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Nel bosco di castagni che domina Casedisopra, minuscolo paese dell'Appennino tosco-emiliano, se ne sta appostato in attesa della preda il vecchio Adùmas, montanaro con un nome da romanzo (il padre, appassionato dei Tre moschettieri, lo ha chiamato come l'autore, un certo A. Dumas...). Non è un bracconiere di professione, Adùmas, ma ogni tanto prende la doppietta e va nel bosco. È il brùzzico, il crepuscolo, e Adùmas ha appena bevuto qualche sorso di grappa, giusto per ingannare l'attesa, quando poco lontano spunta una bestia come non ne ha mai viste e come nessuno ne vedrà più. Il dito gli si congela sul grilletto e in un attimo la bestia fugge via. Non c'è grappa o crepuscolo che davanti ai suoi occhi è appena comparso un cinghiale con un piede umano tra le fauci. I paesani, convinti che il vecchio abbia alzato troppo il gomito, sono subito pronti a schernirlo... Tutti, tranne Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale che nonostante la sua giovane età sa bene quanti segreti possa nascondere la terra scura sotto i castagni. E poiché anche un Forestale può occuparsi di delitti, quando il crimine si fa largo nei suoi territori, Poiana comincia subito a indagare attorno al caso del cadavere privo di un piede che forse giace in mezzo al bosco. Ma gli tocca scoprire subito che le relazioni e gli affari tra i notabili del luogo creano un groviglio di interessi più pericoloso e inestricabile di un roveto.

305 pages, Paperback

First published January 1, 2011

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About the author

Francesco Guccini

68 books49 followers
Francesco Guccini is an Italian singer-songwriter, considered one of the most important Cantautori. During the five decades of his music career he has recorded 16 studio albums and collections, and 6 live albums. He is also a writer, having published autobiographic and noir novels, and a comics artist. Guccini also worked as actor, soundtrack composer, lexicographer and dialectologist.
Guccini moved to Pàvana during World War II, then returned to Modena where he spent his teenage years and established his musical career. His debut album, Folk beat n. 1, was released in 1967, but the first success was in 1972 with the album Radici. He was harshly criticised after releasing Stanze di vita quotidiana, and answered to his critics with the song "L'avvelenata". His studio albums production slowed down in the nineties and 2000s, but his live albums continued being successful.
His lyrics have been praised for their poetic and literary value and have been used in schools as an example of modern poetry. Guccini has gained the appreciation of critics and fans, who regard him as an iconic figure.[1] He has received several awards for his works; an asteroid, a cactus species and a butterfly subspecies have been named after him. The main instrument in most of his songs is the acoustic guitar.

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Community Reviews

5 stars
38 (14%)
4 stars
98 (37%)
3 stars
99 (38%)
2 stars
17 (6%)
1 star
6 (2%)
Displaying 1 - 19 of 19 reviews
Profile Image for Malacorda.
636 reviews286 followers
May 12, 2025
Non amo i gialli, potrei quasi definirmi anti-giallo per partito preso. Ma il naso mi ha guidato nella direzione giusta, quella di un giallo atipico: omicidio e indagine sono solo pretesti alquanto blandi per esporre i temi tipici del romanzo di montagna. La natura e l'ecologia, lo spopolamento e i "nuovi acquisti", chi resiste e chi molla tutto e se ne va; le vecchie tradizioni e i vecchi ricordi e ovviamente le antiche case, e poi ancora la speculazione edilizia e l'abusivismo ipocritamente nascosti sotto la maschera del "progresso"... qui si può trovare tutto quel campionario al gran completo che non sto ad elencare ulteriormente nel dettaglio perché tanto è sempre lo stesso. Lo stesso anche del Romanzone Montanaro per eccellenza, Il Duca di Melchiorre: solo che qui lo spirito ed i contenuti sono molto più rustici. Ma tutto sommato questo non è un male.

Un'insalata montanara condita in maniera molto rustica (leggasi: scrittura approssimativa, dialoghi e personaggi e indagini pure loro approssimativi) eppure gustosa - gustosa perché leggera e senza pretese.
Si trovano tonnellate luoghi comuni, diciamo pure di banalità, che però sono messe giù con una leggerezza tale che durante la lettura la cosa non pesa affatto: se provo a spiegarmi meglio mi viene da descrivere solo aspetti negativi, per cui sembrerebbe una lettura non gradita, e invece paradossalmente tutto messo insieme si lascia apprezzare eccome, forse per via del vecchio meccanismo per cui quando le aspettative non sono troppo alte eccetera eccetera; o forse solo perché quando l'ambientazione mi è congeniale, poi faccio presto a farmi piacere tutto il resto.

