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La ianara

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Adelina ha un destino segnato: quello di diventare ianara, come sua madre, come sua nonna. Al pari di loro, sarà in grado di attraversare ogni porta, anche quella che separa la vita dalla morte. E sarà dannata. Vivrà sui monti dell'Irpinia - una terra apparentemente remota dal resto dell'Italia - come una bestia selvatica; gli uomini e le donne verranno a supplicarla di aiutarli quando avranno bisogno di curarsi, di vendicarsi, o di liberarsi di un figlio non voluto - e la schiveranno come la peste se oserà avvicinarsi alle loro case. Per sfuggire al suo destino Adelina attraverserà «paesi, boschi e campagne», finché non giungerà in vista di un grande e magnifico palazzo: vi entrerà come l'ultima delle sguattere e - sorta di funebre, allucinata Jane Eyre, schiava amorevole e possessiva fino al delitto -servirà e accudirà con assoluta, cieca fedeltà il signore di quel luogo. Gli rimarrà accanto anche quando il palazzo sarà ridotto a una splendida rovina, quando più nessuno ci metterà piede per paura della maledizione che aleggia su di esso dopo gli eventi funesti (omicidi, apparizioni misteriose, un suicidio) che vi si sono succeduti - e lei, Adelina, sarà rimasta la sola ad aggirarsi silenziosa nelle immense sale vuote. Con una lingua asciutta, potente, evocativa, Licia Giaquinto ci trascina in una trama fitta di storie e di magia, dove animali, uomini, cose si fondono e si trasformano di continuo. Così come è destinato a trasformarsi, di fronte a una minacciosa «modernità», il mondo arcaico che ci si squaderna davanti, e che ha anch'esso un destino segnato: quello di scomparire, per essere evocato solo da chi ancora ha il dono di saperlo raccontare.

193 pages, Paperback

First published January 1, 2010

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9 (8%)
1 star
2 (1%)
Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Becky.
283 reviews4 followers
August 24, 2023
Un libro particolare, ecco di cosa si tratta. Ho fatto veramente fatica a comprenderlo, l'ho trovato confusionario nel spiegare i vari avvenimenti. Mentre sulla scrittura mi sono trovata bene, è scritto in un italiano impeccabile. Ho fatto fatica a capire le frasi in dialetto Napoletano, questa però è una mia mancanza. La ianara è la strega, Adelina è una di loro ma nel libro il suo ruolo di strega è messo in secondo piano rispetto alla vita tormentata che ha vissuto. Crudeltà da parte dei suoi padroni, fin da bambina ha visto scene orribili. Insomma un libro dai toni forti e che non si legge proprio con leggerezza. Lo consiglio? Direi di sì, però deve veramente piacere la narrativa pesante, cruda e vera.
Profile Image for Rossella De Feudis .
77 reviews17 followers
August 11, 2017
Che fatica andare in fondo a questa storia! La scrittura procede a scosse, le immagini nere si susseguono e mi danno cattivo umore e soprattutto di lei, la ianara, non c'è quasi traccia. Il titolo di questo romanzo m'aveva precipitato nei ricordi dell' infanzia, nel nome "ianara" ci sono nonni irpini che raccontano, evocano figure e atmosfere e riempiono il buio di inquietudine e sagome nascoste. Speravo di ritrovare echi di quelle voci in questo romanzo, invece la ianara è sullo sfondo, non c'è nessuna magia. "Questa" ianara è stata una promessa non mantenuta.
Profile Image for Anto_s1977.
797 reviews36 followers
September 30, 2023
"La ianara" è un romanzo di Licia Giaquinto, pubblicato dalla casa editrice Adelphi nel 2010.

È un romanzo storico ambientato nel sud Italia, la cui protagonista è Adelina, una giovane che vive in una casa isolata tra le montagne insieme alla madre e alla nonna, entrambe ianare.
Con il termine ianara si intende una donna che conosce le proprietà delle erbe e le sa utilizzare in ogni contesto.
Le donne della famiglia di Adelina sono malviste, ma nessuno esita quando le deve raggiungere per risolvere una questione pratica, come quella di una gravidanza indesiderata.
Adelina è una ianara, ma odia esserlo. Così, una sera fugge. Semplicemente apre la porta e abbandona la casa di infanzia.

