Nello stesso istante, a migliaia di chilometri di distanza, tre ragazzi – Ryan, americano, Morten, danese, e Milla, italiana –, entrano in possesso di una scacchiera ottagonale dall’aspetto molto antico. Il Guerriero, l’Arciere e il Ladro Nero sono le sole pedine rimaste e sembrano invitarli a fare la prima mossa... Appena le toccano però, i tre ragazzi vengono trasportati in un mondo parallelo dove è in corso una guerra sanguinosa e secolare, che un mago ha trasferito sul tavoliere per far sì che il mondo degli uomini continui a esistere. Così Ryan si accorge di essere diventato il Guerriero del Fuoco. Lui, però, non riesce a credere di essere un eroe, e soprattutto che il Ladro Nero, quella ragazza dagli occhi di smeraldo e dall’aria indifesa, sia il suo più acerrimo nemico. Contro ogni regola del gioco, Ryan decide così di fidarsi della ragazza che combatte contro il proprio lato oscuro, e scoprirà che a volte una mossa imprevedibile può cambiare le sorti di una partita.
Dunque… Chi sono? Domanda amletica… a cui rispondo con i pochi dati di fatto. Sono nata a Prato e qui vivo dal lontano 1975. Liceo Classico, Laurea in Ingegneria Elettronica. All’università durante la pausa pranzo tanto per divertirmi (o forse afflitta dai postumi del ‘pranzo’ in mensa) ho cominciato a scrivere assurdità… brevi ridicoli raccontini pseudo horror che troverete navigando in questo blog. Poi ho finito un libro. Un altro e un altro ancora. Ci ho preso l’abitudine perché è un po’ come fare cruciverba. Un giorno ho inciampato in un editore ed eccomi qui.
Dal 2016 mi trovate anche con lo pseudonimo di AVERY Q. ISAACS, ma solo per la fantascienza. Buona lettura!
Mi ha fatto tanto ridere e per i motivi purtroppo sbagliati XD E mi dispiace un sacco vedere così poca cura in un primo libro che leggo in italiano dopo anni e che sulla quarta di copertina prometteva parecchio bene :( Un incipit colmo di ripetizioni, con un paio pure in bella vista nelle prime due righe, non è una buona presentazione. Lo stile è scarno e acerbo, con una punteggiatura a volte troppo… *artistica*, e il lavoro di editing mi sembra proprio… *povero*. Refusi a pacchi (un "tanfo" al posto di "tanto" mi ha uccisa dal ridere al momento meno opportuno XD) e una bella manciata di parole a cui manca l’accento. Altre parole, invece, risultano troppo colte o desuete per essere messe in bocca a un protagonista di sedici anni, e per il target principale a cui il romanzo è rivolto. La cosa più fastidiosa è (citazioni): particolare teschio, grossa spada, corto mantello, semplice sfondo, strana vegetazione, corta tunica, lisi abiti, nero pugnale… e così a oltranza. Monticelli, sei italiana, stai scrivendo in italiano… fallo almeno al 100% e non scrivere al contrario come un’anglofona! FASSSSTIDIO. Le descrizioni sono quasi assenti: "C'erano costruzioni di legno scuro dai tetti a punta come quelli delle costruzioni di montagna [ndGra: notare la ripetizione di costruzioni, BELLO], ma sugli angoli delle case i pilastri tondeggianti erano decorati con figure minacciose piene di denti e artigli, dipinte in colori vivaci" Cosa si intende per costruzioni di montagna? I cottage? Fattorie? Fienili? (e, tra parentesi davvero, se ho capito cosa intende, sono le casette tipiche del cuore montuoso dell’Europa, ma Ryan che è amerrigano non dovrebbe conoscerle così bene) Che bestie sono queste figure minacciose? Sono simili a felini? A Uccelli? Draghi? O sono più simili ai gargoyle? Non costa nulla dire che bestie sono. "Per entrare nelle abitazioni c'erano scale di diverse forme e con differenti decorazioni. Sugli angoli dei tetti gli spioventi erano simili ai doccioni malinconici che facevano da guardia a certe ville" In che senso scale di diverse forme? Detto così m’immagino case con entrate pure con le scale a chiocciola XD E che decorazioni? Vasi di fiori opinabili? E… doccioni malinconici? Com’è un doccione malinconico? E uno felice? E che ville intende Ryan? Non ho idea di che villa abbia visto in vita sua, non viene detto XD Ville di lusso, ville antiche? COSA? XD È tipo la sagra del descrivere il nulla utilizzando come esempio il niente XD "Quello che avevamo davanti era senza dubbio l'Altopiano delle Streghe. Era un posto deserto, dall'aspetto maligno, che probabilmente somigliava a chi l'aveva scelto come rifugio" E quindi? Com’è? L’immagino come una qualsiasi cosa maligna e vaga? Ok, me lo costruisco mentalmente da sola XD Il lettore deve pure fare qualcosa, mica