Jump to ratings and reviews
Rate this book

Fuoco su Napoli

Rate this book
Napoli non sarà più la stessa. I Campi Flegrei stanno per esplodere e la città sarà presto invasa dall’acqua e dal fuoco. Nessuno ne è al corrente, tranne Diego Ventre – avvocato, affascinante e raffinato affabulatore, amico di politici potenti e di boss della camorra. Trenta giorni non sono molti, ma a Ventre sono sufficienti per progettare l’affare del secolo: vendere e comprare immobili strategici. Una volta superata l’emergenza, i profitti saranno eccezionali. Napoli sarà un’altra città, sarà la Las Vegas del Mediterraneo. Diego Ventre si muove con agilità, convince imprenditori, camorristi e affaristi, ridisegna il piano regolatore e determina il futuro di Napoli. Ricatta, ammalia, seduce, e trova il tempo per corteggiare la bellissima Luce, figlia di nobili decaduti e attratta da quest’uomo sicuro di sé e colto, che dice sempre le cose giuste e sa sorprenderla regalandole un libro rarissimo o facendo aprire per lei le residenze più inaccessibili. Ma Diego Ventre è anche la coscienza della città: ama Napoli e la vuole vedere in cenere, distrutta e purificata, liberata finalmente dall’ingordigia umana e dalla violenza estetica che per secoli l’ha devastata. Intorno a Diego e Luce, ruotano personaggi che sembrano interiorizzare le ombre che tra poco copriranno la città. Donne in cerca di affetto ma che trovano corpi che sublimano questo bisogno con il sesso, capiclan alla resa dei conti, pittori che tentano un ultimo assalto all’immortalità inseguendo sfumature impossibili.E poi c’è il silenzio, c’è il prima e il dopo. Napoli è irriconoscibile e la macchina operativa di Diego Ventre si mette in moto. Per la città e i suoi abitanti è arrivato il momento di risorgere. O di scomparire per sempre.

256 pages, Paperback

First published January 1, 2010

4 people are currently reading
45 people want to read

About the author

Ruggero Cappuccio

13 books3 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
18 (26%)
4 stars
19 (27%)
3 stars
19 (27%)
2 stars
10 (14%)
1 star
2 (2%)
Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Phoebes.
598 reviews29 followers
November 29, 2021
Questo libro non mi è piaciuto, leggerlo mi è costato un sacco di fatica e mi sono annoiata tutto il tempo. Eppure riesco a capire che ha i suoi meriti, e che la mancanza di gradimento da parte mia è dovuta al fatto che non è il tipo di libro che mi può piacere, e non l’avevo capito prima di iniziare a leggerlo. Perché sono sicura che sia, in un certo senso, “colpa mia”? Perché ho apprezzato lo stile dell’autore, perché sono riuscita comunque a finirlo, perché un po’ di curiosità di sapere dove sarebbe andato a parare alla fine mi è venuta, e soprattutto perché dopo averlo finito da qualche giorno ancora continuo a pensarci, e questo di solito succede con i libri che contano qualcosa. Però non riesco comunque a dare un giudizio positivo visto che leggerlo proprio non mi è piaciuto!
http://www.naufragio.it/iltempodilegg...
Profile Image for Gerardo.
489 reviews35 followers
November 13, 2016
Felice lettura.

Il testo è di chiara ispirazione ottocentesca, decadente per lo più. La vera protagonista della storia è Napoli: città possente, dalla bellezza mozzafiato frutto del genio dell'arte e della natura benevola, ricca di storia e di ricordi. Eppure, città alla deriva, destinata a cadere, a mostrare sempre un velo di polvere sulla propria bellezza. Napoli è una donna decrepita che mantiene intatti gli occhi azzurri di una sfavillante giovinezza. Napoli è destinata a morire, tra le fiamme dei Campi Flegrei e l'acqua del mare.

In questa ambientazione distopica, con l'apocalisse alle porte, c'è un personaggio che incarna tutte le caratteristiche del superuomo: Diego Ventre, geniale avvocato e segreto capoclan che amministra in maniera brillante gli averi del proprio impero criminale. A lui è affidata la ricostruzione di Napoli, cosa che riesce a sfruttare nei minimi dettagli.

Il romanzo è una storia di vendetta: il capoclan Lerro vuole uccidere il suo rivale, Denza, dietro cui si cela il genio di Ventre.

Il romanzo è una storia di decadenza: la famiglia Sangrano, impersonificazione dell'aristocratica Napoli, è una famiglia in decadenza per via dell'inettitudine gaudente del padre e la frivola cafoneria della madre. Entrambi sono ottimi rappresentanti di quella nobiltà che si è fatta solo esteriore. Tra di loro spicca Luce, figlia dalla divina bellezza.

Il romanzo è una storia di passione: Ventre si innamora di Luce, la quale sembra l'unica a distogliere l'avvocato dal suo lavoro fatto di strategie e interesse. Luce, come dice il suo nome, illumina con la bellezza la vita materiale di quest'uomo.