"Non tornerò più indietro, pensava. Era abituata al freddo e alla neve. Avrebbe passato la notte in qualche tana abbandonata da una volpe o da un lupo, ne conosceva molte sparse nel bosco. L’indomani all'alba sarebbe fuggita.
Da quella notte, spinta da un turbinio interno ad andare e andare, per mesi attraversò paesi, boschi e campagne senza mai sentire il bisogno o il desiderio di fermarsi, finché una mattina si affacciò dal costone di una roccia su una valle, e all'improvviso si sentì acquietata. Quasi un angelo, dall'alto, le avesse finalmente sorriso, e le avesse detto: Fermati, sei arrivata. Laggiù sarà la tua casa".

È la casa del conte Aurelio Tancredi, un luogo oscuro dove tanti fatti misteriosi si sono già susseguiti e in cui Adelina trova spazio per dare sfogo alle proprie ossessioni.

Una lettura appassionante, ma non narrata seguendo fedelmente la cronologia dei fatti. Questo aspetto non rende sicuramente agevole la lettura e, spesso, è necessario cercare di rimettere insieme i pezzi del puzzle per riannodare i fili della narrazione.
Tuttavia, è una storia che cattura l'attenzione, stuzzica la curiosità e immerge il lettore in un'atmosfera irreale, misteriosa e, per certi versi, magica.
Profile Image for Ricki Fornera.
25 reviews2 followers
May 21, 2024
Storia molto cruda ma affascinante di un paesino dell'Irpinia in cui si muovono creature malvagie e streghe, peccato che la protagonista scompaia troppo a lungo dalla narrazione. Una scrittrice che meriterebbe molta più attenzione
Profile Image for Rachele Callandrone.
48 reviews
March 5, 2024
Ci vuole sempre una buona dose di magia e di superstizione ancestrale.
Peccato per il finale un po' affrettato.
Evviva i piccioni.
322 reviews4 followers
August 8, 2013
L'ho letto in seguito ad un consiglio ed è un libro abbastanza strano da essermi piaciuto. Chi vive nel sud dell'Italia probabilmente sa cosa è una 'ianara', per chi invece non conosce il termine, diciamo che si può tradurre con strega.

Un libro, quindi, che narra la storia di una strega, ma non di quelle da favola, con la scopa ed il calderone, ma di quelle vere, che conoscevano le erbe, rimedi naturali, ma anche malefici, incantesimi che sapevano come togliere la vita e simili.

Conosciamo Adelina quando ormai è anziana e, attraverso i suoi ricordi, apprendiamo la sua storia. Di come sia fuggita dalla madre e dalla nonna (ianare anche loro), in cerca di un altro destino e di come invece, certe cose ti accompagnano sempre.

Buona parte della storia, per la verità, è incentrata anche su un altro personaggio, la Signora, moglie del conte, donna detestata da tutti al pari del figlio. Quando finalmente muore, il contado inizia a declinare, quasi vi avesse scagliato una maledizione nei suoi ultimi istanti. Si dipana così una storia fatta di superstizioni e misteri, dove tutto sembra magico e dove tutto può avere anche una connessione logica.

Mi è piaciuto molto quest'aspetto del libro, questo dualismo che mostra un fatto che letto dall'esterno può sembrare normale, ma visto con gli occhi dei personaggi assume contorni magici e, spesso, demoniaci. E' la forza della superstizione, delle credenze, delle parole, sussurrate o urlate, a far muovere le persone e a gettare la casa e i campi sempre più in rovina. Superstizioni che si auto alimentano sempre tramite le parole, così se un contadino cade dall'albero e si rompe la testa, non è per distrazione, familiarità al pericolo e simili, no, subito si racconta che gli è 'apparsa la defunta Signora che lo ha spinto giù'.

In tutto questo Adelina non c'entra, è un'osservatrice silenziosa, ma sa cosa ha portato la Signora al suicidio e la comprende. Ed allora entra in scena.