è la scrittrice che deve fare tutto il lavoro XD In pratica tutta la storia si svolge in una foresta QUALSIASI con un villaggio QUALSIASI, via! XD Viva il vago e l’impersonale XD Un particolare allucinante è quanto la gente spesso qui URLI XD Sono spaventati? Urlano. Sono incazzati? Urlano. Sono sofferenti? Urlano. I personaggi passano buona parte del tempo a urlare e strillare come aquile XD E chiunque abbia le mani grandi ha "le mani a pala", la Monticelli non sa come altro descrivere le mani grandi: ci sono solo pale per tutti XD E qualsiasi sentiero o corso d’acqua è descritto come un "nastro", cambia solo il colore: il mondo della Scacchiera Nera è una merceria XD Ah, e non esiste altro tipo di verde che non sia "smeraldo", unica tonalità di verde esistente in tutta la Scacchiera XD I dialoghi hanno la stessa naturalezza di una posa plastica presa per una foto scattata in un momento in cui sei incazzato. Esempio di pathos poco prima e durante un attacco dei nemici, lo quoto perché è troppo "bello": "Mentre attendevamo ebbi un sacco di tempo per riflettere. Non che questo mi aprisse molti nuovi orizzonti… Non potei fare a meno di chiedermi perché l'Ingannatore si preoccupava solo di me e non perseguitava un po' anche Mort. Solo a me aveva rubato la spada, lui il suo arco lo aveva con sé. A me piace il principio della democrazia: gli uomini sono tutti uguali, no? Forse lui non era così pericoloso? O c'era qualcosa d'altro sotto? Rumori lontani attrassero la mia attenzione. Il bosco ondeggiava e scricchiolava intorno a noi. Stavano arrivando; in cuor mio sperai ardentemente di non dover ricorrere di nuovo al fuoco, perché davvero non avevo idea di cosa sarebbe successo questa volta. Aspettammo un bel po'. Alla fine ci attaccarono. Mort aveva ragione, gli aggressori erano molti, troppi. In due parole: erano di nuovo i dannatissimi topi. Da quel momento non sopporto i roditori e penso che i ragazzini che tengono i criceti nelle loro gabbiette vezzeggiandoli come cagnolini sono in realtà succubi di piccoli mostri sanguinari. Si riversarono nella radura scaturendo fuori dalla vegetazione come l'ondata di una piena incontenibile, una massa scura e ribollente di corpi contorti, code aguzze, occhi rossi. Si slanciarono verso di noi ferocemente". Ora… nuovi orizzonti? XD io lì sono morta dal ridere, sia perché per Ryan riflettere in effetti è una cosa nuova, sia perché, voglio dire… evita allusioni quando il protagonista è solo nel bosco con un altro coetaneo MASCHIO XD (vabbé che non faccio testo perché leggo romanzi LGBT friendly un giorno sì e l’altro pure, però…) Il bosco che ondeggia a mo’ di terremoto che non c’è è pure bellissimo XD L’intensità dell’attacco è proprio da panico, proprio uno spreco di parole per descriverlo, dai XD Un, due, tre, ATTACCO XD Ma poi il riferimento ai criceti poteva anche risparmiarselo: non è divertente, è squallido messo così. A una certa ha pure cominciato a impensierirmi la quantità di volte in cui viene citata della violenza a cazzo contro animali o insetti inermi: Ryan che lancia sassi a un topo di fogna senza alcun motivo ma solo perché lo vede, Ryan che ricorda suo cugino che cattura ragni per torturarli, i criceti paragonati a mostri sanguinari… cos’è sta fissazione? Parliamo però adesso di una cosa che mi ha lasciata BASITA. Dall’introduzione sappiamo che i tre protagonisti sono di tre nazionalità diverse (Ryan proviene dagli USA, Milla è italiana e Morten è della Danimarca), quindi il lettore è portato a pensare che questi tre personaggi avranno ognuno un’impronta caratteriale diversa, che la propria nazionalità si *sentirà*, soprattutto perché sono 3 ragazzini inglobati in sistemi scolastici profondamente diversi (tipo Ryan è a un passo dal finire l’high school vista l’età, e a 16 anni negli States pensi già SE vuoi andare al college e soprattutto QUALE, e come ottenere una borsa di studio, visto che i costi dei college sono altissimi, mentre Milla è italiana e il sistema scolastico italiano lo conosciamo bene). Invece non c’è alcun confronto, non si nota nemmeno la loro nazionalità diversa, non si nota neanche dal loro modo di parlare e di porsi, a tal punto che sembrano tutti e tre super italiani. Per quel che si può intuire fra le righe, semmai Ryan è del Lazio, Milla del sud Italia e Morten a occhio appartiene alla Milano bene. La loro presunta nazionalità è solo una parola decorativa attaccata alla scheda del personaggio che devono interpretare.