Resta comunque da rilevare quel vizietto prettamente vitaliano (cioè: nello stile di Andrea Vitali) di chiudere il capitolo con l'ispettore che fa una scoperta sensazionale, ma il sipario cala subito dopo e l'autore non ti dice qual era la scoperta. Capisco che è un modo per creare suspense, però è un modo antico come le prugne secche. È un page-turning indotto più per via meccanica che per via emozionale.
Altro difetto: la battuta "è una storia lunga e complicata" ripetuta fino allo sfinimento, con ogni probabilità vuole diventare lo slogan della serie e suscitare simpatia come avviene nella serie Aubrey&Maturin (ovviamente O'Brian) per lo slogan "non c'è un momento da perdere": ma siamo lontani anni luce, non basta ripetere cento volte una battuta per farne uno slogan efficace. Anzi, forse è vero il contrario.
Questo Malastagione ha però il merito di saper chiudere con una certa amarezza, anzi credo proprio che sia a questa malinconia che si riferisce il "male" che c'è nel titolo: dopo che ci son stati morti ammazzati, un incendio, litigi e tradimenti e quant'altro, anche a indagine conclusa non c'è nulla da festeggiare.
Nel finale riprende anche un qualcosina da Piero Chiara il quale nel suo Saluti notturni dal Passo della Cisa ci insegna che ci sono alcune verità che l'indagine, per quanto completa, non chiarirà mai.
Morale: tre e mezzo che per la facciata non fatico ad arrotondare a quattro.
Profile Image for Federico.
59 reviews
October 12, 2021
Stupisce un po' che questa scrittura scialba sia uscita dalla penna dell'immaginifico Guccini. La trama sarebbe anche passabile nel suo genere ma tra personaggi monolitici che parlano per sentenze e una critica ripetuta all'infinito, per quanto sacrosanta, alla cementificazione dell'Appennino si finisce anche per sbadigliare un po'. La protagonista della faccenda, che gli autori ci paiono voler far capire dover essere la montagna con i suoi ritmi e le sue ombre, diventa purtroppo uno sfondo tendente alla cartolina.
Profile Image for Glenda.
45 reviews8 followers
July 29, 2011
Tre e mezzo. La fine è un po' troppo veloce, ma nel complesso è godibile.

Il protagonista è un giovane ispettore della forestale, Marco detto Poiana, che si trova ad indagare su un cinghiale con un piede in bocca, un incendio e la speculazione edilizia.
Ma l'ingrediente principale del romanzo è l'amore per la montagna.
Profile Image for Maria Beltrami.
Author 49 books78 followers
May 31, 2012
Alla fine è tutta una questione di corna, ma prima di arrivare a questa conclusione apparentemente banale la storia intreccia una godibilissima indagine della quale sono elementi integranti alcuni surreali abitanti dell'appennino tosco-modenese, per non parlare della montagna stessa.
Un libro per gli amanti della letteratura gialla, e per gli amanti della natura.
Profile Image for Marleen.
10 reviews
May 21, 2013
Een italiaanse boswachter als detective.Prima boek in het genre en weer eens een andere omgeving.
Profile Image for André.
2,514 reviews34 followers
January 1, 2023
Citaat : Adùmas had hem in het vizier, richtte en wilde net een schot lossen toen hij plotseling verstarde. Het beest had iets vreemds in zijn bek, iets wat hij aanvankelijk niet goed kon zien, maar waar hij, toen hij het vizier richtte, koude rillingen van kreeg en een stommiteit door beging: hij leunde te veel op zijn elleboog die op de grond rustte, waardoor er een hoopje aarde en minuscule steentjes naar beneden stortte. Het beest draaide met een ruk zijn kop in de richting van het nauwelijks waarneembare geluid, zette het op een lopen en verdween knorrend het dichte bos weer in.’
Review : Ook in Casedisopra, een vredig dorpje in de Appenijnen, heeft de crisis toegeslagen en dat laat zich zowel voelen in de vastgoedsector als in het toerisme. Maar er is nog iets wat het toerisme schade berokkent en dat is het feit dat er dingen gebeuren die mensen weghouden zoals een waarschijnlijk aangestoken bosbrand en een moord. Tussen de populatie van het ogenschijnlijk vredige dorpje zitten een aantal individuen die niet te vertrouwen zijn. Anderen zijn wel te vertrouwen maar worden dan weer niet geloofd.



