Una vicenda allucinante.
La conoscevo già a grandi linee, perché dopo aver saputo che l’autore di “Che fine ha fatto Baby Jane?” si era ispirato a questo fatto di cronaca, avevo fatto delle ricerche (in realtà non c’entra praticamente nulla col romanzo), e mi ero traumatizzata.
La maggior parte delle cose presenti nel libro le si trova tranquillamente in rete, ma qualche dettaglio inedito ce lo propina, come l’abitudine condivisa sia della madre che del fratello alla sporcizia.
Ho imparato anche una parola nuova: bugliolo. E quando capisci che dei buglioli erano lasciati a marinare nella stanza, la stessa stanza dove il fratello e sua moglie dormivano, finché non fossero completamente pieni, beh, l’appetito per qualche giorno lo perdi.
La cosa che più mi ha scioccato, devo dire, oltre alle condizioni in cui versava la poveretta ovviamente, è che una domestica dormisse nella sua stessa stanza. Non viene detto se anche altre prima di lei l'avessero fatto, ma la trovo una cosa ripugnante. Mi immagino finire a lavorare in un posto del genere e ritrovarmi a dormire in una stanza buia, sigillata, dall’aria irrespirabile, piena di escrementi, topi e insetti. Come fai ad accettare una situazione del genere?
Che si trattasse di reclusione volontaria, forzata, o un mix delle due cose come pare essere, non lo sapremo mai.
Gide però poteva impegnarsi un po’ di più, considerato che redige il libro a distanza di anni dagli eventi, doveva fare più ricerche. Non fa neanche sapere che fine abbia fatto Blanche (che lui chiama Melanie, il perché non si sa).