Concentriamoci però su Ryan, protagonista assoluto della prima parte del romanzo e che ci riserva così tante risat… ehm, sorprese XD
Titolo: Ryan Kasalevic e la profondità di una pozzanghera, ovvero "Rendere un protagonista simpatico: ci stai riuscendo male" o "Rendere un protagonista superficiale o irascibile a cazzo: ci stai riuscendo bene" (dipende dall’obiettivo che la Monticelli si era prefissata). (per i personaggi superficiali ed egocentrici ben riusciti e che fanno ridere il lettore CON INTELLIGENZA senza l’uso di battute squallide, vedi alla voce Rick Riordan) - Vive negli Stati Uniti, ma DOVE non si sa, perché come tutti sanno gli Stati Uniti sono una piccola provincia e quindi non ha importanza dove si vive, mica ti forma! (Sfatiamo un mito: gli Stati Uniti sono così vasti che nascere e crescere, per esempio, sulla Costa Occidentale non è la stessa cosa di nascere e crescere sulla Costa Orientale, perché nei due posti vigono addirittura leggi diverse, e non solo: l’ambiente naturale è drasticamente differente fra le due coste e ciò influenza l’economia, lo sviluppo e la crescita di un paese e quindi anche la crescita delle persone che vi vivono. Dire Stati Uniti non basta MAI, un ragazzino cresciuto in California non ha esattamente lo stesso background sociale di uno cresciuto a New York o in Alabama. O nel Montana. Ma tanto per come Ryan parla e si atteggia pare provenire dalla Garbatella *parte la sigla dei Cesaroni*). Tra l’altro, ha il nonno russo, e negli Stati Uniti, se hai origini straniere, dipende in che stato vivi la tua vita può non essere bellissima; ci voleva niente a cercare una reale comunità russa negli States in cui farlo vivere: bastava Google e due click (l’Alaska è tipo una possibile risposta). - Ryan è orfano di padre, e la cosa è descritta come a dire che Ryan è diventato trasgry perché è orfano. Tipo è normale che se perdi un genitore diventi trasgry. - "Era la mia città. Tutto perfettamente in regola così com'era. Anch'io ero perfettamente in regola con la mia città. Sempre di cattivo umore e spontaneamente maleducato; a scuola la strizzacervelli di turno aveva detto che ero soltanto un tipo difficile, ma non senza speranza. Non ancora, almeno. Così, ai tempi in cui successe tutto, lavoravo alacremente per far parte dei senza alcuna speranza. Mi pareva che fosse un gruppo più interessante e variegato di quello dei noiosi secchioni tutti casa e famiglia o dei brufolosi timidi e imbranati. D'altra parte avevo sempre pensato di dover fare qualcosa se volevo che la mia vita cambiasse in qualche modo; nel bene o nel male, non m'importava un fico secco, in quel momento" --> WHAT A TRASGRY! XD Per non essere conformista e noioso fra il rebel, scioccante XD Ed è rebel e trasgry perché non c’ha più il padre, ricordiamolo! - Gli amici evitano di invitarlo alle feste, il perché non è dato saperlo (non avendo una risposta dall’autrice, m’immagino i suoi amici brandire dei crocifissi e dell’acqua santa al suo passaggio, così, giusto per formarmi una spiegazione a cazzum). - "Detesto le ragazze fredde". Attenzione, Ryan non detesta le persone fredde, ma le RAGAZZE fredde, perché evidentemente sono delle bitch, e se una non gliela vuole dare e non fa la carina con lui va detestata in automatico! AH! MILLA UCCIDILO. - "La ragazza dell'unguento per i piedi mi fissava con aria devota. Per l'amor del cielo, non osavo pensare che avesse una cotta per me! Aveva mani grosse come pale e un ridicolo doppio mento ondeggiante, pur non essendo grassa" --> solo pupe belle e magre per Ryan! Bello mettere in ridicolo così una ragazza in un libro rivolto perlopiù agli adolescenti! Bello scriverlo come se fosse una cosa su cui ridere, una battuta divertente! Da quel punto in poi, Ryan chiamerà sempre mentalmente la ragazza in questione "cicciottella" e per un bel pezzo non le chiederà il suo nome proprio, evidentemente perché è il suo corpo a darle il nome e a dire il suo valore, BELLO. MILLA STRAGOLALO. - La gente lo tratta con riverenza e lui s’incazza per principio. WHAT? MILLA PESTALO. - Non capisce come mai Milla si senta in dovere di chiamarlo "Zotico cafone". Di conseguenza per Ryan lei diventa una "strega irascibile", sempre perché se non sei carina e dolce con Ryan allora devi essere detestata, AH! ["Ero incavolato con Milla, quella piccola strega irascibile e non mi riusciva di pensare ad altro. Ma guarda come deve trattarti una a cui hai appena salvato la vita, non una, non due, ma ben tre volte! Non dico che dovesse inchinarsi davanti a me e ringraziarmi (anche se in fondo pensavo