Quando Busi pubblicava libri come Seminario sulla Gioventù e Vita standard di un venditore provvisorio di collant, l'Italia non lo comprendeva. Siccome più si va avanti e più si torna indietro, se Busi dovesse proporre oggi quei titoli per la prima volta, l'Italia non li pubblicherebbe.
Aldo Busi è uno scrittore che ha all'attivo più di trenta titoli, fra romanzi, racconti, scritti di viaggio, diari civili. Un'opera estesa, possente, pari a quella dei grandi scrittori della storia della letteratura. Come questi ultimi, Aldo Busi scrive per rinnovare il linguaggio, per esaminarlo in tutte le sue sfumature, sperimentare, creare, illuminare. I suoi romanzi non si leggono per la trama o per scoprire chi è l'assassino. I suoi romanzi si leggono perché, leggendo i romanzi di Aldo Busi, si legge la vita.
Ciò premesso, Vita standard di un venditore provvisorio di collant è un romanzo in cui l'etica del vivere civile del protagonista e l'estetica del linguaggio si uniscono. Oramai Aldo Busi lo si definisce scrittore difficile per default, quando in realtà basterebbe abbandonarsi al fluire della parola scritta e leggere per il piacere di leggere, per scoprire una delicatezza ritmica e una vitalità espressiva più uniche che rare, soprattutto se paragonate alla maggior parte degli autori Italiani. A dire il vero, poi, sia questo romanzo che il precedente, Seminario sulla Gioventù, sono tutto sommato molto classici nel loro rifarsi, sebbene in maniera molto originale e a tratti imprevedibile, al modello del Bildungsoman. Vita standard di un venditore provvisorio di collant, infatti, è la storia di come Angelo Bazarovi diventa un uomo libero - libero, prima di tutto, dalle seduzioni e corruzioni delle imposizioni sociali di classe. Più classico ed immediato di così!
Ci sono parolacce, volgarità, insulti e bestemmie? Certamente, così come ci sono nella vita. Se ci scandalizziamo per le sfumature del linguaggio dovremmo prendercela con il mondo, non con il linguaggio che lo rappresenta. Si parla di omosessualità? Ovviamente, visto che il protagonista è omosessuale. Se è per questo, si parla anche di eterosessualità, visto che l'antagonista è eterosessuale. In pratica, si parla di sessualità - di come e perché bisogna viverla liberamente, perché in fin dei conti il corpo, coi suoi desideri e le sue pulsioni, è l'unica cosa che non dovrebbe essere posseduta e regolamentata e "normalizzata" da nessunissima istituzione politica o religiosa.
Infine: un romanzo, un grande romanzo, deve piacere al pubblico? No. Un romanzo deve aprire gli occhi, deve gettare squarci di luce sulla misera mostruosità dell'essere umano, deve spalancare le porte della nostra coscienza, ferendoci irrimediabilmente. I libri di Aldo Busi fanno proprio questo - come i libri di Céline, Henry Miller, Martin Amis e, più recentemente e secondo il modesto parere, Christos Tsiolkas. Solo che adesso, chi più chi meno, questi scrittori, a parte le solite censure e i soliti scandalucci, sono osannati in patria. Aldo Busi, essendo Italiano, no.