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I libri degli altri: Lettere 1947-1981

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Dall'archivio dell'Einaudi, una scelta cospicua e certo significativa delle lettere di Calvino, che mostrano tutta l'intensità del suo lavoro di scrittore-editore, in un rapporto durato per trentasei anni, dal 1947 al 1983.

658 pages, Hardcover

First published January 1, 1991

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About the author

Italo Calvino

557 books9,089 followers
Italo Calvino was born in Cuba and grew up in Italy. He was a journalist and writer of short stories and novels. His best known works include the Our Ancestors trilogy (1952-1959), the Cosmicomics collection of short stories (1965), and the novels Invisible Cities (1972) and If On a Winter's Night a Traveler (1979).

His style is not easy to classify; much of his writing has an air reminiscent to that of fantastical fairy tales (Our Ancestors, Cosmicomics), although sometimes his writing is more "realistic" and in the scenic mode of observation (Difficult Loves, for example). Some of his writing has been called postmodern, reflecting on literature and the act of reading, while some has been labeled magical realist, others fables, others simply "modern". He wrote: "My working method has more often than not involved the subtraction of weight. I have tried to remove weight, sometimes from people, sometimes from heavenly bodies, sometimes from cities; above all I have tried to remove weight from the structure of stories and from language."

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Ilaria_ws.
977 reviews76 followers
January 22, 2023
La corrispondenza che ci fa conoscere il Calvino che gestiva i rapporti con gli autori, quando lavorava in un ufficio stampa e passava la maggior parte del suo tempo a leggere, revisionare e valutare i romanzi degli altri. Si legge con piacere perchè ci fa conoscere un'altra sfaccettatura di un autore immenso. Bellissime le lettere scambiate con alcuni dei personaggi che hanno segnato la storia della letteratura italiana. Intrigante anche perchè racconta i retroscena che si nascondono dietro la pubblicazione di un romanzo. Interessante e mai noioso.
Profile Image for Alex Di Nepi Finzi.
78 reviews5 followers
June 21, 2017
Illuminante. Il tempo che lui ha speso nel commentare e suggerire miglioramenti ai libri degli altri è per me esperienza preziosa. Per capire se un racconto c'è o non c'è vanno valutati 3 elementi: stile linguistico, organicità o struttura del manoscritto e capacità di dire "qualcosa", magari qualcosa di nuovo. Adesso al lavoro!!!
Profile Image for dammydoc.
355 reviews
December 4, 2024
Italo Calvino: I libri degli altri.

“8 novembre 1950

Caro Elio, ti mando il manoscritto de La paga del sabato, di un certo Beppe Fenoglio di Alba.
Natalia ed io l’abbiamo letto con molto piacere. È un libro che ha molti difetti di lingua e di gusto (in certi punti rasenta la pornografia); ma tutti difetti locali, eliminabili con poche correzioni. E ne salta fuori un robusto narratore, fuori da ogni compiacimento letterario, con un sacco di cose da dire…”

“Elio” è Elio Vittorini, “Natalia” è Natalia Ginzburg, e Beppe Fenoglio è l’autore de Il partigiano Johnny, di cui Italo Calvino mostra di intuire le potenzialità a partire da un singolo racconto.

I libri degli altri raccoglie trecento delle oltre cinquemila lettere scritte da Italo Calvino nel corso del suo impegno editoriale presso Einaudi, a testimonianza di una attività a tratti frenetica, di un lavoro che si articola attraverso il dialogo con gli autori, ricco di spunti, di considerazioni acutissime che prendono corpo in poche righe, dirette, a volte formali, più spesso spigliate, colloquiali: consigli utili in fase di revisione, critiche, rifiuti senza perifrasi ma sempre puntuali e circostanziati.

Non mancano passaggi divertenti, a testimonianza - anche - dei rapporti non sempre privi di contrasti con Elio Vittorini, responsabile della collana I gettoni ed altro nume tutelare della squadra editoriale Einaudi:
“Cara Lalla,
[…] Guarda che Vittorini deve fare il testo per il «risvolto» del tuo libro […] Lui ha una certa pigrizia in questo lavoro e trova sempre scuse per rimandarlo: per esempio che non ha i dati bibliografici degli autori.
Tu telefonagli, dagli i tuoi dati, telefonagli ancora per sollecitarlo; ridettagli i tuoi dati che intanto avrà perso; a un certo punto lui ti dirà che ha già scritto tutto e me l'ha mandato; guarda che non sarà vero, perché lui dice spesso bugie; tu devi dirgli che vuoi leggerlo; lui ti dirà che non ha copie; tu devi insistere finché veramente non si decide a farlo”.

Lalla è Graziella Romano, e il libro di cui si parla nella missiva datata 9 febbraio 1953 è Maria, il secondo romanzo della scrittrice e poetessa piemontese.

