Per i più grandi filosofi dell’antichità, Platone e Aristotele, ma anche per Kant, il più grande della modernità, la filosofia - che per il mondo greco è d’altronde la scienza, l’indagine razionale sul sapere - nasce dalla meraviglia. Meraviglia è in greco thaumazein, e ne è nota la traduzione di Severino, che rileva il fatto che thaumazein significa non solo meraviglia, ma anche sbigottimento, angoscia. É lo sbigottimento meravigliato e ricco di riverenza verso il mistero che l’uomo prova di fronte al cielo stellato fin dalla notte dei tempi.
Ma è uno sbigottimento che siamo ancora in grado di provare, o siamo piuttosto anestetizzati dal quotidiano e dall’ ovvio e incapaci di meravigliarci, o prima ancora incapaci di percepire il mistero che riguarda il mondo, l’uomo, l’universo?
La bellezza e la forza di questo libro sta proprio nell’essere strutturato per interrogativi, affrontando un capitolo alla volta le grandi questioni inaugurate dalla filosofia antica, ma sempre attuali. E, nonostante siano state formulate più di duemila anni fa, per certi versi anche le risposte qui contenute possono essere attuali. D’altronde anche leggere di filosofia e percepire la forza dell’afflato umano per la ricerca della verità è senz’altro fonte di meraviglia.