che non ci sarebbe stato nulla di male), e neppure che dovesse gettarsi tra le mie braccia, ma quella lì nemmeno si degnava di accompagnarmi in questa ardita e cavalleresca ricerca della spada! E mi aveva dato anche dello zotico cafone!"] MILLA SOPPRIMILO. - "E poi, diciamocelo, le ragazze sono tutte pessime scalatrici di alberi" <-- disse il grande scalatore sessista. MILLA MAZZIALO. - "Lo apprezzai: almeno non mi giudicava e non mi aveva sputato in faccia il suo giudizio come faceva il resto del mondo; anche se non mi era piaciuto troppo il modo in cui aveva detto sei senza speranza!, con quel tono beffardo che le veniva così bene. Non mi andava giù che pensasse di me che ero un tipo di quel genere." <-- ma nelle prime pagine non diceva che voleva fare l’anticonformista impegnandosi a essere senza speranze? XD Eh, se glielo dice Milla, che è la ragazza fredda, non va bene! MILLA AMMAZZALO. - "La mia Jenny, la ragazza più bella del mondo. L'unica per cui sarei potuto tornare a casa anche subito" <-- Jenny che sta con un altro e di cui non si sa assolutamente niente se non che ha gli occhi azzurri e i capelli castani ricci, e secondo Ryan è fica. Si sa solo questo: è fica. Lui è innamorato di lei perché è fica, il suo carattere e la sua personalità non sono nemmeno minimamente accennati o abbozzati. E lui tornerebbe a casa solo per lei. MILLA RUTTAGLI IN FACCIA.
Milla, ovvero "La Grande Stalker" o "La Grande Santa Che Sopporta Ryan", dipende dalle occasioni. Anche di lei si sa soltanto che è italiana, e qui la cosa è solo triste: non pretendevo il nome di una città, nemmeno quello di una regione, ma almeno un accenno a qualche caratteristica del territorio in cui vive che lasciasse intuire la zona… non c’è neanche quello. Ripeto: meglio non dare delle nazionalità a dei personaggi se poi sono solo elementi decorativi. Nulla si sa sulla vita di Milla o della sua famiglia, o di cosa faccia nella vita di tutti i giorni: non viene accennato niente. Il mondo fuori dalla Scacchiera non esiste e mai viene ricordato dai tre protagonisti. Giusto ogni tanto Milla brontola che vorrebbe tornare dalla sua famiglia, mentre Ryan nel mondo reale vorrebbe tornare solo per la fica, e Morten… non è pervenuto. Giuro, non si sa nulla su di lui in più di 300 pagine. Milla potrebbe essere sopportabile, se la sua caratterizzazione non lasciasse un brutto sapore in bocca: sembra essere stata creata in virtù di Ryan, sembra che il suo personaggio sia stato proprio plasmato solo ed esclusivamente per essere tutto ciò da cui Ryan poteva essere attratto, al di fuori di quel ruolo ha ben poco da dire e dare, perché qualsiasi cosa fa sembra essere fatta per scuotere/attrarre Ryan, non per attraversare un proprio arco narrativo.
Morten è impersonale. Se la Monticelli voleva descriverlo come l’elemento che lo caratterizza, cioè l’Acqua, c’è riuscita fin troppo: è un personaggio incolore e insapore, nulla aggiunge alla storia e nulla lascia al lettore. C’è una sua unica battuta trasgry che denota che la sua profondità è pari a quella di Ryan e che i due potrebbero essere dei magnifici compagni di merende: "Ho studiato in Germania e in Inghilterra per un po'. In collegio. Ora vado all'università, ma solo per far spendere un po' di inutili soldi a mio padre, non me ne importa nulla della facoltà di legge." Dopo di ciò, IL NULLA. Anche nel caso di Morten non viene accennato nulla riguardo la sua vita quotidiana o la sua famiglia. Si dice che sia danese, ma secondo me è italianissimo ed è probabile che appartenga a una ricca famiglia milanese, ce lo vedo proprio, considerando che Ryan sa di laziale e di Garbatella XD
Non capisco perché marcino così tanto sul fatto che di Milla non ci si può fidare perché ha in sé lo Spirito del Ladro Nero e ricorda *cose*, visto che pure Ryan e Morten hanno in sé degli Spiriti e ricordano *cose*. Ryan ha pure rischiato di perdere se stesso nel Fuoco perché ricordava la rabbia dei Guerrieri che l’hanno preceduti, quindi il punto qual è? Morten e Ryan sentono così tanto il retaggio di coloro che li hanno preceduti che non si pongono domande quando si incontrano, al punto di allearsi subito – NEANCHE SI PRESENTANO, non si dicono i loro nomi! – e il fatto che i loro Spiriti li possiedano fino a questo punto non è visto come inquietante, ma che Milla in generale abbia in sé lo Spirito del Ladro Nero sì, mah. Anche la faccenda del "fidiamoci di Milla/non fidiamoci di Milla" è scritta in maniera così ripetuta (sempre con gli stessi gesti ed espressioni) che arrivata a una certa annoia e infastidisce.
