Mi aspettavo un altro Deaver....e invece, sinceramente, non so definire che tipo di romanzo mi sono ritrovata fra le mani. Anzi, a dire il vero, il mio giudizio su "La danza delle falene" mi lascia un po' divisa: ho apprezzato il ritmo, frenetico e scattante, che ben di addice a un romanzo di questo genere, e ho apprezzato la scrittura di Freeman, fluida, sciolta, che ben si presta a dialoghi e a momenti narrativi, ben dosati nel corso del romanzo stesso. Ma ciò che non ho digerito è proprio il contenuto, la materia, la storia che Freeman propone, una storia complicata da eccessivi intrighi tra i tanti (troppi) personaggi e continuamente infarcita da sottostorie, riferimenti, annedoti riguardanti il sesso più spicciolo e perverso che alla lunga, rendono il libro ridondante e disgustoso...oltre a "depersonalizzare" i personaggi, che appaiono tutti, con pochissime eccezioni, caduti in un vortice di depravazione senza schermo e senza pudore. Per non parlare delle figure femminili , alle quali Freeman mette spesso in bocca una volgarità a mio avviso poco plausibile: più volte mi sono sorpresa a chiedermi :"Possibile che più donne d'alta società se ne escano con queste espressioni?". Capisco il tentivo dell'autore di abbozzare un ambiente moralmente torbido e degradato, e capisco anche che un po' di sale possa piacere in qualsiasi storia, ma era davvero necessaria tutta questa matassa di intrecci intrisi di volgarità e di violenza per confezionare un bel thriller? A mio avviso no.
Manca poi buona parte degli elementi che dovrebbero caratterizzare un romanzo di questo genere: non c'è descrizione degli ambienti, non c'è un filo di suspense e paura che attraversa la storia, non c'è nemmeno un'indagine, una ricerca condita da arguzia e intelligenza, da parte dei protagonisti...tutto si risolve in una serie di dialoghi, infilati al punto giusto e al momento giusto, e, alla fine, in uno scoppio di azioni all'americana, tra esche tese, proiettili mancati e corse all'ultimo fiato. In sostanza, un libro che si lascia leggere ma che di Deaver e degli altri grandi maestri del thriller ha ben poco. Sono comunque certa che se Freeman si mettesse a parlare di altro verrebbero fuori ottimi lavori, e per questo sarei tentata di concedergli una seconda possibilità.