Jump to ratings and reviews
Rate this book

Poveri e semplici

Rate this book
«Mi premeva raccontare la breve storia di una fede», così scrisse Anna Maria Ortese a proposito di « Poveri e semplici », il suo romanzo che vinse il Premio Strega nel 1967. «Ho rinunciato, per farlo, a una scrittura consapevole, esigente. Un esperimento anche il mio. Ci vuole un po' di coraggio, oggi, a parlar di sentimenti. C'è da sprofondare lo sento. Ma tutte le altre vie le sento perdute. Pensare è è come attaccarsi a un pozzo dove non si vede più niente. » Con un linguaggio casto e sofferto, animato dalla trepidazione delle prime scoperte, la Ortese ha raccontato una vicenda d'amore e di memoria, una storia milanese ambientata al tempo della Liberazione. È un risveglio alla vita, alla partecipazione umana, dopo anni bui e strangolanti; e la storia di Gilliat, il giovane più bello di Milano, e della ragazza che si credeva brutta, si trasforma, per virtù di poesia, in una scoperta delle umane libertà e delle ricchezze impossibili a sperperarsi che possiede il cuore.

163 pages, Hardcover

First published January 1, 1967

3 people are currently reading
222 people want to read

About the author

Anna Maria Ortese

48 books108 followers
Born in Rome in the year 1914, Anna Maria Ortese grew up in southern Italy (primarily Naples) and in Lybia, the fifth of nine children of a soldier's family often short on money. Like many poor girls of her generation, Ortese left school at age thirteen, initially with the idea of studying (and then, teaching) music in mind; until the discovery of literary romanticism, particularly the writings of Edgar Allan Poe and Katherine Mansfield, and her need for creative self-expression made her turn to writing.

She eventually studied with Massimo Bontempelli, proponent of the "magical realism" she herself would soon make her own as well, and in 1937 published her first collection of short stories, entitled "Angelici Dolori." Her work garnered her native Italy's most prestigious literary prizes (most notably, the 1953 Premio Viareggio for the collection of stories "Il Mare Non Bagna Napoli" – published in English under the title "The Bay Is Not Naples" - and the 1967 Premio Strega for the novel "Poveri e Semplici"), and she is considered one of the foremost Italian writers of the 20th century.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
17 (16%)
4 stars
32 (31%)
3 stars
40 (39%)
2 stars
11 (10%)
1 star
2 (1%)
Displaying 1 - 18 of 18 reviews
Profile Image for Malacorda.
604 reviews289 followers
June 21, 2018
Nel primo racconto, che da' il titolo al volume, lo stile della Ortese non mi conquista granché, con tutti quei punti esclamativi e quel tono di narrazione vagamente sognante. Però l'atmosfera bohemienne della Milano dell'immediato dopoguerra è ben restituita attraverso il suo racconto, e così pure i moti ondeggianti nell'animo di questa gioventù vagamente intellettuale ma che subisce indifesa gli influssi della stagione, dell'epoca e degli imprevisti. Questa volubilità dei protagonisti, i loro umori ondivaghi, rendono la lettura piuttosto lenta. Il tutto si riferisce agli anni del boom, oppure immediatamente precedenti, eppure non so perché ci sono atmosfere che mi danno la sensazione di essere più applicabili alle difficoltà odierne. Ed in effetti, ricollegandomi a temi di attualità (difficoltà economiche, movimento migratorio da sud verso nord) e ripensando a letture recenti, l'appartamento di via San Celso dove si svolge la vicenda - in cui si rielaborano elementi autobiografici - raccontata dalla Ortese, con il suo povero arredamento e la sua atmosfera letteraria, somiglia molto alla stanzetta dove si troverà qualche anno dopo Bianciardi e che sarà descritta in La vita agra. C'era un qualcosa, nell'aria di Milano, che hanno ben colto entrambi, solo che nella prima c'è un ottimismo che poi sparirà nel secondo. Sebbene il racconto narri l'incontro e l'innamoramento tra la scrittrice Bettina e il giornalista Gilliat, quello che ne emerge con forza è una unità di affetti e legami costituita da una famiglia allargata e non convenzionale, fatta non di legami di parentela ma di fratellanza, comunanza, amicizia, dove lo zio di uno diventa lo zio di tutti, la mamma di uno è la mamma di tutti: un gruppo di persone che da un lato sono state messe insieme dal caso, eppure dall'altro lato si può dire che esse si siano scelte come famiglia e vivono un legame più forte e duraturo delle tante difficoltà che la vita può mettere loro di fronte. L'atmosfera di questa piccola compagnia, di questa piccola "comune" è quel che più ho apprezzato del libro intero.

