu - Verde, a seconda del luogo in cui avviene la narrazione; lo stile è assolutamente scorrevole, pulito, si legge con facilità e senza rendercene conto arriviamo al finale.

Un pò triste ma assolutamente consigliato, si legge in poco tempo e ti lascia qualcosa dentro..
Profile Image for Annette.
136 reviews2 followers
August 27, 2014
Devo dire la verità, per la prima volta ho letto un libro a scatola chiusa, non sapevo nulla della trama, se non quello che potevo essermi immaginata sentendo il titolo. Per la prima volta questa "scelta" si è rivelata quella migliore, perché non mi sono fatta influenzare da nulla, se non dal mio istinto.

Questo libro è veramente toccante, la storia scorre tra le pagine in modo semplice e lineare, senza grossi scossoni.
Mi ha ricordato un po' Il piccolo principe, perché Jim, il "ragazzo dei ghiacci", sopravvissuto miracolosamente nel ghiaccio per 100 anni, ha un ché di familiare per chi ha già letto il libro di Antoine de Saint-Exupéry. Entrambi sono lontani da casa, entrambi ti lasciano qualcosa dentro.

Il racconto si suddivide in tre grandi capitoli e a ognuno corrisponde un colore: il bianco, è il colore del ghiaccio, della neve, di tutto ciò che circonda il professor Robert "Bob" Warren (o Bobwarren, come lo chiama Jim) nel momento del ritrovamento e delle cure prestate al piccolo "ragazzo del ghiaccio" in Groenlandia; il blu, l'oceano che si può scorgere dalle finestre della casa a Cape Ann, porto sicuro per i fuggiaschi Bob e Jim, dove, con l'aiuto di Beth, riescono a scoprire qualcosa in più sul passato del piccolo; infine il verde, colore dell'Irlanda, Paese dal quale il ragazzino proviene e dove si conclude la storia.
Bob e Jim, fin dal primo istante, si trovano legati da un filo invisibile e indissolubile, entrambi sono una ricchezza e un'ancora di salvezza l'uno per l'altro, pur non comprendendosi appieno con le parole. Entrambi hanno ricevuto una seconda possibilità, qualcosa (o meglio, qualcuno) che permette di iniziare una nuova vita, di affrontare i problemi e cambiare; le difficoltà, però, sono all'ordine del giorno, prima di tutto bisogna fuggire dagli uomini-cornacchia, cioè gli agenti del governo che vogliono riprendersi Jim per studiarlo, per capire come sia sopravvissuto nel ghiaccio così tanto tempo.
A causa dello scongelamento, però, bisogna anche fare i conti con il tempo, perché Jim invecchia ogni giorno di più e non si sa quanto gli possa rimanere da vivere. Il piccolo pensa di avere la stessa malattia che un secolo prima aveva colpito il suo villaggio, che aveva fatto morire tante persone e che aveva fatto prendere una decisione ai suoi genitori: partire per l'America.
Ricordi confusi si susseguono nella mente del piccolo, ricordi di una vita che non c'è più e che vorrebbe ritrovare al più presto, ricordi che lo riportano indietro, in un tempo in cui non c'erano carri senza cavalli e lui lavorava nei campi con il padre e i fratelli più grandi.
Anche Bob si lascia andare ai ricordi, anche se si possono definire "non-ricordi" o, più semplicemente, rimpianti, soprattutto per quanto riguarda Jack, perché si rende conto di non aver mai visto veramente suo figlio crescere.

Non voglio anticiparvi altro del testo, perché sono più che convinta che ognuno dovrebbe entrare nella storia, guardare con i propri occhi ciò che succede e provare le sensazioni che il libro, i suoi personaggi e gli avvenimenti trasmettono da ogni parola.
Nonostante a me non piacciano i discorsi filosofici, trovo che alcuni passaggi siano molto interessanti e riescano ad analizzare in modo efficace ciò che preoccupa l'uomo. Il suggerimento di non lasciarsi sfuggire quella seconda occasione che non a tutti è concessa permea tutto il libro e lo fa diventare quasi un punto focale, un esempio da seguire se si vuole riscoprire la vita o, più semplicemente, cercare la propria famiglia.