De oude stroper, Adùmas, is in het bos op zoek naar een wild zwijn voor de plaatselijke herberg Da Benito, die beroemd is om zijn cinghiale in umido. Maar wanneer een zwijn opduikt, heeft het een voet in zijn bek. Een voet, geen poot. Adùmas, verbijsterd, vergeet te schieten. Waar een voet is moet ook ergens een lichaam zijn. Maar de carabiniere vindt Adùmas onbetrouwbaar en het dorp lacht hem uit. Zij denken dat Adùmas te veel grappa op had en laten het onderzoek links liggen. De enige die hem gelooft is boswachter Gherardini, bijgenaamd de Buizerd.



Hij gaat op zoek naar het lijk zonder voet. Een temperamentvolle jongedame Francesca die in de stad woont en er zich tegen verzet dat het huis van haar opa verkocht wordt, maakt vreemde dingen mee waar ook de Buizerd zich om ongerust maakt. Hij draait op volle toeren, zet zich volledig in om de bosbrand onder controle te krijgen, en De Buizerd zoekt onverstoorbaar door om te weten te komen wie zijn de doden en wie de moordenaars want er is ondertussen een verkoold lichaam gevonden, met twee voeten.



De buizerd (Malastagione) is een schitterende, echte Italiaanse thriller waarvan in Italië maar liefst 70.000 exemplaren van werden verkocht. Francesco Cuccini & Loriano Macchiavelli is een duo waarvan de heren elk afzonderlijk al hun sporen in de woordkunst hebben verdiend. Samen zijn ze al aan hun tweede thriller toe. Malastagione biedt ons een niet alleen een bruisend en boeiend verhaal maar tevens een soort reisgids waarin de natuurpracht én de heerlijke keuken uit de streek van de Appenijnen volledig tot zijn recht komt.
Profile Image for Kaj Peters.
457 reviews
June 9, 2023
Oeverloos geleuter in een policier die kunstig wegblijft bij elke vorm van spanning of intrige. Of zoals de zoektocht van boswachter Gherardini weinig meer oplevert dan ellenlange dialogen over dorpsroddel, de vleesrecepten van trattoria 'De Benito' of de onwettige verkoop van het Scheve Huis. Ergens op de achtergrond spelen nog een ecologische ramp en een corrupte patjepeeër die migranten uitbuit, maar zelfs deze verwikkelingen kabbelen maar een beetje voort. 'De Buizerd' (2011) volgt de Baantjer-formule van een detectiveverhaal waarin de sfeerschets en kleurrijke ooggetuigen belangrijker zijn dan enige vorm van inventiviteit. Ook veel plotexpositie om steeds de losse eindjes weer bij elkaar te knopen. Het helpt ook niet dat boswachter Gherardini als een archetypische boekenspeurder weinig eigen persoonlijkheid heeft. De auteurs lijken zelf verliefd op deze stoïcijnse, rechtvaardige einzelgänger en zijn quasi-pretentieuze gesomber over hoe menselijke verdorvenheid natuurschoon kapotmaakt. Het wordt nog clichématiger als deze 'stoere alfaman' zich op een vervelende manier opdringt aan studente Francesca. Een running gag in het verhaal is dat hij haar steeds opnieuw afkapt met het zinnetje: 'Het is een lang en ingewikkeld verhaal.' Dit zegt wel wat over de verhoudingen.
Profile Image for Giulia.
17 reviews
August 10, 2024
Enjoyable whodunnit. The story is interesting, the writing is good and the characters are very animated. I loved that it was set in nature and I wasn’t very familiar with the Appennini region so it was exciting to be catapulted into life in the small mountainous village. However, I found difficult to digest how unacceptable racist elements are just everywhere, in such a blasé way. Shows how racist slurs are sadly ingrained in everyday life in Italy.
Profile Image for Harrie.
90 reviews2 followers
July 2, 2017
Het is een lang en ingewikkeld verhaal 😬🐗🔥
Profile Image for Cloudbuster.
301 reviews21 followers
May 20, 2012
"Cosa ci trovi tra queste montagne?" "Guardati intorno e se non lo capisci non posso spiegartelo."

