Attribuito ad un sedicente "conte De la Trompette medico del cavallo di bronzo ad uso delle persone costipate" è databile al XIX secolo ed è stata pubblicata come appendice al "Journal d’un Genie" di Salvador Dalí nelle Éditions de la Table Ronde. http://cvc.cervantes.es/literatura/ai...
"È davvero imperdonabile, Lettore, che pur scoreggiando da tempo immemorabile tu non sappia come e perché lo fai, e come andrebbe correttamente fatto. Una tale materia, infatti, è sempre stata vergognosamente trascurata dalla Scienza, che la reputa indegna d'esser trattata, non ritenendo di poter scoprirvi nulla d'interessante. Grossolano errore. Petare è un'arte, dunque una cosa utile alla vita, come sostengono Luciano, Ermogene, Quintiliano e molti altri ancora. In effetti, saper petare correttamente è più importante di quanto solitamente si ritenga. Infine, si può petare con metodo e con gusto, come saprò dimostrarvi in questa trattazione."
Books can be attributed to "Anonymous" for several reasons:
* They are officially published under that name * They are traditional stories not attributed to a specific author * They are religious texts not generally attributed to a specific author
Books whose authorship is merely uncertain should be attributed to Unknown.
Beh, con un libro così mi verrebbe da dire: “Fuoco alle polveri!” e invece la scintilla non scatta mai, si capisce subito che ‘tira una brutta aria’… Si tratta di poco meno di un centinaio di pagine, eppure ci ho trovato una ripetitività esasperante, di quelle che portano l’attenzione sotto la soglia dello zero e ci si lascia distrarre da qualsiasi cosa in grado di rompere questa monotonia. Si ammantano i peti, e pure qualche rutto, con citazioni poetiche, si filosofeggia sulla loro natura salutare per il corpo quanto per lo spirito. Una particolareggiata dissertazione sulla loro origine, la divisione in categorie e le abilità di chi le produce… finanche aneddoti che riguardano il maligno; ma alla fine della fiera ci si riduce sempre a quelle quattro banalità in croce. Ho trovato buffo l’esprimersi in tono così ricercato rispetto a tale argomento che comunque non è riuscito a sviare dalla mancanza di contenuto. Mi aspettavo molto quantomeno sul finire, dal capitolo: “Stratagemmi per dissimulare un peto, a beneficio di coloro che sono schiavi dei pregiudizi” – sperando di trovarci qualche comico escamotage per uscire dalla situazione, e invece niente, alcune righe sbrigative sulle tattiche ‘tradizionali’ ed è finita lì. Morale della favola: petare è bello! (Magari avranno pure ragione ma questo libro di certo bello non lo è). Ho comunque dato 2 stelle perché trovo il titolo molto divertente e gli hanno anche messo una bella illustrazione artistica propriamente indicata… Peccato siano le uniche due cose buone che ho cavato da questa lettura.