In sostanza, per chi non l'avesse ancora capito, consiglio vivamente di leggere questo libro... a qualsiasi età, non bisogna essere per forza dei ragazzi, perché ciò che può regalare va al di là dell'età.
__________________________

Recensione scritta per il blog Veiled Mirror.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for M. Giulia.
100 reviews12 followers
April 1, 2011
Ho iniziato a leggere questo libro lunedì, sul treno di andata verso la fiera del libro per ragazzi di Bologna, in un rumoroso vagone di seconda classe. La mia meta era proprio la presentazione del suddetto libro ed ero certa che mi sarei rovinata la sorpresa. L'esperienza, invece, si è dimostrata veramente interessante e didattica e, fortunatamente, nessuno mi ha svelato il finale. Detto questo, passiamo a "The Frozen Boy" e al nucleo della mia recensione.

Jim, il ragazzino ibernato in uno spesso strato di ghiaccio in Groenladia, riesce a riscaldare il cuore del burbero Bob, o meglio Bobwarren, ma soprattutto riesce a far sciogliere quello dei lettori. I suoi gesti infantili, il suo sguardo malinconico, la sua parlata incomprensibile, commuovono e fanno sorridere allo stesso tempo. Questo angioletto venuto dai ghiacci accompagna in un percorso di formazione il professore, stanco e umiliato dalla vita. Il giovane si sostituisce all'adulto e viceversa. Chi è il protagonista? Entrambi, anche se il titolo tende la mano verso il bambino. Frozen, però, oltre ad indicare lo stato fisico di Jim, l'ho associato allo stato mentale di Bob, un uomo in stand by dopo la morte del figlio Jack e divorato dai sensi di colpa. La semplicità e l'innocenza di questo ragazzino sono come il filo d'Arianna nel labirinto della vita del professore, labirinto che lo sta risucchiando e che lo spinge a compiere l'estremo gesto.

Non voglio svelare troppo della trama, per non rovinarvi la sorpresa, ma il finale mi ha veramente colpita, commossa e anche un po' spiazzata. Devo essere sincera, di solito non amo questo tipo di epilogo perchè ho un insaziabile bisogno di "E vissero tutti felici e contenti", ma in questo caso, dopo lo sbigottimento iniziale, tutto ha acquistato un senso. sione del libro in tre parti, corrispondenti a tre colori, e la descrizione dei paesaggi, non esageratamente dettagliate (e questo è un complimento, data la mia irritazione davanti a descrizioni ossessivamente dettagliate), ma ugualmente d'effetto. Ancora più interessanti, però, sono le caratterizzazioni dei personaggi, così vivi da sembrare reali. Non ho potuto fare a meno di immaginarmi Jim come Benjamin Button, anche se la storia è totalmente diversa.

In conclusione, consiglio di leggere questo libro anche ad un pubblico più adulto rispetto alla fascia a cui è dedicato perchè ci sono vari livelli di lettura in questo romanzo e certe emozioni, magari, possono dimostrarsi più profonde andando avanti con l'età.

http://ichliebelibri.blogspot.com/201...
Profile Image for forse leggo.
45 reviews3 followers
October 27, 2021
Non appena ho letto 'bambino ritrovato nel ghiaccio dopo 100 anni' ho subito pensato a Avatar: La Leggenda di Aang. E forse quello è ciò che mi ha rovinato la lettura. Inoltre arrivo dopo aver letto The Stone: La Settima Pietra, sempre di Sgardoli.
Quindi mi aspettavo di avere un minimo di fantasia in questo racconto. Zero...

Sono una persona sensibile, emotiva. Sono solita provare minestroni di emozioni leggendo un libro. Ma zero pure da questo punto di vista. L'autore purtroppo non è riuscito a creare un legame con i due personaggi protagonisti. Nessuna emozione per tutto il libro, eccezion fatta per la scena in cui... come posso evitare spoiler? Qualcuno ha tentato di terminare la storia prima ancora che iniziasse, ecco.

Nonostante la fine del bambino fosse ovvia sin dalla prima menzione delle conseguenze dell'ipotermia, mi aspettavo comunque di arrivare alle lacrime, non dico disperazione ma qualche lacrimuccia. Altra speranza delusa. È successo quel che è successo e io ho pensato: "ah... dunque questo dovrebbe essere il cerchio che si chiude? Meh..."

Per lo meno erano solo 200 pagine e si sono fatte leggere in fretta.
Altra cosa che da riconoscere è l'agilità con cui cambia il punto di vista tra l'uomo e il bambino. Senza mai creare confusione.

C'era del potenziale. Ma penso non sia stato sviluppato al massimo.

su Instagram: mylifesagadventure
Displaying 1 - 16 of 16 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.