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Deixa't portar pels somnis

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Deixa’t portar pels somnis és una novel·la dedicada a tots aquells que han perdut alguna un amor, una feina, un tresor. Després de la desaparició de la seva mare, la vida de Massimo Gramellini es va estancar, plena de preguntes sense respostes. Negant-se a acceptar la realitat, va acabar abaixant el cap, caminant de puntetes i amb el cap cot perquè el cel li feia por, i la terra també. No serà fins 40 anys després, quan descobreix un secret que li ha estat amagat des de la infància, que pot començar a créixer i a convertir-se en adult i a tornar a caminar amb els peus fermament sobre la terra sense por d’alçar la mirada al cel. Narrada amb tendresa i ironia, Deixa’t portar pels somnis és la història d’una lluita incansable contra la solitud i contra el sentiment d’abandó. Una novel·la que t’acompanyarà a tot arreu on vagis, en tot moment, i que parla de l’amor més especial de tots, el d’un fill per la seva mare.

208 pages, Paperback

Published October 8, 2012

About the author

Massimo Gramellini

28 books200 followers
Nato a Torino da una famiglia originaria della Romagna, all'età di nove anni perde tragicamente la madre Giuseppina che, malata di cancro, si suicida buttandosi dalla finestra di casa. Verrà a conoscenza dei dettagli dell'episodio, attraverso una persona vicina alla famiglia, solo nel 2010, dopo la pubblicazione del suo romanzo "L'ultima riga delle favole".
Dopo la laurea in giurisprudenza, nell'autunno del 1985 incomincia a collaborare con la redazione torinese del Corriere dello Sport-Stadio. Un anno dopo viene assunto come praticante nella redazione sportiva del quotidiano milanese Il Giorno, dove racconta il primo scudetto del Milan di Silvio Berlusconi e i principali tornei di tennis del mondo.
Nel dicembre 1988 si trasferisce alla redazione romana de La Stampa, con frequenti trasferte a Napoli per seguire le attività sportive e non di Maradona. Continua a scrivere di sport fino ai Mondiali del 1990, durante i quali un suo articolo su Gianluca Vialli provoca il silenzio-stampa della Nazionale.
L'anno seguente passa dal calcio alla politica, diventando corrispondente da Montecitorio. Da lì racconta la stagione di Mani pulite e la nascita della cosiddetta Seconda Repubblica. Nell'estate del 1993 è inviato di guerra nella Sarajevo sotto assedio.
Nel 1998 torna a Milano per dirigere Specchio, il settimanale de La Stampa, dove dirige tra l'altro una rubrica di posta sentimentale, Cuori allo Specchio.
L'anno successivo è di nuovo a Roma e dal 12 ottobre 1999 incomincia a scrivere sulla prima pagina de La Stampa, in taglio basso, il Buongiorno: un corsivo di ventidue righe a commento di uno dei fatti della giornata. La rubrica, negli anni, si impone come un cult.
Nell'ottobre 2005 lascia Roma e ritorna a Torino per assumere la vicedirezione de La Stampa.
Collabora con la trasmissione televisiva Che tempo che fa di Rai Tre, dove ogni sabato sera commenta con Fabio Fazio le sette notizie più importanti della settimana.
Ha pubblicato alcuni saggi che trattano della società e della politica italiana, un almanacco sui 150 anni della storia d'Italia (con Carlo Fruttero) e due serie di racconti sulla sua squadra del cuore, il Toro.
Il 29 aprile 2010 è uscito il suo primo romanzo, L'ultima riga delle favole, una favola esoterica sull’amore che in Italia ha venduto oltre 250 mila copie ed è stata tradotta in vari Paesi.
Il primo marzo 2012 è uscito il suo secondo romanzo, Fai bei sogni, che in meno di due mesi ha già venduto 500mila copie.

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