L’ambientazione purtroppo è vaghissima perché descritta male, ma è facile intuire il suo retaggio, quindi non brilla proprio moltissimo come originalità, per quanto abbia alcuni elementi carini. Il senso dell’avventura c’è tutta e almeno una stellina va data per la costruzione del viaggio dei tre personaggio, anche se molto viene perso dalla poca dinamicità dei dialoghi e dalle atmosfere non riuscite. La trilogia la continuerò per spirito di curiosità, anche se ha un’identità fumosa e poco personale, però nelle notti che seguiranno un dubbio continuerà a tormentarmi: ma che vuole dire la Monticelli con "voce fogliosa"?
PS. non ho ancora aperto gli alti due libri, ma voglio fare due scommesse: - Il padre di Ryan (citato UNA volta) che si dice scomparso in mare anni fa in realtà è nel mondo della Scacchiera: di solito quando in una storia del genere qualcuno scompare non è perché è finito all’altro mondo, ma in un mondo diverso XD - Con tutti sti nomi asiatici che ci sono nel mondo della Scacchiera, scommetto che la pedina dell’Aria o della Terra è cinese o giapponese.
Ho letto questo libro 2 volte, una nell'ultimo periodo, ed una 10 anni fa. Non ricordavo nulla di questo libro se non che mi fosse piaciuto molto e che avessi una crush per l'Arciere (confermata anche dopo questa rilettura).
Lo stile è semplice ed adatto per un romanzo diretto ad un pubblico di ragazzi molto giovani. L'ho letto immedesimandomi nella me stessa di 10 anni fa, quando in prima media si approcciava per la prima volta a fantasy veri e propri e l'ho trovato molto molto carino: - trama non scontata - worldbuilding spiegato molto bene e luoghi molto ben descritti Ovvio ha le sue pecche: - personaggi con poco background (anche se mi ci sono affezionata tanto lo stesso) - dialoghi a volte inutili o infantili (ci sono passata sopra con una risata al pensiero che per alcune frasi 10 anni fa mi sarei sciolta come neve al sole)
Comunque, libro superconsigliato, armatevi di pazienza per trovare il secondo ed il terzo e godetevi il viaggio.
DNF – arrivata a pag. 280 ho abbandonato. Se solo non fosse scritto in prima persona e con una scrittura più scorrevole e non così arcaicamente descrittiva. Trilogia abbandonata ☠️
It’s probably the fourth time I’ve read this book, and I love it as I did agenti I first met Ryan, Milla and Morten. I’d define it as one of the best epic fantasy ever, with some vague reference to MMORPGs (online roleplay videogames): the warrior, the archer, the magician. The dark tyrant to defy.
But hey, don’t think that just for this reason the story is highly predictable or boring. Not with (Ca)Milla on the field, at least. Although I don’t particularly fancy this character because of her terrible, touchy personality, I must admit that she came out as the most developed character in the whole series. Ryan is in fact and adorable, hilarious and selfless guy (despite all his grumbling whenever he almost gets himself killed to save someone - usually Milla), but he’s the usual main hero with a bit more of black humour. Morten, on the other hand, is not exactly well depicted. Maybe because the author wanted to keep a mysterious alo around him, maybe it’s just one of the small flaws of the book. Milla... well, she’s totally unpredictable. Let’s remember that she’s supposed to incarnate one of the opposing paws despite her actually having no interest in becoming the next Dark Lord (well, lady) or whatever. Therefore her mind is constantly fighting against the spirit of the Black Thief inside her. What does this mean? That no reader is 100% sure on which side she will pick until the end of the third book.
Moreover, the whole setting is simply amazing. In how many books have you seen the characters moving on a chess board? A huge, endless chess board, that is. So huge it can contain mountains, forests, caves, oceans, valleys and so much more. You really can never get tired of the description of this world and its inhabitants, its creatures and monsters. Such a pity there’s no map on the inside of the cover! I’d sell my own collection of mangas to have a well-made one to admire.
To conclude, I’d love to spend some words on the ending (don’t worry, it’s a spoiler free review as I promised). You know very well I’m not particularly fond of open endings, except in very few cases. Guess what? This is one of them. In just a few pages you’ll get extremely worried, then relieved and, in the end, totally shocked. The only thing you’ll be able to do at that point is buying the sequel as fast as you possibly can!
If you’ve already read the book, what’s your opinion on it? If you haven’t, have you read any other epic fantasy book with similar kinds of characters? Let me know in the comments!
