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Jukebox all'idrogeno

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Quando Allen Ginsberg si affacciò alla scena letteraria leggendo la sua poesia Urlo davanti al pubblico elettrizzato di San Francisco, nel 1956, la cronaca si impadronì del nuovo poeta creandone un personaggio. Questo personaggio ispirò la cosiddetta beat generation che a volte ne imitò gli atteggiamenti esteriori non sempre individuandone le vere qualità di poeta e di umanista. Solo di recente la critica si sostituì alla cronaca e lo salutò come una delle voci più rivelatrici della poesia americana contemporanea. Le poesie di questa raccolta, che lo stesso Ginsberg ha intitolato Jukebox all'idrogeno, spesso polemiche, sempre imperniate su drammatiche realtà sociali e personali, rivelano da un lato le innovazioni recate da Ginsberg alla prosodia americana e dall'altro le esperienze più significative del poeta quali si sono svolte in America o nei paesi sottosviluppati dove la civiltà del consumo non ha ancora soffocato la comunicazione fra gli uomini o nei manicomi occidentali dove si conclude a volte la tragedia dell'alienazione moderna o nei luoghi dove il poeta ha potuto provare le sostanze allucinogene nell'intento di superare il condizionamento umano e raggiungere una sfera psichica libera dalle sovrastrutture imposte dalla società contemporanea.

468 pages, Paperback

First published January 1, 1965

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About the author

Allen Ginsberg

490 books4,094 followers
Allen Ginsberg was a groundbreaking American poet and activist best known for his central role in the Beat Generation and for writing the landmark poem Howl. Born in 1926 in Newark, New Jersey, to Jewish parents, Ginsberg grew up in a household shaped by both intellectualism and psychological struggle. His father, Louis Ginsberg, was a published poet and a schoolteacher, while his mother, Naomi, suffered from severe mental illness, which deeply affected Ginsberg and later influenced his writing—most notably in his poem Kaddish.
As a young man, Ginsberg attended Columbia University, where he befriended other future Beat luminaries such as Jack Kerouac, William S. Burroughs, and Neal Cassady. These relationships formed the core of what became known as the Beat Generation—a loose-knit group of writers and artists who rejected mainstream American values in favor of personal liberation, spontaneity, spiritual exploration, and radical politics.
Ginsberg rose to national prominence in 1956 with the publication of Howl and Other Poems, released by City Lights Books in San Francisco. Howl, an emotionally charged and stylistically experimental poem, offered an unfiltered vision of America’s underbelly. It included candid references to homosexuality, drug use, and mental illness—subjects considered taboo at the time. The poem led to an obscenity trial, which ultimately concluded in Ginsberg’s favor, setting a precedent for freedom of speech in literature.
His work consistently challenged social norms and addressed themes of personal freedom, sexual identity, spirituality, and political dissent. Ginsberg was openly gay at a time when homosexuality was still criminalized in much of the United States, and he became a vocal advocate for LGBTQ+ rights throughout his life. His poetry often intertwined the personal with the political, blending confessional intimacy with a broader critique of American society.
Beyond his literary achievements, Ginsberg was also a dedicated activist. He protested against the Vietnam War, nuclear proliferation, and later, U.S. foreign policy in Latin America. He was present at many pivotal cultural and political moments of the 1960s and 1970s, including the 1968 Democratic National Convention and various countercultural gatherings. His spiritual journey led him to Buddhism, which deeply influenced his writing and worldview. He studied under Tibetan teacher Chögyam Trungpa and helped establish the Jack Kerouac School of Disembodied Poetics at Naropa University in Boulder, Colorado.
Ginsberg’s later years were marked by continued literary output and collaborations with musicians such as Bob Dylan and The Clash. His poetry collections, including Reality Sandwiches, Planet News, and The Fall of America, were widely read and respected. He received numerous honors for his work, including the National Book Award for Poetry in 1974.
He died of liver cancer in 1997 at the age of 70. Today, Allen Ginsberg is remembered not only as a pioneering poet, but also as a courageous voice for free expression, social justice, and spiritual inquiry. His influence on American literature and culture remains profound and enduring.

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for M. Giulia.
100 reviews12 followers
April 11, 2011
In questo caso, non si può parlare di una vera e propria recensione perchè amo utilizzare quel termine solamente per la prosa, ma più che altro di una esternazione di impressioni.

Non sapevo nulla della beat generation, ammetto la mia totale ignoranza in questo campo, quindi un ulteriore effetto positivo di questo libro è proprio la nascita di una grande curiosità ed interesse. Sarà banale e scontato, ma i versi di Ginsberg sono molto attuali. Sì, lui si riferiva al dopoguerra americano, ma basta guardare un qualsiasi telegiornale e non ci possiamo sicuramente vantare di stare tanto bene. La rabbia, la vivacità, la potenza dei suoi versi sono di grande ispirazione a partire già dalle prime parole:

"I saw the best minds of my generation destroyed by madness, starving hysterical naked"


L'aggressività e l'immediatezza dei suoi versi sono veramente impressionanti. Il linguaggio è crudo, alcune volte volgare, ma sicuramente questo non rovina l'atmosfera, anzi la concretizza. Le visione psichedeliche e oniriche, prodotte dall'utilizzo dichiarato di sostanze stupefacenti, sono un vero pugno nello stomaco e tendono ad essere alienanti. Provate a leggere ad alta voce i versi in lingua originale (o cercate sul web qualche registrazione dello stesso Ginsberg) e capirete di cosa sto parlando. Il ritmo è incalzante, musicale, a tratti fastidioso, ma "bello" nella sua totalità. Sicuramente non è immediato e non può piacere a tutti, però rientro sicuramente nella categoria di coloro che considerano questo autore un vero genio innovatore. "Howl" è solamente l'esempio più celebre e importante delle sue poesie, ma ce ne sono altre "minori" di ugual valore. "A Supermarket in California" rientra sicuramente nella mia top 3.