Marco Gherardini, detto Poiana, è un giovane ispettore della forestale di stanza in un paesino dell’Appennino Emiliano. Marco non è uno di quelli che si è imboscato in un ufficio o si limita a sorvegliare le aree picnic lungo le rotabili e chiude un occhio quando vede passare bracconieri e boscaioli abusivi salvo poi riscuotere la mazzetta. Marco “ci tiene al suo territorio, lo ama e lottta strenuamente per difenderlo e quando, per un motivo o per l’altro, sta lontano da quei luoghi che considera un po’ suoi, non vede l’ora di tornare e respirare l’odore del muschio e dei funghi.” Al suo fianco ci sono il suo sovraintendente Farinon, uno bracconiere vecchio stampo di nome Adumas (il padre era un amante dei Tre Moschettieri ☺) che è rimasto fedele all’insegnamento paterno di rispetto e di lealtà per la montagna e per tutti gli esseri che ci vivono, una giovane testarda e irruenta in fuga dalla città di nome Francesca ed una giovane e coraggiosa elicotterista di nome Chiara. Di fronte hanno l’intero paese che aspira alla modernità, che non capisce questo attaccamento a quei boschi ormai abbandonati e agli animali che vi vivono e sogna strade, parchi residenziali, villette a schiera, multisale e discoteche. A far da contorno, una variegata genie di personaggi solitari ed extra-comunitari, perché la realtà è che nei paesini abbandonati delle nostre montagne ormai ci vivono e lavorano soltanto extracomunitari, gli unici disposti a vivere e lavorare in condizioni per noi ritenute disumane.

La storia inizia con la misteriosa comparsa di un cinghiale con in bocca un piede umano a cui seguiranno omicidi, incendi dolosi, aggressioni. Le indagini stentano a decollare perché tutto il paese è più o meno coinvolto in manovre poco limpide ed è interessato a non smuovere le acque. La testardaggine di Poiana, Farinon e Adumas, insieme all’incosciente irruenza di Francesca porterà alla luce strane manovre su piani regolatori, vincoli di tutela e speculazioni edilizie a cui andranno a sovrapporsi questioni di sesso e corna.