Pensavo di aver fatto bene a decidere di rileggere per la 4° volta questa saga, perché l'avevo adorata da adolescente e amo tuttora il genere fantasy. Purtroppo pare che negli ultimi anni i miei standard si siano alzati notevolmente grazie ad autori come Michael J. Sullivan e Joe Abercrombie, e che quindi elementi che non mi avevano mai turbata prima in altri libri sono diventati impossibili da ignorare.
PRO: LA TRAMA Cominciamo col dire che adoro il concetto di base del libro: una guerra "mondiale" tra Spiriti e umani che viene racchiusa all'interno di una scacchiera per evitare la distruzione di un mondo intero. In campo, a poter fare la differenza, rimangono solo 8 pedine (4 buone e quattro cattive) che rappresentano 8 diversi Spiriti. Ognuno di questi si incarna di volta in volta in un umano che viene preso dal mondo esterno, in un ciclo apparentemente senza fine. Considerando anche le guerre precedenti che nei libri vengono solamente citate, ci sarebbe davvero spazio per ampliare la saga con diversi altri spinoff, in aggiunta ai tre libri esistenti. Da ragazzina ero rimasta affascinata da quel mondo e trascinata dalle continue disavventure e colpi di scena nella quale erano coinvolti i protagonisti.
COSA NON MI E' PIACIUTO (DA LETTRICE ADULTA) 1) il personaggio principale è insopportabile. Si lamenta di continuo, fa il vittimista (accusando Milla della stessa cosa), è perennemente irritato, cambia idea come minimo una volta ogni due pagine (prima dice di fidarsi di Milla, poi no; prima sbotta perché dice che lo trattano da scemo, poi si chiama scemo da solo) e infine cerca di usare ironia e sarcasmo senza tanto successo. Il fatto che il narratore sia in prima persona e utilizzi il suo punto di vista sicuramente non aiuta. Inoltre, anche i perenni litigi tra lui e Milla a lungo andare diventano abbastanza irritanti e poco realistici 2) parlando del narratore... trovo che il modo in cui parla non rispecchi la sua età. Vengono spesso usate espressioni di registro piuttosto elevato che accetterei da un narratore esterno, ma non da un teenager. Vero, il libro non è estremamente recente, ma nel 2009 ero io stessa una teenager e sono sicura che né io né i miei amici parlavamo così. Sarebbe bastato un cambio di narratore per risolvere la cosa 3) un altro elemento legato all'intreccio che non ha convinto la me adulta è stato l'utilizzo eccessivo degli svenimenti di Ryan per poter cambiare scena. Ce ne sono minimo 5 in meno di 500 pagine. Capisco che possa essere comodo, ma già dopo la seconda volta comincia a sembrare un po' forzato 4) un altro elemento che è stato a mio parere un po' abusato è il verbo "sibilare" usato a seguito di un discorso diretto. Ho perso il conto di quanti "sibilò" ho trovato nel corso della lettura. Credo che molti si sarebbero potuti evitare 5) i personaggi in generale risultano solo abbozzati, probabilmente anche a causa della tipologia di narratore utilizzato. Viene data una descrizione fisica iniziale sotto forma di lista, ma non molto di più 6) all'interno del libro ci sono diversi episodi molto brevi che secondo me avrebbero potuto essere approfonditi un po' di più così da dare meno l'impressione di essere dei "filler" o comunque per fornire maggiori informazioni su personaggi, popoli o sulla storia stessa della scacchiera
CONCLUSIONI Come accennato, è sicuro che un lettore più giovane e meno esposto ad altri autori e saghe più complesse e strutturate rimanga attratto dalla storia proprio come è successo a me diversi anni fa. Ci sono solide basi, che tuttavia non bastano ad un lettore più "stagionato" e con aspettative più alte a livello di stile di scrittura, caratterizzazione dei personaggi e organizzazione della trama. A questo punto non credo che procederò con la rilettura degli altri due volumi per non rovinarmi ulteriormente i ricordi.
