Una raccolta di raccolte, un vero e proprio contenitore di vent'anni di fittissima attività poetica. Poesie cartolina, resoconti dei viaggi più diversi, poesie travestimento, da Catullo a Pascoli, poesie gioco dove l'esperienza di vita, personale e individuale, si intreccia con l'interpretazione del mondo, l'uomo con la Grande Storia. Un volume fondamentale, che mette in luce la ricerca coerente e lontana dalle mode di un autore che, senza perdere la forza dell'avanguardia, ha sempre saputo comunicare con trasparenza.
Edoardo Sanguineti was an Italian writer. During the 1960s he was a leader of the neo avant-garde Gruppo 63 movement, founded in 1963 at Solunto. He was also an active translator of Joyce, Molière, Shakespeare, Bertolt Brecht, and select Greek and Latin authors. From 1979 until 1983, Sanguineti was a member of the Chamber of Deputies of the Italian Parliament. He was elected as an independent on the list of the PCI.
Il gatto lupesco racchiude i secondi (ed ultimi) 30 anni della carriera poetica di Sanguineti. Come afferma lo stesso poeta, si produce uno scarto rispetto alle precedenti raccolte: lo stile comico, seppur già presente, diventa preponderante e obnubila lo stile elegiaco (per quanto tuttavia in certi componimenti ritorni, come nella raccolta Omaggio a Pascoli). Di conseguenza, in particolar modo nelle prime raccolte, il funambolico sperimentalismo sanguinetiano, verbale e ritmico nella canonica scrittura prosastica, è ancora più accentuato: molto più presente è lo stile propriamente basso, volgare, perfettamente coesistente a ipertecnicismi o a diversi lingue e linguaggi (così come il gergo giovanile, o il linguaggio cibernetico-tecnologico). Ciò che in effetti stupisce, e rende l'idea della grandezza del poeta, è l'assoluta piena padronanza della parola, espressa in una stratificazione semantica cervellotica o sovraccaricando la dimensione fisica del significante. Altra novità di carattere puramente formale è la presenza, nettamente maggiore rispetto al passato, della tradizione poetica italiana, non soltanto nel gioco di continue riscritture e rovesciamenti comici, ma anche nella metrica: nelle poesie varie, oltre ai già presenti sonetti acrostici ed endecasillabi sciolti, compaiono ottave, madrigali e così via. Per quel che concerne i temi della poesia sanguinetiana, il tutto resta ancorato all'inscalfibile materialismo dialettico e storico dell'autore (e diciamo anche carnale), e dunque all'indissolubile legame tra scritto e vita. Assente qualsiasi prospettiva metafisica o simbolica, ciò che s'indaga è la quotidianità (e spesso le poesie assumono una forma semidiaristica) tutta trapunta del consumismo che travolge gli anni '80: tuttavia, tra innumerevoli viaggi ed innumerevoli situazioni (flirt e donne in particolare), l'unico fulcro tematico, così come in Segnalibro, resta l'onnipresente (seppur quasi mai fisicamente) moglie. Devo ammettere che forse per l'essenzialità e per il carattere antilirico, per la senile quotidianità e per l'essere un amore così particolare, Sanguineti è forse tra i più grandi poeti d'amore del Novecento italiano (aspetto che vedo molto trascurato dalla critica). Bisogna dire che quando i componimenti trovano una dimensione anche vagamente gnomica, o quando si produce una seppur minima realizzazione nel filo del conto quotidiano, Sanguineti è a mani basse tra i migliori poeti del Novecento europeo. Ma quando le poesie invece restano in quel vago gioco intellettualistico, in quella dimensione di pezzo di (estrema) bravura ma fine a sé stesso, allora la poesia sanguinetiana è di estrema evanescenza. Tuttavia, resta un poeta ancora oggi da leggere e riscoprire, non soltanto per il suo eccezionale talento, ma anche e (forse soprattutto) per il messaggio politico che permea l'intera sua produzione.