Dileggiata e dichiarata «fuori corso» dai nuovi despoti, la democrazia è oggi la principale imputata in un processo collettivo in cui è in gioco il futuro dell’Occidente. Magistrato e a lungo protagonista della vita delle istituzioni, fervente studioso della storia e della cultura classica, Luciano Violante analizza alcune preoccupanti tendenze per fare luce sui rischi reali e smascherare i falsi idoli. Il punto di partenza è il grande malinteso che l’autore individua come causa della situazione aver limitato il concetto di democrazia a un elenco di diritti da garantire, rimuovendone la naturale contropartita, i doveri a cui adempiere. Attraverso il confronto con contesti politici drammaticamente emergenti – in particolare Russia e Ungheria – scava in un passato comune per ritrovare l’origine dei tanti mali, in primis le «presunzioni» dell’Occidente (dall’esportazione della democrazia all’ingenua equazione tra sviluppo economico e avanzamento dei diritti), per fare i conti con il narcisismo di una civiltà che ha preferito lo scaltro Ulisse all’onesto Palamede. Ripercorre inoltre le tappe della storia italiana recente, alla ricerca di quel che resta dello spirito della Costituzione, per comprendere come si sia arrivati ad attribuire le colpe della politica alla democrazia ridotta a un complesso di regole, a mera «tecnica di governo», alimentando così l’errata convinzione che essa interessi e dipenda solo da chi quelle regole è chiamato a stabilirle e a farle rispettare. Un pamphlet appassionato e severo che pone l’accento sulle responsabilità di ciascuno per rimettere a fuoco e al centro dei comportamenti parole che ritrovino un significato condiviso – diritto e dovere, libertà e uguaglianza, pace e giustizia – e far sorgere una nuova e piena consapevolezza civica.
Luciano Violante is an italian politic, writer and university professor. Born in Etipia ( Dire Daua) on 25 September 1941, his life started in a hard way. The communist canvas of his father, a journalist, pulled in fact the fascist regime to force the whole family to emigrate and being internated in a prison camp.
After the release, happened in 1943, and after the end of the second world war, the family moved to Rutigliano, a township of Bari. Here, the young Luciano can obtain his degree in law in 1963 and start, after six year, his career as magistrate and univesity teacher in various istitute.
Joined the Italian Parliament, he strenuous fight the mafia's influence on the state becoming president of the Italian anti-mafia commission from 1992 to 1994 and collecting the important evidences from Tommaso Buscetta discovering the involvement of organized crime in politic deals.
On 10 May 1996, he is appointed President of deputies's Camera on Parliament and, on 13 May 2001 he is president of the party " Democratici di Sinistra- l'Ulivo".