Giuseppe Gullino, ordinario di Storia moderna, presso l'Università di Padova, ci guida nell'affascinante viaggio della Repubblica Veneta, rivelandoci fatti e personaggi di ieri sorprendentemente vivi e attuali. Le invasioni longobarde, franchi e bizantini, la leggenda di san Marco, le Crociate, le Repubbliche marinare, Marco Polo, i dogi e i papi, la peste, Galileo e Paolo Sarpi, e, sul finire, Casanova e Napoleone seguiti dal feldmaresciallo Radetzky e sulla scena rimane, intramontabile, il faro della Serenissima.
Uno dei migliori saggi storici che abbia mai letto, anche se, ad onor del vero, questo libro ad un saggio ci assomiglia davvero poco. L'autore infatti non si limita all'esposizione dei fatti storici con corredo di date e vicende collegate, ma fa excursus che toccano tutti i settori possibili ed immaginabili della storia veneta e non solo. Nelle note, in particolare, si trovano gli approfondimenti più disparati, dalle vicende storiche, come le mogli di Enrico VIII Tudor o la prima donna laureata al mondo, ai pettegolezzi da comari su ambasciatori costretti a nascondersi dai propri signori, o su capitani da mar particolarmente fuori di testa che lasciano tutto in eredità al gatto. Il tutto è accompagnato dal tono colloquiale (e con rigoroso accento veneto) dell'autore, che condisce ogni pagina di una sana ironia che non fa altro che rendere ancora più interessante la storia (già splendida da sola) della Serenissima. Insomma, anche se l'ho preso per un esame, leggere questo libro è stato davvero un piacere.
Uno dei migliori saggi storici che abbia mai letto, anche se, ad onor del vero, questo libro ad un saggio ci assomiglia davvero poco. L'autore infatti non si limita all'esposizione dei fatti storici con corredo di date e vicende collegate, ma fa excursus che toccano tutti i settori possibili ed immaginabili della storia veneta e non solo. Nelle note, in particolare, si trovano gli approfondimenti più disparati, dalle vicende storiche, come le mogli di Enrico VIII Tudor o la prima donna laureata al mondo, ai pettegolezzi da comari su ambasciatori costretti a nascondersi dai propri signori, o su capitani da mar particolarmente fuori di testa che lasciano tutto in eredità al gatto. Il tutto è accompagnato dal tono colloquiale (e con rigoroso accento veneto) dell'autore, che condisce ogni pagina di una sana ironia che non fa altro che rendere ancora più interessante la storia (già splendida da sola) della Serenissima. Insomma, anche se l'ho preso per un esame, leggere questo libro è stato davvero un piacere.