Klee ha la sua dimora d'elezione nel chiuso, cauto mondo dell'esteta moderno, dove è consentita soltanto un'esperienza frammentaria. Non vi sono grandiosità in lui, non vasti panorami, ma molti piccoli oggetti preziosi. Misticismo a parte, si potrebbe accostarlo al poeta americano E.E. Cummings per il tono della sua giocosità e per il modo in cui questa schiude la via a una forma di serietà superiore. Non a caso Klee e Cummings sono stretti contemporanei; entrambi cercano di tenere a rispettosa distanza lo stesso mondo industrializzato, entrambi si dibattono con un analogo provincialismo. La svizzera città di Berna, ove nacque Klee, è un punto di confluenza della cultura francese e di quella tedesca; la madre stessa di Klee era francese, di Besançon; il padre tedesco. Berna è città internazionale, ma non cosmopolita; e anche Monaco, dove il pittore ricevette la sua educazione artistica, conservava un tono inguaribilmente provinciale, nonostante l'energia con la quale cercava di tenersi al passo in materia d'arte. (Dalla Presentazione di Clement Greenberg)
Libro contenente una analisi critica del linguaggio artistico di Paul Klee, una biografia e l'analisi delle sue principali opere È complesso approcciarsi all'analisi delle opere di arte moderna Capire il significato voluto dall'artista Lettura principalmente propedeutica in quanto ho intenzione di leggere i Diari del pittore che, purtroppo, vanno solo dal 1898 al 1918, perdendo tutta l'ultima parte della sua vita connotata anche dall'avvicinamento al Bauhaus come docente
Un po' di delusione, non certo per l'artista, ma per questa monografia che, IMHO, non è riuscita a cogliere a pieno la complessità di Klee e la pienezza del suo percorso artistico.