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Sulla direzione da Bruxelles a Ostenda la terra fiamminga di Gent, di Brugge, è una terra grassa, a basse ondulazioni, con persone positive e massicce. Verso il mare del Nord il sole dipinge tinte accese. A lunghe strisce, scarlatte, brune, verdi, turchine, i crepuscoli segnano molta parte del pomeriggio, lustri e fermi. Di questi colori e di quelle figure è fatta la pittura di Jan van Eyck. Qualcosa, dunque, di locale? Sì, nel naturalismo, nel senso della materia; no, anzi il contrario, nell’evoluzione che Jan rappresenta non solo rispetto alla tradizione, ma anche rispetto al fratello Hubert. Dico evoluzione perché sento la vicinanza di Jan. Posso provare incanto e finanche nostalgia per la spiritualità di memoria medievale, ma il mio occhio è moderno; in Jan, “inventore del ritratto moderno” (Van Puyvelde), percepisco il contatto.
(Dalla Presentazione di Raffaello Brignetti)

173 pages, Paperback

First published March 17, 2004

11 people want to read

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Federica Armiraglio

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Profile Image for Tyrone_Slothrop (ex-MB).
863 reviews115 followers
January 6, 2026
Come meglio posso

Questo il motto di Van Eyck, che basta ad indicare (nella sua falsa modestia) quanto la coscienza dell'artista sia progredita nel Quattrocento: non più abile artigiano, ma vero e proprio intellettuale dotato di talento unico, capace di meravigliare i contemporanei e trattare da pari con i potenti dell'epoca (i vecchi nobili come Filippo il Buono di Borgogna e i nuovi ricchi come Joos Vyd, committente del Polittico di Gand e Giovanni Arnolfini).
Questo ottima pubblicazione presenta in modo chiaro tutti gli aspetti rivoluzionari dell'opera del fondatore dell'arte fiamminga: la capacità di portare la pittura verso la preminenza dalle arti (rappresentato plasticamente nell'Annunciazione del Thyssen), la suprema abilità pittorica (come scrisse Panosfky Van Eyck pareva usare contemporneamente microscopio e telescopio), l'innovazione tecnica dell'uso della pittura ad olio, l'uso raffinato e perfetto della luce come mezzo prospettico per rendere volumi e tridimensionalità (una tecnica che influenzò profondamente artisti di tutta Europa), le stupefacenti intuizioni sullo spazio pittorico e i rapporti tra realtà e rappresentazione che portarono al celeberrimo specchio nel Fidanzamento degli Arnolfini (ma anche all'armatura di San Giorgio nella Madonna del canonico Van der Paele), il realismo estremo unito ai temi religiosi che sembra portare figure divine nel mondo concreto.

Il saggio introduttivo di Brignetti è valido, ma un pò breve, mentre la biografia insiste troppo sul Libro d'Or, dedicando molto spazio a miniature che non sono neppure riprodotte nel saggio. Peccato anche per la ridotta discussione dedicata al ritrattismo di Van Eyck, un altro settore della pittura che, forse, ha in lui il suo fondatore.
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