Per la verità avrei preferito che la sua parte fosse più lunga o, quantomeno, avrei voluto che ci venissero mostrati i suoi pensieri durante i vari fatti che turbano l'andamento della casa. Invece l'autrice fa lunghe digressioni che alla fine convergono e spiegano, ma in cui ad Adelina si fa pochissimi riferimenti.

Viceversa anche quando entra effettivamente in scena, l'impressione è che, tutto sommato, la protagonista non abbia niente da dire. Fa il suo lavoro, si limita ad osservare e, raramente, a commentare (spesso dentro di sé, è una protagonista silenziosa, anche nella vita). Interviene solo quando, a sua volta, verrà travolta dall'amore e, con esso, dalla gelosia.

Personaggi: Adelina che si presenta come protagonista della storia, pur rifiutando questo ruolo. E' una figura che prova ad opporsi al proprio destino, che cerca altrove una vita normale, ma che finirà per percorrere un sentiero già tracciato. La Signora, persona così crudele da viva che le vengono attribuiti misfatti anche dopo la morte, compreso il maleficio che si dice abbia colpito la casa e che è causa di molte morti e della rovina del contado. Solo Rosa, personaggio a suo modo positivo, prova a contrastare gli effetti negativi, ma a sua volta lo fa tramite superstizioni e dicerie che non ottengono l'effetto sperato. Altra figura che compare spesso è il Conte, ma non è quasi mai rilevante. Lo vediamo solo attraverso gli occhi di Adelina che nota cosa sta combinando e, nella migliore tradizione femminile, non gli attribuisce nessuna colpa, preferendo ritenere una bimba innocente come figlia del demonio e adescatrice.

La narrazione è in terza persona e l'autrice spazia nei luoghi, nei tempi e tra i personaggi per raccontare la storia di tutti, fino al suo tragico epilogo. Lo stile adottato è molto particolare, quasi mistico e contribuisce enormemente a creare l'atmosfera ideale del libro. Non sarebbe stata la stessa storia se raccontata in modo diverso. La scrittura è piuttosto scarna e stringata, con frasi brevi e incisive.

Giudizio finale complessivo: Come dicevo si tratta di un libro piuttosto strano, un racconto di donne, di streghe, avvolto da dicerie e superstizioni. A me è piaciuto davvero molto nonostante la fortissima negatività che lo pervade. Non si tratta di streghe buone, questo è certo. Per contrasto l'ho trovato anche una lettura piuttosto rilassante a causa della sua semplicità e dei pochi personaggi presenti.

Voto: 7/10
Profile Image for Elle.
386 reviews
June 30, 2022
⭐⭐⭐⭐ ½
Evocativo, potente, poetico, coinvolgente...

Una lettura destabilizzante, nella quale sono davvero inciampata per caso. E che mi trattiene dall'eliminare il mio account instagram che uso solo per tener traccia dei piccoli momenti del quotidiano, per trattenere quelle cose stupide ma piacevoli e respirarle nei momenti più complessi.
Ma sto divagando. Riposizioniamoci.
Dicevo: un incontro assai casuale, questo mio con l'opera della Giaquinto, la talentuosissima scrittrice di origini sannite, che sa scrivere e sa farlo con una maestria che nulla ha da invidiare alle Madeline Miller sparse per il globo (e chi per lei).

Sto in fase di ricerca e documentazione per la scrittura del mio libro sulle streghe e macino saggi, narrativa... in breve, materiale sull'argomento. E su instagram mi sono imbattuta in una ragazza che aveva letto questo libro e ne parlava, per sommi capi. Dopo un velocissimo giro su internet me lo sono procurato: e che bellezza!!!