Un dettaglio sicuramente da non tralasciare è l'introduzione di Fernanda Pivano. Anche qui mi sono sentita molto ignorante, ma dopo una breve ricerca su internet, ho compreso la sua importanza nel campo letterario. Un'introduzione da non saltare e da leggere attentamente. Sono certa che vi catturerà.
Profile Image for Hex75.
986 reviews60 followers
August 17, 2022
Ammetto di avere qualche problema con la poesia in generale: non ad appassionarmici, non credo di avere gli strumenti per comprenderla appieno, e quindi probabilmente non sono in grado di apprezzarla al 100%. Però poi fuori da un Libraccio vedo una copia di "Jukebox all'idrogeno" a 2 euro, uno dei pochi classici della beat generation a mancarmi: che faccio, non lo prendo?
Ed eccomi alle prese col barbuto Ginsberg e i suoi deliri acidi: passate le quasi 80 pagine dell'introduzione di Fernanda Pivano (a metà della quale mi è salito dal cuore un grido: NANDA, TI PREGO, ARRIVA AL DUNQUE, SMETTILA DI PONTIFICARE, LEVATI E FAMMI FINALMENTE LEGGERE STE CASPITA DI POESIE!) finalmente si arriva a "Urlo", la poesia con l'incipit più famoso del secondo novecento ("ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia...") che in effetti non ha perso ancora oggi un briciolo della sua potenza, nel suo essere un'acida fotografia dell'ambiente beat e della dissidenza artistica americana dopo il lungo inverno del maccartismo, vicina certamente a "Sulla strada" di Kerouac, ai primi due Burroughs ("Junkie" e "Queer") e a "Il libro di Caino" di Trocchi.
Potente era allora, potente resta adesso.
E poi c'è "Kaddish", meravigliosa elegia in morte di sua madre, la cui vita e discesa nella follia vengono trasformate in un'epica dolorosa e in un grandioso atto d'amore: Ginsberg qui raggiunge vette altissime, ed è difficile leggere il lungo poema senza esserne toccati.
Di fronte a questi due capolavori il resto forse suona inferiore, ma è ancora godibile, a partire dalla lunga serie di deliri profetici esplicitamente debitori dell'uso di droghe lisergiche.
Insomma, non so se prenderò sul serio l'idea di leggere più poesia (o anche altra roba del buon Allen), ma decisamente lettura da applausi e che andava fatta.
23 reviews2 followers
April 28, 2020
Poesia crude e dure, ma bellissime e toccanti. Mi hanno ricordato la storia della mia famiglia e commosso.
Profile Image for Danilo Scardamaglio.
117 reviews10 followers
December 25, 2022
Jukebox all'idrogeno raccoglie le prime due opere pubblicate da Ginsberg, ossia "L'urlo e altre poesie", e "Kaddish e altre poesie". Come si evince dai titoli delle due raccolte, sono "L'urlo" e "Kaddish" i due componimenti principali non solo delle due raccolte, ma dell'intera produzione poetica di Ginsberg. La prima è una poesia manifesto, sia di un'intera generazione di autori (presente in essa e spesso nella poetica di Ginsberg sono infatti Kerouac, Borroughs e molti altri, soprattutto Carl Solomon, dedicatario del testo), sia di un'intera generazione di giovani: la loro ribellione nei confronti del conformismo borghese, la loro audacia, follia, spregiudicatezza, espresse dalle sconsiderate avventure cantate nel testo, diventano tema essenziale della poesia di Ginsberg, assieme all'implementazione del verso lunghissimo, beat nel senso musicale del termine (secondo me molto più nella prima che nella seconda raccolta) linguisticamente crudo, spoglio, tutte caratteristiche fondamentali del suo stile poetico. La seconda è invece un vero e proprio poema, incentrato sulla figura della madre, un lamento (ciò il significato del titolo ebraico) in cui Ginsberg narra vita e morte di lei, indagando quei tratti che ne hanno caratterizzato la vita sventurata e trasmessi per via matrilineare al figlio, ossia ebraismo, comunismo ma soprattutto pazzia, il tutto all'interno di un'atmosfera sacrale distrutta talvolta solo dalle sconsiderate gesta di Naomi. I due componimenti mi son piaciuti, ma non li ho trovati così straordinari come pensavo fossero: soprattutto "L'Urlo", cui importanza è più forse attorno a quel ruolo di partecipazione e identificazione giovanile che assunse piuttosto che per grandezza poetica. Ma straordinarie secondo me sono le ultime poesie della seconda raccolta, quelle incentrate invece sull'uso di allucinogeni: le visioni e le sensazioni vissute diventano per Ginsberg mezzo per indagare, toccare e vivere il suo Dio, un connubbio tra divinità Buddhista e spiritualità ebraica e cristiana incredibile, il tutto espresso in un insieme di immagini geniali. Ciò che al contempo ho tuttavia odiato della poesia di Ginsberg (e che gli preclude le 5 stelle), oltre alla presenza di qualche mediocre testo nelle raccolte, è il lato più hippy dell'autore, che lo induce, a volte anche in momenti estremamente alti, a dover inserire necessariamente immagini sessuali, spesso totalmente decontestualizzate.
Profile Image for lou.
13 reviews
June 27, 2025
ginsberg è padre, figlio e spirito santo.
descrizione infedele di un'epoca artistica immensa, psicologia affranta e schizofrenica di una madre compianta, poesie su lsd, sul sesso e sulla pace e sull'universo e la grandezza d'un uomo... tutto, ginsberg affronta tutto.

messiah adolescenziale
Displaying 1 - 9 of 9 reviews

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