Che libro stupendo mi sono appena letta?! LA SCACCHIRRA NERA -Miki Monticelli edito Piemme. Sono fresca della lettura del finale di questo libro che ho adorato dalla prima all'ultima pagina...❤️ in questo libro mi sono imbattuta anni fa in uno scambio libri su un gruppo Facebook per poi scoprire che i due seguiti erano introvabili a prezzi umani... ora, odiando leggere gli inizi di saghe che non posso concludere e avendo letteralmente centinaia di libri ancora da leggere questa storia ha atteso pazientemente finché qualche settimana fa mi sono imbattuta in libro due e libro tre a prezzi "normali", li ho comprati e ho iniziato il mio viaggio del mondo della Scacchiera... Il libro è un fantasy puro , i tre protagonisti si ritroveranno catapultati dal "nostro" mondo al parallelo mondo sulla Scacchiera Nera una volta toccata una pedina e dopo essere stati scelti dallo spirito del Guerriero, dell'Arciere e del Ladro Nero, trovandosi immersi in una guerra che dura da Secoli fra Spiriti della Luce e Spiriti dell'Ombra... anche se sembra complicata la trama in realtà viene spiegata impeccabilmente nel libro, in questo wordbuilding totalmente fantasy tutto può succedere e tutto è concesso. I tre personaggi principali (come del resto anche i secondari) sono caratterizzati alla perfezione, adoro soprattutto il Guerriero del Fuoco, la voce narrante che mi ha tenuta incollata alla lettura con il suo sarcasmo, la sua autoironia , auto critica e il suo orgoglio...ma anche l'enigmatica Milla sa conquistarti il cuore! Il libro è un luuuungo viaggio in cui non ti annoi mai, alla ricerca di Bretaren, la spada del Guerriero rubata e nascosta dall'Ingannatore. I personaggi sono al mio parere il punto focale del libro, ognuno con il proprio carattere e la propria personalità così ben definiti da sembrare reali! Era da un po' che non trovavo una lettura che mi facesse venire voglia di leggere in ogni buco libero della mia giornata... per cui passo e chiudo e vado a iniziare il secondo libro della saga! 💘
Mi ricordo di averlo letto in passato e mi era piaciuto, tanto che avevo recuperato tutti i volumi della trilogia. Quindi le tre stelline sono una media tra le quattro stelline della mia prima lettura e le due e mezzo di questa.
Così, l'ho ripreso in mano come lettura rilassante. Solo che non si è trattata di una lettura rilassante, quanto un lungo e difficile cammino.
Più leggevo e più mi sembrava di rimanere ferma. Non si andava avanti con la trama c'erano solo pagine e pagine e pagine in cui Ryan e Milla si dicevano su di tutto e non avevano fiducia nell'altro. Quando poi succedeva effettivamente qualcosa, allora la lettura diventava molto più interessante. E poi si tornava nella noia.
Forse è l'età, ma Ryan come personaggio principale mi è stato sulle scatole la maggior parte del tempo. Da dargli una scrollata ogni tanto, perché cambiava idea ogni tre pagine. E ne sprecava altre tre per spiegarci perché aveva cambiato idea.
Milla e Morten sono piuttosto evanescenti e non saprei dire nulla di loro. Certo, neanche di Ryan ma almeno è lui il narratore e sappiamo cosa gli gira per la testa. Per gli altri, il nulla.
Ma complimenti alla fantasia e alle descrizioni del mondo. Avesse anche aggiunto una bella cartina, di quelle piene di dettagli tipiche dei libri fantasy, sarebbe stato perfetto. Anche perché avrebbe aiutato a seguire il percorso dei tre protagonisti.
Adesso devo finire i due libri che mi mancano per votare per il premio Friuli Storia. Poi torno al mondo della Scacchiera Nera.
Questa lettura non mi ha convinto molto. La storia entra subito nel vivo,è chiaro quali pedine siano dalla parte del bene e quali del male,tranne quella del Ladro nero che è molto ambigua fino alla fine perchè la ragazza che mantiene lo spirito cerca in ogni modo di ribellarsi al suo destino. Però,mi è mancata un po' la curiosità di sapere quale linea avrebbe preso la trama,perchè quasi tutto viene svelato immediatamente; gli scontri tra pedine e altri personaggi secondari del mondo della Scacchiera sono interessanti, così come i battibecchi tra Ryan,che ha in sè lo spirito del Guerriero e Milla,che invece ha quello del Ladro nero,il tutto condito da un po' di ironia che non guasta. Comunque è solo il primo volume,quindi proseguo.
Ho acquistato questo libro subito dopo la pubblicazione nel 2009 attirata dalla copertina( di Paolo Barbieri ovviamente, solo che all’epoca non ne ero informata) e dal titolo cosí intrigante, solitamente anni fa sceglievo così i miei libri, basandomi soprattutto sul titolo e dando una sbirciata alla trama, e fino ad un certo punto mi é decisamente andata bene, come in questo caso. Il libro inizia con la descrizione del trasporto dal mondo moderno ad uno del tutto inaspettato e particolare, quello della scacchiera, di alcuni ragazzi molto giovani. Tutta la storia si svolge all’interno di questa misteriosa scacchiera ottagonale sulla quale sono fissati da anni immobili delle strane pedine, 8 per la precisione, anche se non tutte visibili all’inizio, e non sono di certo la torre, la regina e l’alfiere, cosa ci sarebbe di strano? Sono infatti il Guerriero, il Ladro, l’Arciere e l’Ingannatore. Ognuno dei ragazzi trasportati all’interno del Tavoliere(il mondo della scacchiera cioè ) è stato scelto da queste pedine, in lotta tra loro da secoli, per interpretare il ruolo stabilito sia dalla parte del bene, come nel caso del Guerriero Rosso o dell’Arciere, sia dalla parte del male, come nel caso del Ladro e dell’Ingannatore. Ma tutto non va come dovrebbe poiché il libero arbitrio dei protagonisti e le loro decisioni, cambiano radicalmente la situazione spezzando un equilibrio secolare…. La trama è davvero molto carina, un’avvicendarsi di avventure pericolosissime ma anche comiche perché spezzate da battute davvero molto simpatiche e divertenti!