Il giallo è interessante e ben imbastito. Ma, per me che sono un amante della montagna, uno di “quei pazzi che vanno sfacchinando per sentieri”, la cosa più afffascinante è l’ambientazione. Ci sono i miei amati Appennini (anche se io sto un po’ più a sud, … un bel po’ più a sud), ci sono uomini e donne come Poiana, Adumas e Chiara che conoscono le montagne, le amano e le rispettano e lottano con poche risorse per difenderle, c’è la denuncia che i gravi incidenti che periodicamente colpiscono queste zone, siano frane, slavine o incendi, sono principalmente frutto dello stato d’abbandono delle nostre montagne. Si dice sempre che mantenere in piedi le attività di montagna non è economicamente conveniente, salvo poi scoprire che i soccorsi per le emergenze costano molto di più. Dov’è la logica in tutto ciò? Forse solo nei portafogli di chi fa affari con la logica dell’emergenza (l’aquila docet).
Profile Image for Alisea.
499 reviews13 followers
February 5, 2014
Nel bosco di castagni che domina Casedisopra, minuscolo paese dell'Appennino tosco-emiliano, se ne sta appostato in attesa della preda il vecchio Adùmas, montanaro con un nome da romanzo (il padre, appassionato dei Tre moschettieri, lo ha chiamato come l'autore, un certo A. Dumas...). Non è un bracconiere di professione, Adùmas, ma ogni tanto prende la doppietta e va nel bosco. È il brùzzico, il crepuscolo, e Adùmas ha appena bevuto qualche sorso di grappa, giusto per ingannare l'attesa, quando poco lontano spunta una bestia come non ne ha mai viste e come nessuno ne vedrà più. Il dito gli si congela sul grilletto e in un attimo la bestia fugge via. Non c'è grappa o crepuscolo che tenga: davanti ai suoi occhi è appena comparso un cinghiale con un piede umano tra le fauci. I paesani, convinti che il vecchio abbia alzato troppo il gomito, sono subito pronti a schernirlo... Tutti, tranne Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale che nonostante la sua giovane età sa bene quanti segreti possa nascondere la terra scura sotto i castagni. E poiché anche un Forestale può occuparsi di delitti, quando il crimine si fa largo nei suoi territori, Poiana comincia subito a indagare attorno al caso del cadavere privo di un piede che forse giace in mezzo al bosco....
Bello! Ero prevenuta, ma sono rimasta piacevolmente stupita: è un giallo nostrano, quindi non ha le esagerazioni dei gialli d'oltreoceano, lo stile è semplice e le pagine volano via.
Mi sono piaciuti anche i personaggi, nostrani, caratterizzati bene, senza eccessi e l'ispettore della forestale, Poiana, conquista per la sua semplicità e per l'amore verso la sua terra.
L'altra cosa che ho apprezzato tanto è l'amore per la natura che si legge in tutte le pagine: la storia è ambientata in un Appennino spesso maltrattato, sottovalutato come ricchezza naturalistica e violentato da un'urbanizzazione selvaggia.
Poiana è il portavoce di una montagna ferita, da proteggere e da non abbandonare.
Mi sono ritrovata molto nel suo modo di pensare: abito sull'Appennino e tocco con mano l'incuria e la mancanza di rispetto dei villeggianti, lo stato di abbandono dei borghi antichi, la distruzione di scorci bellissimi e selvaggi con edifici orrendi che deturpano irrimediabilmente il paesaggio....
Profile Image for Sophie Mirgaux de Pina.
277 reviews4 followers
May 17, 2023
I'm a bit unsure about this book. Mostly because of the barely covert racism. I mean you often come across racist characters, but they are usually described as such and - I would expect - their racism is frowned upon. However here, almost all characters at one point or another make racist comments (such as referring to other characters only by their origin "Cesarino and the Tunisian", whereas the Tunisian man in question obviously has a name they all know all to well. And there are several instances of flat our racism "bloody Moroccan, can you do anything right?" without any hint as this being unacceptable).
Other than that I was also bothered by almost all characters constantly bickering and being verbally agressive with no apparent reason. Hardly anyone acted nicely, actually, leaving me feeling barely invested in the characters...
Profile Image for Natalia Pì.
239 reviews44 followers
April 19, 2015
Noiosetto. Sono stata una grande fan di altre collaborazioni di questi due scrittori, specie di quelle ambientate in epoche passate, perché sono state tutte storie molto belle e di atmosfera. Questa, invece, non mi ha mai preso veramente, purtroppo, e mi sono trovata a leggere più che altro per concludere -- che non è mai un buon segno. Peccato!
Profile Image for Carla Casazza.
Author 18 books13 followers
April 14, 2011
Le tre stelline sono per la storia. Alla scrittura, purtroppo, darei una valutazione molto meno positiva: un po' trascurata, come se non ci fosse stata una rilettura finale del manoscritto prima di andare in stampa.
335 reviews
March 31, 2018
Un'altra ottima prova di scrittura per il duo Guccini-Macchiavelli, che anche senza il Maresciallo Santovito sanno costruire un racconto avvincente e mai troppo banale. Chissà che anche Poiana possa avere la sua saga di storie, non sarebbe niente male!
Profile Image for Tommylord.
67 reviews3 followers
May 22, 2011
Lui scrive bene, niente da dire. I personaggi sono correttamente coloriti ed individuati. Il giallo di per sè ha qualche lacuna ed un po' inconsistente. 3 solo per il lessico.
Profile Image for Rust.
116 reviews4 followers
September 13, 2013
Non è che sia scritto granché bene, ma un pò mi ha preso ed è filato senza intoppi. Sarà che ho un debole per le ambientazioni di montagna, specie se spiccatamente italiane. Sarà il tocco di Guccini.
Profile Image for Terra.
1,267 reviews12 followers
December 22, 2024
è la prima volta che leggo il duo guccini-macchiavelli. mi piace di più guccini da solo (o con bonvi!), ma anche così - soprattutto se si considera che non amo i gialli - lo trovo niente male.
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