Ventre è tutti questi aspetti insieme: passione, vendetta, decadenza. Infatti, egli diviene genio criminale dopo aver vendicato col sangue l'onore della madre: uccide l'amante che aveva osato possederla. Eppure, questo classico gesto del melodramma napoletano viene aggiornato: non è più una forma di difesa dell'onore, ma una violenta affermazione del proprio narcisismo ai danni dei desideri della madre. Infatti, Ventre salva l'onore della sua famiglia, ma uccidendo l'uomo che sua madre davvero amava. In questa tragica storia Ventre si forgia: un uomo chiuso al desiderio altrui, eppure sempre teso a mostrarsi come un salvatore.


SPOILER

Il salvatore, però, nella storia c'è per davvero: è Manlio, fratello disabile di Ventre, che per salvare Luce uccide l'avvocato. Attraverso quel gesto, come dice il testo stesso, egli diviene l'agnello: ma anziché sacrificarsi, sacrifica il fratello sparandogli. Il debole, la vittima uccide il forte: ripristina l'equilibrio, impedendo al singolo di diventare onnipotente, di concentrare nelle sue mani tutto il potere della città di Napoli.


Il romanzo è un ottimo connubio di tutti i più famosi intrecci del romanzo ottocentesco: c'è una storia di vendetta, una passione d'amore, dei tradimenti, la meschinità borghese, un pittore che si innamora della sua modella, il forte simbolismo che si trova dietro ogni scena, un amore platonico che diventa venerazione, il disabile santo. Eppure, non manca qualche elemento contemporaneo che ha il compito di macchiare questa antica ispirazione: sono presenti molte scene di sesso, tutte con un proprio registro linguistico a seconda del tipo di rapporto (si va dal sesso per vendetta ai gesti più aulici di due innamorati). Cappuccio mostra tutta la sua abilità tecnica nel descrivere queste scene, che solo in pochi punti cedono a immagini stereotipate.

L'unico personaggio che, rispetto agli altri, sembra vivere palesemente di stereotipia è Luce: di fatto, è un personaggio prettamente letterario. Tutto quello che le concerne è frutto di una rielaborazione della più trita tradizione della donna angelo, elemento che contribuisce a caratterizzarlo: mentre tutti gli altri personaggi si lasciano macchiare dal 'realismo contemporaneo', ella resta pura letteratura. E proprio per questo fantasma, incapace di viver di per sé, ma che cambia forma a seconda di chi la guarda (Luce è un personaggio della visione: viene guardata e osserva, tutte gli intrecci legate al suo personaggio si costruiscono intorno a una scoperta che deriva dall'osservare).

Un grande tributo al mito di Napoli.
Profile Image for Fabio Ruotolo.
56 reviews4 followers
July 31, 2023
Libro che mi ha annoiato tanto, che stava per far venire il blocco del lettore. Troppi barocchismi ad ostentare la sua sì alta capacità di linguaggio, ma quando si esagera, si diventa stucchevoli. Il protagonista poi della storia è troppo un gran viveur che tutto può e che ha tutti ai suoi piedi, anche lì, se si esagera si diventa stucchevoli. La storia in sé poi non da modo di affezionarsi a nulla, perché anche il personaggio femminile è povero di contenuti. Si salvano solo le pagine dove racconta di Napoli, della sua gente, quando diciamo non inventa, ma descrive.
Profile Image for Massimo.
30 reviews1 follower
June 4, 2022
Stile e scrittura piacevoli, storia interessante …. ma poi diventa una specie di cappa e spada con il personaggio principale un miscuglio di ethan hunt (che spara in sella a moto in corsa), robert langdon (che accede a tesori/opere d’arte nascoste), james bond (che sa scegliere il martini cocktail) e il titolare di un negozio di abbigliamento per uomo (che sa scegliere il nodo della cravatta per ogni occasione) …..
Profile Image for MarcMiccia.
280 reviews3 followers
May 22, 2022
O Vesuvio... lavali col foco!

"Si serva, avvocato. Qui fanno il miglior caffè della città. Venga, sediamo in terrazza. "

"Grazie, Presidente."

"La sua Napoli è bella, ma Roma non scherza. Ecco, tutta per lei, a perdita d'occhio."

"Magnifica, Presidente, veramente magnifica."

"La prego, si accomodi."

"Da tutto questo panorama dovrebbe venire una lezione che non abbiamo mai imparato, Presidente."

"Una lezione?"

"Una lezione, sì. L'abitudine alla bellezza partorisce l'indifferenza. L'indifferenza italiana è il vero cancro che ci riguarda. E nelle città d'Italia a maggior densità di bellezza, si registra per la bellezza un alto tasso d'indifferenza. "

"Come i mariti che avendo una moglie irresistibile non si capisce perché vanno a puttane."

