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Bora

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Come vive e cosa prova chi è stato sradicato dalla propria terra e allontanato dalla propria gente? E chi, pur restando, viene separato da coloro insieme ai quali è cresciuto, e privato della lingua in cui ha imparato a parlare, leggere, comunicare? Questa lacerazione si può superare o quanto meno accettare, oppure la ferita resterà aperta per sempre? Anna Maria Mori, istriana di Pola, ha lasciato con la famiglia i luoghi della sua infanzia al termine della seconda guerra mondiale, quando sono "passati" dall'Italia alla Jugoslavia. Nelida Milani, anche lei istriana, anche lei nata nella Pola italiana è invece rimasta, rinunciando alla lingua, a molti degli affetti, alla consuetudine con un mondo che veniva snaturato.

239 pages, Paperback

First published January 1, 1998

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About the author

Anna Maria Mori

12 books1 follower

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Community Reviews

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4 (7%)
1 star
2 (3%)
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for italiandiabolik.
260 reviews13 followers
June 4, 2018
Libro scritto a quattro mani, raccontando momenti di vita quotidiana di anni che i libri di storia, nelle scuole, menzionano con poche, lacunose righe: “molti italiani e slavi non comunisti morirono nelle foibe”, e “circa trecentocinquantamila italiani abbandonarono la Venezia Giulia, Fiume e la Dalmazia”.
Tutti gli italiani dovrebbero leggere questo libro, dovrebbero conoscere l’esodo, dovrebbero imparare la lezione della Storia, affinché non accada mai più,
Ciò che (in piccola parte) mi rincuora, è che oggi, finalmente, ci sono le scuole italiane e molte città istriane sono ufficialmente bilingue, riconoscendo il carattere autoctono della comunità italiana.
“In un popolo non colto l’uomo che parla italiano sarà sempre guardato con diffidenza dall’uomo che parla illirico”. N. Tommaseo
Profile Image for Teresa.
39 reviews
February 26, 2020
Bora è una narrazione a due voci, di stile schiettamente autobiografico, dell'esodo istriano compiutosi negli anni '50 del Novecento. Più di trecentomila istriani e dalmati di nazionalità italiana lasciarono in quel frangente familiari, case ed averi, forzati dall'aperta ostilità jugoslava a cercare una nuova vita altrove. Al dramma dei partiti si sommò quello degli italiani che non partirono, precipitati in una condizione di marginalità nel proprio paese natale; ma anche l'arretramento delle condizioni culturali, economiche e sociali in tutta l'area interessata dall'esodo, determinata dalla partenza di lavoratori e professionisti anche di altissima qualificazione.
Il libro trova il suo punto di forza proprio nell'alternanza dei due punti di vista (la bambina partita e la bambina rimasta), e nella acutezza di analisi dei sentimenti che caratterizzarono infanzia e adolescenza delle due coautrici. Il suo limite sta invece, a mio avviso, nella limitata presa di distanza dalla soggettività delle emozioni, che porta a uno stile talvolta segnato dal rancore (cito a titolo di esempio l'insistito uso del termine "drusi" per indicare sloveni e croati: un po' come se leggessimo un testo sul ventennio fascista in Istria, e gli italiani fossero sempre indicati come "camerati"). La soggettività del racconto alimenta anche la sottovalutazione della specularità del dramma della snazionalizzazione, sperimentata dagli sloveni e croati nel ventennio fascista come poi accadrà, a ruoli invertiti, dopo la guerra. Il dramma, proprio perché narrato sulla base dei ricordi infantili, mescola inoltre spesso elementi specifici dell'esodo con altri più comuni, legati alla perdita delle amiche, o della casa dell'infanzia, o al tracollo economico d'una famiglia abbiente. La malinconia del distacco dal sé bambino è un tema straordinario, così come lo è quello della perdita di status legata a qualsiasi traumatico evento; nel mescolare temi più comuni a quello, unico e specifico, dell'esodo, si rischia però di diluire il senso di quest'ultimo.
Profile Image for Franco Pitacco.
228 reviews2 followers
February 28, 2021
Nonostante un po' di difficoltà nel passare da una pagina all'altra è stata una lettura eccezionale.
Piccoli sentito dire della mia infanzia trasformati in spiegazioni di fatti avvenuti mentre vivevo a Trieste. Amici di famiglia istriani arrivati nei primi anni 50, visite a parenti rimasti di là...
Io stesso da ragazzo avevo da ridire sul fatto degli aiuti che venivano dati ai profughi e non a me, di famiglia non certo benestante.
Momenti terribili che questo libro aiuta a capire.
Profile Image for Claire.
361 reviews10 followers
May 19, 2020
Un colpo al cuore. Ritrovare in queste pagine espressioni, piatti, luoghi, emozioni che da una vita mi accompagnano. Ho sorriso, ho pianto, ho urlato di rabbia dentro di me. Istriana, anche se solo per metà, ma fiera di esserlo.
Profile Image for Tiziana.
555 reviews2 followers
February 6, 2023
Libro scritto a quattro mani da due donne istriane, che nel dopoguerra ancora bambine che seguendo le scelte dei loro familiari una viene in Italia, l'altra rimane a Pola.
I loro destini risultano comunque sconvolti.
È ben scritto, crudo e mai banale, storie che raccontano di un vero dramma.
This entire review has been hidden because of spoilers.
3 reviews
October 23, 2025
Un viaggio della memoria nell’istria contesa tra Italia e jugoslavia , con la popolazione vessata ora dai nazi-fascisti ora dai comunisti. I
Un viaggio raccontato da due donne , allora bambine, appartenenti a due famiglie di origine italiana La narrazione è bifronte: un nucleo famigliare rimane , l’altro si rifugia in Italia. Le accomuna , pur nelle condizioni di vita diverse, lo stesso senso di straniamento verso una terra che mal sopporta i profughi ( Italia) e un’altra che perseguita e elimina chi non è andato via (Istria)
Profile Image for Elena.
258 reviews3 followers
June 21, 2024
Ho riletto questo libro a distanza di anni. Si intrecciano due narrazioni,di due coetanee.una è partita, l'altra è rimasta.il confronto permette di comprendere che in questa storia,tra gli italiani, non c'è qualcuno che ha sofferto meno.
15 reviews
March 26, 2025
Un dolore profondo e lancinante, le cui origini si cercano tanto nel mancato dialogo dell'epoca, quanto nel confronto tra chi va e chi resta. Non un semplice processo di colpe, al contrario un analisi narrata di due vite così diverse ma con un denominatore comunque.
Profile Image for Patriarcaettore.
270 reviews8 followers
March 31, 2020
Come vive e cosa prova chi è stato scaricato dalla propria terra e allontanato dalla propria gente. Bello nella sua tristezza.
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