Riassunto Ryan, americano, Morter, danese, e Camilla, italiana, si trovano davanti a loro una strana scacchiera ottagonale, al cui interno si trovano alcune pedine. Nessuno di loro sa come si gioca, ne conoscono qualcuno che possa insegnarglielo. Ma nel momento stesso in cui toccano le pedine tutto il loro mondo verrà stravolto e s ritroveranno coinvolti in una guerra che dura da secoli e che pare essere immutabile, già scritta in partenza. Ryan, il Guerriero Rosso , dovrà combattere contro il più fedele alleato dell'Ingannatore, il Ladro Nero, da sempre acerrimi nemici. Ma come può Ryan considerare Camilla sua acerrimo nemico se non si conoscono e lei sembra tutto meno che pericolosa? Decide quindi di fidarsi di lei. Che la sua scelta possa portare a un cambiamento della storia?
Pareri: Ho letto il libro tutto d'un fiato e non mi ha deluso. Beninteso, sapevo che c'era un seguito quindi già mi aspettavo un finale piuttosto aperto. Ma nonostante tutto mi è piaciuto. Per quanto personalmente non ami particolarmente le narrazioni in prima persona, qui mi è piaciuto. É leggero, ironico e scorrevole, quasi non me ne sono accorta. Ovviamente sono rimaste tante domande irrisolte che spero avranno ampia risposta nei libri successivi, ma ho buona fiducia. I personaggi gli ho trovati ben caratterizzati e sviluppati. Avendo ognuno un elemento dominante, sono stati caratterizzati quasi in modo che i personaggi ricordassero proprio l'elemento, a loro assegnato e la cosa mi è davvero piaciuta, perché in qualche modo da una ragione sul perché proprio Ryan sia il Guerriero Rosso e non Morter, per esempio.
Comincio col dire che ho letto 'seriamente' solamente un centinaio di pagine, dopodiché ho iniziato a leggere facendo skimming perché la trama era molto buona, ma sviluppata in modo piuttosto noioso (preferisco immergermi nelle ambientazioni piano piano e scoprire le cose lentamente, invece qui si sprecano pagine su pagine per raccontare ogni cosa e la lettura si fa parecchio pesante) e non mi sono affezionata davvero a nessuno dei personaggi. Questo libro è stato una delusione così grande - lo volevo leggere da tantissimo tempo e quando l'ho trovato a momenti non credevo nella mia fortuna - che mi sento magnanima già anche solo nel dargli due stelle.
Sono rimasto un po' interdetto alla fine di questo libro, non è un volume a se stante, troppo collegato probabilmente con il successivo volume della trilogia, che non ho letto e che non so se leggerò mai. Personalmente ho trovato la trama abbastanza interessante e con delle potenzialità, l'unico vero problema sta nello sviluppo e nella parte descrittiva, non sono mai riuscito ad immergermi in una diversa realtà e non credo sia facile in un mondo in cui si parla di un villaggio, un grande bosco, un altipiano. Per questo motivo non so se continuerò a leggere il resto della trilogia, con un certo rammarico per l'idea di partenza della scacchiera che poteva non essere male.
Ho un debole per le scacchiere, mi affascinano e mi piacciono moltissimo. Motivo per cui questo fantasy mi ha preso subito. La scrittura non è da oscar, ma la storia è secondo me molto carina e molto originale. La cosa che più mi è piaciuta è il fatto delle memorie pregresse, forse un modo semplice per far progredire la storia in alcuni punti, ma comunque una cosa che mi è piaciuta. Il personaggio che più mi ha intrigato in ASSOLUTO è stata Milla e il suo personaggio conturbante. Molto bella la parte nella città di Din.
La storia è avvincente, condita con ottimi e bene orchestrati colpi di scena e per tutta la sua durata si respira una sensazione di epicità che è difficile trovare in altri romanzi di questo genere e indirizzati a un pubblico di "Young Adults". Per la sua capacità di descrivere i luoghi in maniera accattivante, l'autrice riesce a tarsportarti nel suo mondo facendoti sentire parte della scacchiera. Consigliatissimo.
Un libro sensazionale, pieno di colpi di scena ed esilerante! Ho divorato questo libro, come si divora una pizza! Lo consiglio, è uno dei migliori fantasy che abbia mai letto. Unico ed inimitabile. Lo adoro! ❤️