"Esatto, Presidente. Ai napoletani, ai calabresi, ai pugliesi, ai siciliani, tutto è stato già dato. Il lavoro che avrebbero dovuto svolgere, in gran parte se l'è caricato direttamente il Padreterno. Quando per secoli avete il mare, Capri, la Costiera amalfitana, i limoni, le fragole, le magnolie che vengono fuori come un capriccio spontaneo, quando siete circondato dalle città dei Greci e dei Romani, quando gli Aragonesi, gli Svevi, i Borbone, vi hanno fatto castelli e vie, quando vi hanno regalato la storia come un film, non vi rimane che guardarvelo in silenzio. E dentro quel film che ha la durata di circa venticinque secoli non siete attore, non siete musicista, non siete scena. Di quel film non siete il regista. Il vostro

ruolo è inequivocabile: siete spettatore. Non vi resta che sedere al buio e guardarvelo. E alla fine avete pure il privilegio di dire che non vi è piaciuto."

"Non credevo lei avesse inclinazioni filosofiche così forti, avvocato."

"Tutt'altro, Presidente. Tutt'altro. La filosofia come mestiere non mi piace. Noi abbiamo la colpa di aver guardato questo film secolare senza muovere un dito. Abbiamo detto che non era bello, che non ci era piaciuto. Qualcuno ha trovato affascinante una scena isolata, qualcuno un'altra. La proiezione ce la siamo vista ogni qualvolta ce lo hanno chiesto. E all'uscita dalla sala abbiamo fatto eruttare tutto il veleno che ci fermentava in corpo. Siamo diventati critici di professione. Ma un altro film, con le nostre mani, non l'abbiamo mai fatto. Sa qual è uno dei talenti più spiccati nella storia dei napoletani, Presidente?"

"L'alleggerimento ironico dei guai?"

"No. È la lamentazione. Nell'arco di centinaia di anni Napoli ha elaborato una raffinatissima strategia della lamentazione. Per ellenizzare potrei dire che laggiù abita un popolo logolamentazionale. Secondo i napoletani, la colpa di tutte le catastrofi e di tutto il male, una volta è di san Gennaro, una volta del Vesuvio, una volta degli Angioini, una volta dei tedeschi, una volta del terremoto e una volta degli americani, una volta della Prima guerra mondiale e una volta della Seconda, una volta della Cassa per il Mezzogiorno, un'altra della classe politica, una volta del Nord e la volta appresso del colera. Ecco, la colpa è sempre di una terza persona o di un'altra cosa. I napoletani si credono innocenti. Innalzano il loro canto lamentevole contro il destino, si fanno la ninna nanna da soli e si addormentano."

"Ma sanno anche ridere, avvocato."

"Lei pensa, Presidente? Nei giorni delle festività di Natale, soprattutto in quelli, una certa Napoli, una certa numerosa Napoli, va a teatro a sentire i classici della sua storia del ridere. Uno fra tutti: Miseria e nobiltà. Ogni anno che passa le compagnie lo mettono in scena sempre peggio. I napoletani hanno stampato in testa il film con Totò, di quel testo conoscono a memoria ogni battuta. Eppure ci vanno. Entrano in teatro, siedono e finiscono col ridere un secondo prima che il motto di spirito sia stato detto dall'attore. I napoletani, quando vogliono, ridono un attimo prima che ci sia da ridere. La risata non la vivono, la risata la decidono. Sa perché lo fanno? Perché li rassicura. Sanno che andranno a ridere. I napoletani sono dei grandi doppiatori della vita, ma alla vita danno voce sempre in anticipo. Questo li protegge da se stessi."

"E tutt'oggi è così?"

"Sì, Presidente, è così. Magari con altre miserie e altre nobiltà. Al napoletano in genere i sentimenti piace recitarli, non provarli, perché provarli davvero espone al dolore. "

"Eccezioni, avvocato?"

"Se l'eccezione c'è e non viene capita, è come se non ci fosse. Se l'eccezione c'è e viene capita, scatta l'appropriazione dell'eccezione. E allora, l'eccezione non è più tanto eccezionale, Presidente."

"Non c'è salvezza, secondo lei?"

"La salvezza non affascina, non interessa. Alle temperature dell'inferno ci si abitua. Se uno si fa l'identità del dannato, appena l'aria si ripulisce va a finire che non sa più chi è, gli vengono le vertigini e torna alla dannazione. "

"Ancora un caffè, avvocato?"

"Sì, grazie."
6 reviews
February 25, 2023
libro molto bello.
a napoli
realizzeremo uno spettacolo teatrale
basato su questo romanzo.
16 reviews
December 30, 2024
La scrittura di Cappuccio è bellissima, le descrizioni di Napoli, dei paesaggi sono fatte benissimo. Ma la trama e i personaggi non mi hanno convinta
2 reviews
May 18, 2025
lettura non scorrevole, descrizioni troppo articolate, poco fluida
Profile Image for Francesca Tuccella.
41 reviews7 followers
January 24, 2016
Una rivelazione.
Non amo i libri che parlano di mafia, ma questo è un piccolo gioiello di letteratura italiana contemporanea.
Displaying 1 - 11 of 11 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.