Il secondo racconto è a dir poco faticoso: il tono della narrazione è meno ingenuo e sognante, molto più solido e strutturato, quasi formale, con un periodare ricco e complesso. Però non sono stata in grado di cogliere le allegorie che la Ortese intendeva proporre. E senza capire le allegorie, quel che resta è solo una strana fiaba narrata con un tono serio e importante, una trama arzigogolata e difficile da seguire nello slalom tra realtà e visioni, atmosfere demoniache che in assenza di valida giustificazione sembrano solo trovate halloweeniane, e contorte dissertazioni filosofiche sul bene e sul male e sulla compassione verso gli esseri più deboli e sulla natura del creato tutto, e se esso sia da intendersi come buono o cattivo, se la natura sia una madre oppure una matrigna. Prendendola così com'è, cioè una favola originale, lì per lì mi pareva di apprezzarla più di quel che credevo inizialmente: l'iguana del titolo e "Ocaña", il nome dell'isola immaginaria su cui è ambientata la favola, dapprima non mi ispiravano granché, poi per un poco mi hanno incuriosita, e invece, una lettura davvero faticosa… evidente come l'ampollosità, la ridondanza con cui è raccontata la favola dell'iguana siano la scimmiottatura, la canzonatura di qualcuno o qualcosa… ma chi, o cosa? A lungo andare, procedere nella lettura senza poter dare risposta a queste domande, si è fatto pesante. Ci arrivo in fondo con la vaga curiosità di sapere come va finire la storia - quel poco di trama che ho compreso - ma senza nessuna vera empatia, nessun vero sentimento verso alcuno dei personaggi. Ho provato infine a leggere la prefazione di Alfonso Gatto, per cercare di farmi un'idea del significato di questo ammasso contorto di allucinazioni, ma ci ho capito ancora meno.

Quattro stelle stiracchiate al primo racconto, una stella a tre punte per il secondo. Media: due.
Profile Image for Sara Morelli.
731 reviews78 followers
December 29, 2020
I’ve come to love Anna Maria Ortese’s writing style, it’s simply impeccable. The only problem I had with this novel is the length: it’s so tragically short. I needed more time to get adjusted and grow fond of the characters, for that reason I found it pretty hard to even care at all about the story. This would’ve made such a lovely novel had it been longer.
Profile Image for Laura.
120 reviews8 followers
March 26, 2021
Ambientato nella Milano del dopoguerra, Poveri e semplici è la storia di alcuni amici che vivono insieme, tra ristrettezze economiche e amori difficili. La voce narrante è di Bettina, una ragazza che trasferitasi a Milano da Napoli, cerca di dare una svolta alla propria vita. Attorno a lei vi sono amiche e amici, tra cui la cara Sonia, alla quale Bettina è estremamente legata, e il marito Andrea che fungono quasi da figura genitoriale.