Adelina, che incontriamo ormai quando è già avanti con gli anni, lavora presso il Conte del paese. Adelina è una "ianara", il termine che da quelle parti è riconducibile a "strega". Lei, come sua madre e sua nonna prima di lei, conosce le erbe e le loro proprietà; sa curare i malanni, far nascere, aiutare a morire e alleviare gli affanni. Anche se certe "soluzioni" - adottate da sua madre e sua nonna - per le quali le donne di qualsiasi estrazione sociale bussavano a ogni ora alla loro porta di quella casetta persa in mezzo al bosco - a lei non sono mai piaciute. Puzzavano di sangue e di urla e di mani tremanti. Loro, le ianare, erano le uniche capaci di aiutare in casi così disperati. Eppure questo loro mettersi in gioco e aiutare non le salvava dall'odio della gente, dalle cattiverie, dalle dicerie e dalla malevolenza.

Adelina vuole cambiare il proprio destino. E allora lascia tutto e se ne va. Trova da lavorare presso la casa del Conte come sguattera. Rosa, la donna di servizio, è saggia, schietta, diretta. Di polso... le insegna tutto e le racconta di quella casa popolata da figure silenziose, bizzarre, malevole.
E Adelina osserva e non fa domande. Ma le basta osservare e ascoltare per capire in che universo è piombata...
Osserva il Conte e la sua ossessione per quella bambina che sgattaiola sempre in giro, libera e ribelle come la vita. Come l'aria. E quanto quell'ossessione attira maledizioni sulla Casa.
Osserva la Signora, sempre ostile e rabbiosa. La vera strega potrebbe essere lei.
Dovrebbe essere lei.
Osserva il figlio, la sua spietata arroganza. L'estremo egoismo e la prepotenza di chi è stato cresciuto secondo il principio che può prendere quello che vuole e non pagare mai le conseguenze delle azioni, per quanto riprovevoli.

Nutre, dentro di sé, sensi di colpa, inadeguatezze, amori, passioni e gelosie. Un animale ferito, abituato a credere di valere troppo poco per ambire ad altro che non siano scampoli.
E a volte neanche a quelli.

Uno stile evocativo, struggente, un ritmo incalzante. Un romanzo che è stato rivelazione.

Consigliatissimo
Profile Image for Nilo Di Stefano.
416 reviews39 followers
April 22, 2016
Nonostante sia evidente il gran lavoro di ricerca delle tradizioni e delle leggende di paese, la trama è confusa e troppo veloce. La lettura risulta caotica, specie nella prima parte, come se si volesse finire il libro in un margine di tempo molto breve, un vero peccato non aver rallentato per un attimo. Tuttavia, la parte finale rende bene l'idea di un certo periodo della vita contadina di un'epoca ormai passata, una cartolina con continui contrasti. Allo sfarzo del signorotto di paese, si contrappongono povertà e sacrificio, alle passioni più o meno lecite, si contrappongono gelosie e invidie, alla natura incontaminata e alla luce, si contrappongono la pazzia e la morte.

Rimane amarezza una volta terminata la lettura della Ianara, una nostalgia malata, per un tempo colmo di misteri ed allo stesso tempo portatore sano del retaggio culturale di un determinato popolo. Un periodo fertile e pulito, ed allo stesso tempo cupo e ingiusto.
Un casolare abbandonato, che chiede un risarcimento di sangue, di morte, a chiunque varchi la soglia, un'autostrada che non riuscirà a passare su quel terreno. Non allo stesso livello di Accabadora della Murgia, ma di sicuro un buon tentativo di fotografare una società antica attraverso la tradizione, il mistero e la narrazione.
Profile Image for Lisetta.
142 reviews7 followers
September 1, 2012
Questa �� la storia di Adelina, la ���ianara��� colei che riesce a comunicare direttamente con le anime. Adelina �� anche una specie di strega/maga, fin da piccola ha imparato dalla nonna e dalla madre l���uso sapiente delle erbe che,trasformate in pozioni, sono in grado di far dimenticare ma anche ricordare, in grado di far dormire ma anche morire.

Cos�� questa storia si trasforma bene presto in una "favola noir", sostenuta dalle chiacchiere, dai pregiudizi, dalle credenze e maldicenze popolari, dalle maledizioni, dai segreti che ognuno porta con s��, nella propria storia.

Una bella narrazione, incisiva,ma purtroppo non avvalorata da nessuna novit��, tutto in questo libro, sembra gi�� scritto, e gi�� letto e riletto.

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