Le pagine più accorate sono forse quelle in cui scrive dell’amico e mentore Cesare Pavese, da cui emerge un ritratto rigoroso e pieno di affetto, e chiose che assumono significato universale: “nella vita privata degli scrittori non si va a curiosare, o a torcere il naso, ma si rispetta e studia la testimonianza di vita che deve servire per tutti; perché lo scrittore è un uomo che si fa a pezzi per liberare il suo prossimo”, a proposito della pubblicazione postuma della silloge Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.

Al di là del valore documentale, in grado di mostrare al lettore l’altra faccia dell’impegno letterario dello scrittore sanremese, sono le riflessioni sulla scrittura da cui emergono la visione d’autore, la poetica a rendere prezioso il volume: “io sono materialista e so che la materia del mio lavoro di scrittore sono la penna, la carta, le ore al tavolino, le parole, la fatica di far chiare le mie idee confuse, il confronto della mia scrittura con quella degli altri, la ricerca del segreto di quelli che hanno scritto prima di me e che ci hanno trasmesso quegli strumenti d’espressione che noi continuiamo a sviluppare”, scrive a Luigi Anderlini nel 1951.

Particolarmente di interesse alcune delle considerazioni sul ruolo dello scrittore che emergono dagli scambi, anche da quelli meno compiacenti: “Lei scrive, scrive, ma il guaio è che prova più gusto a scrivere che a leggere, mentre scrivere vuol dire partecipare a un lavoro collettivo, avere una propria idea della situazione della letteratura attuale e di una direzione verso la quale si vuole svilupparla.
Se no le cose che Lei scrive, belle o brutte che siano, non entrano nel discorso generale, cioè non servono” (lettera a Stelio Mattioni, 17 maggio 1965).

Le lettere divengono così spunti di riflessione ed elaborazione di dettagli e sottesi che la carta - vera e propria lente di ingrandimento , anche interiore - mette a fuoco con precisione estrema.

In libreria troverà agevolmente posto sullo scaffale accanto a Il libro dei risvolti e a L’illuminismo mio e tuo, il testo che raccoglie il carteggio trentennale con Leonardo Sciascia.



L
111 reviews2 followers
February 2, 2023
Questa raccolta di lettere, che vanno dalla fine degli anni quaranta agli inizi degli anni ottanta, sono quanto di più interessante e completo si possa leggere sulla vita di un editor che era anche un grande scrittore, e sono un piccolo compendio in progress della storia della letteratura italiana del secondo novecento. È un'esperienza di lettura fantastica. Inizialmente appare un po' frammentaria, ma poi i frammenti si riuniscono e ne viene fuori un racconto su Italo Calvino straordinario, ricco, un racconto che prima è molto legato alla storia della Casa Editrice Einaudi e dei suoi protagonisti indiscussi, primi fra tutti Pavese e Vittorini, ma poi se ne discosta facendo intravedere le pieghe più nascoste di uno scrittore oggi a volte persino sottovalutato e banalizzato, un racconto per frammenti, che fa giustizia di una vita dedicata alla letteratura fra le più raffinate e avanzate del panorama europeo e occidentale, fatta di ricerca continua e sterminata cultura.
Profile Image for Alessandro.
85 reviews3 followers
June 14, 2023
“L'importante è scrivere (no: vivere, e se in questo vivere c'entra lo scrivere bene, se no niente) con questo spirito. Poi quello che abbiamo scritto, quando è scritto è una cosa e come tutte le cose il vento, i tempi, il caso e il diavolo lo portino con sé; ma non pretendano di portare con sé noi, le nostre anime”

Libro stupendo, 300 lettere che Calvino editor ha mandato a scrittrici e scrittori del 900 italiano. Penso davvero che quello sia stato IL momento per la letteratura italiana, unico e irripetibile.
Profile Image for Raquel C. Arco.
156 reviews
February 19, 2025
A Primo Levi (Turín, 22 de noviembre de 1961):

«[...] Tú te mueves en una dimensión de divagación inteligente en los márgenes de un panorama cultural-ético-científico que debería ser el de la Europa en la que vivimos. Tal vez tus cuentos me gustan sobre todo porque presuponen una civilización común que es sensiblemente diferente a la que presupone tanta literatura italiana. Y el fondo levemente provinciano del "libertinaje piamontés" que hay debajo da una fascinación particular a los textos menores del conjunto, como la historia del viejo médico coleccionista de olores, casi un cuento de un Soldati convertido al positivismo.»

Calvino, Italo. «Los libros de los otros (Correspondencia, 1947-1981)». Edición de Giovanni Tesio. Trad.: Aurora Bernárdez. Siruela, Madrid, 2014.

Calvino, siempre imprescindible.
Profile Image for Mauro Barea.
Author 6 books90 followers
September 30, 2021
Esta correspondencia a través de los años no solo está escrita para sus respectivos destinatarios, tampoco se encuentra atrapada en su tiempo. Son cartas que, leídas con atención, van dirigidas a cada uno de nosotros. Si bien somos lectores, o escribimos. Y de paso, nos hacemos una idea del complejo carácter e intelecto de Calvino.
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