La storia è semplice e breve, e penso che un riassunto della trama non basti a descrivere questo romanzo: è lo stile che non lascia indifferenti e che ne rappresenta l'essenza. Si tratta infatti di uno stile molto scorrevole, che nella sua semplicità ha un che di prezioso: molte sono infatti le descrizione di luoghi o persone che fanno commuovere per la loro dolcezza. Ad esempio mi viene in mente Bettina che si riferisce ai propri coinquilini definendoli sempre la propria famiglia. Ma questa dolcezza altro non è che lo specchio del loro rapporto, fatto di mutuo aiuto economico e morale, ma soprattutto di emozioni condivise, nel bene e nel male. Chiunque legga questo libro non può che ritrovarci dentro un rapporto d'amicizia vissuto e forse è proprio questo che rende il romanzo "semplice", il potercisi rispecchiare o ricordare con amore amicizie passate.
Profile Image for Gianluca.
Author 1 book53 followers
September 4, 2024
Che scoperta questo libro! E che assurdità pensare che è così poco valorizzato rispetto ad altri titoli di questa autrice. Una storia piena di amicizia, solidarietà, di quel senso di "famiglia" che si crea tra persone affini... e poi dell'amarezza ma anche della profonda dignità che deriva dalla povertà. La povertà qui non impedisce ai personaggi di rincorrere i propri sogni o di fare sacrifici per fare un piccolo regalo... gesti rivestiti di meraviglia. Questo libro lascia addosso delle sensazioni contrastanti e molto intense, che ci fanno voltare verso un mondo "semplice" ormai superato e allo stesso tempo ci fanno guardare soddisfatti alla vita pensando: Si soffre, si lavora, ci si sacrifica, ma quanti bei sentimenti siamo in grado di generare se solo ci poniamo nella maniera giusta. Bettina, non ti dimenticherò!
Profile Image for Lee Foust.
Author 11 books218 followers
March 4, 2025
Right up until almost the very end of this novel, although I thought it was very skillfully and even beautifully written, and was perfectly evoking an 18 year old young woman's view of the world from Milan in 1953, I also thought it was a bit hobbled by that and was, at least to me, rather uninteresting beyond this particular character's anxieties, hopes, and her late adolescent crush. (I also kept wondering how such a humble and naif little narrative could have won the coveted Strega prize for literature in 1967.) Then, in the very last couple of chapters, things actually kind of blossomed and the evocation of the time period, the vaguely Bohemian group of friends and roommates who become a family of sorts, the post-war socialist dream, and the love story all came together to finally approach the sublime and I was very impressed. Don't give up on it, read it to the end.
Profile Image for Silvia Girotto.
38 reviews5 followers
November 4, 2018
Di questo libro ho apprezzato molto il fatto che le descrizioni siano presentate in funzione di come appaiono alla protagonista, nessuna statica descrizione di colori, forme, dettagli fine a se stessa, ma tutta in funzione dell'importanza che le cose hanno per il personaggio principale. Sorprendente come le liste di spese che le figure più importanti del romanzo devono sostenere risultino parte della narrazione senza appesantirla. Unica, purtroppo notevole, pecca è la scialba storia d'amore presente nel romanzo, che dall'inizio alla fine non si rivela appassionante come ci si aspetterebbe. In conclusione, questa parte della storia sarebbe potuta essere tolta senza particolari problemi, perché davvero non trasmette nulla, per dare piuttosto maggiori spiegazioni sul lavoro della protagonista. Comunque piacevole da leggere in generale.
Profile Image for Alice.
675 reviews12 followers
February 29, 2024
Non è un romanzo semplice e apparentemente potrebbe sembrare frivolo.
In realtà l'ho trovato illuminante e mi ha invogliato a riscoprire questo filone di scrittrici italiane ma anche internazionali del primo dopoguerra.
Ammetto l'ignoranza, non conoscevo affatto questa autrice e ho letto il libro grazie ad Instagram.
La vicenda è narrata da Bettina, aspirante scrittrice che divide una casa a Milano insieme ad altri coinquilini.
E' una casa molto animata, frequentata seppur modesta.
I soldi (o meglio la loro mancanza) sono uno dei principali argomenti del romanzo, insieme alla politica, all'innamoramento e ai rapporti tra i personaggi.
Non è una lettura facile ma sicuramente molto interessante e ben scritta.
Sono sicuramente curiosa di leggere altre sue opere.
Profile Image for Enrico Saiardi.
23 reviews
March 9, 2022
Quello che mi piace di Anna Maria Ortese è che era un'anima in pena, lo è sempre stata. È morta in pena, è vissuta in pena.
Era un'esiliata, diceva che per essere felici insieme bisognava vivere distanti l'uno dall'altro almeno di un chilometro.
E proprio questa solitudine che mi attrae quando la leggo.
Mi sembra che avesse capito quanto fosse importante trovare compagnia nel dolore, senza però esserne complice.
Tutte queste cose le ho ritrovate anche in Poveri e semplici, che è un libro dolce, un grido di soccorso.
Profile Image for Annachiara.
53 reviews2 followers
January 11, 2026
Questo piccolo racconto ha una ricchezza e una bellezza che dovrebbe parlare a tutti ma che, sono sicura, molti non saprebbero apprezzare.
La vita che segue davvero le stagioni, l'amicizia e l'amore con le delicatezze di pensieri e azioni che dovrebbero, ripeto DOVREBBERO essere ancora cosa dei giorni nostri ma che in gran parte abbiamo dimenticato, per preferire amicizie e amori più immediati e sicuramente di meno valore.
Un valore che è dato da dolore, tempo e intelligenza.
Profile Image for Valeria Nicoletti.
236 reviews17 followers
December 7, 2022
Ortese scrive mescolando l'animo umano alla natura. La descrizione di un sentimento è come se scivolasse giù dal cielo, si accordasse con le fasi della luna, la direzione del vento, la luminosità delle stelle. Un Premio Strega inaudito, semplice, nel senso più bello della parola, e ricercato come solo la penna della scrittrice napoletana sa essere.
Profile Image for Liliana.
207 reviews3 followers
November 28, 2022
Lo stile della Ortese mi parla e mi riporta in un mondo innocente e semplice, dove gli affetti sono ancora veri e, nonostante i dolori, qualcuno di cui fidarsi c'è sempre. Un mondo senza secondi fini, semplice e vero.
59 reviews
Read
August 2, 2025
Ci sono delle parti molto belle: sul mutare del tempo, sul dolore dei continui addii, sul bisogno di vicinanza e solidarietà, sulla povertà e sulla speranza. Ho apprezzato meno la necessità della storia d'amore.
Profile Image for Francesco Strocchi.
Author 3 books4 followers
July 19, 2018
Illeggibile la seconda parte, L’iguana. Le persone e la Milano di Poveri e Semplici si fa leggere e a tratti mi ha preso.
Profile Image for Alessandro.
85 reviews3 followers
July 22, 2023
“Eravamo, malgrado ciò, veramente artisti? O semplicemente comunisti? O dei poveri sbandati? Chissà.”
Profile Image for Maria Beltrami.
Author 52 books73 followers
May 26, 2016
Il primo romanzo, che da il titolo al libro, è una storia d'amore del dopoguerra, tra giovanissimi o quasi impegnati sia politicamente sia nel costruirsi una carriera letteraria. Il racconto è piuttosto semplice, e sarebbe anche piacevole se il linguaggio non fosse a dir poco impervio, compresso com'è tra arcaismi, stilemi neorealistici e un fraseggiare che farebbe la felicità di qualsiasi insegnante di lettere delle superiori.
Il secondo romanzo, molto surreale e intrigante nell'idea di base, che potrebbe essere stata concepita da un Saramago, è del tutto illeggibile e di una noia mortale.
Giustamente di questa opera della Ortese si è perduta la memoria.
Displaying 1 - 18 of 18 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.