Eigentlich hatte Emilio Bettazzi sich von der Einsamkeit in den toskanischen Wäldern Ruhe erhofft. Doch schon in den ersten Tagen wird er Zeuge mysteriöser Vorkommnisse: Aus einer verlassenen alten Villa dringen allnächtlich qualvolle Laute, er findet grausam zugerichtete Tierkadaver, unheimliche Schatten huschen über Felder. Die Bewohner des nahegelegenen Dorfes scheinen mehr zu wissen, als sie vorgeben. Und so kommt Bettazzi einer Bluttat auf die Spur, deren Ursachen weit in die Vergangenheit reichen ...
Marco Vichi was born in Florence. The author of eleven novels and two collections of short stories, he has also edited crime anthologies, written screenplays, music lyrics and for radio, and collaborated on and directed various projects for humanitarian causes. His novel Death in Florence won the Scerbanenco, Rieti and Camaiore prizes in Italy. Marco Vichi lives in the Chianti region of Tuscany.
Descrizione Emilio Bettazzi, giovane scrittore di Firenze, va ad abitare in una grande casa di campagna che un suo caro amico, prima di morire, aveva preso in affitto. È convinto che su quelle bellissime colline del Chianti riuscirà a scrivere un romanzo. Ma fin dai primi giorni gli succedono strane cose. Sente le voci concitate di un litigio provenire da una villa che, a detta di tutti, è abbandonata da anni per via di una vecchia e terribile tragedia. Vede nella notte una sagoma umana mezza nuda che corre nei campi. E scopre che da tempo ci sono delle stragi di galline e conigli che nessuno sa spiegare, nemmeno i carabinieri. Spinto dalla curiosità ma anche dal desiderio di capire, e forse a suo modo di risarcire i fragili personaggi coinvolti nella vicenda, Emilio cerca di venire a capo di quei misteri, facendo domande, raccogliendo storie, scrutando volti e gesti, fino a spingersi di notte dentro la villa e nei boschi. Quello che scoprirà lo lascerà sbalordito, ma lo legherà per sempre a quei luoghi.
Libro ridondante, la routine di Bettazzi è sempre la stessa : mangia, si fa una cannetta leggera, scrive, dorme, e chiaramente pensa alle donne (per non essere scurrile lo dico così). Aggiungiamo un contorno di desiderio sessuale verso una sedicenne con problemi mentali, nominata dall’autore “demente, matta”. Finale no sense, in cui un personaggio X cambia completamente atteggiamento, solo per regalare una misera spiegazione ad un quarto dei quesiti che ci poniamo (mistero tutto il resto, storie mai risolte). Peccato, perché la storia poteva essere intrigante.
Giudizio duro, mi sa che leggerlo dopo Pete Dexter sia stato un errore. Vichi costruisce una storia banale piena di personaggi stereotipati (la vecchia burbera detentrice del segreto, la nipote picchiatella testimone del dramma, le donnine di paese, l'amico morto, la casa bellissima nel bosco... la solita donna bella e difficile però la si conquista... ufffffff...). Meno male che l'ho preso all'Emmaus, verrà presto riciclato.
Peccato, sarebbe stata una lettura leggera e piacevole, ma il finale è veramente troppo debole. P.S. Ma perchè il protagonista si fa canne di continuo?
Cominciamo bene: nel giro di 10 pagine abbiamo un morto in una bara zincata che poi viene cremato, ed un tizio che pur ammettendo di non conoscere affatto la campagna e gli animali durante una passeggiata nei boschi riconosce il canto di un fagiano.
Dico, la prima edizione è del 2007, che fanno in casa editrice? Giocano a Solitario tutto il giorno?
Altra perla: non so come si usasse nel 1970, ma mi pare strano che i carabinieri, rinvenendo il corpo di un uomo impiccatosi in casa ("l'ho staccato io dal gancio del lampadario"), poi rimettano il cappio a posto e non ripuliscano la scena. Non dico una cosa alla CSI, ma il protagonista si accorge dell'impronta insanguinata di una mano sul muro bianco. 36 anni dopo che i carabinieri non l'hanno notata?
C'era anche un cane ucciso da una fucilata, nella scena. C'è tutto, macchie e schizzi di sangue ovunque, persino lenzuola ancora sporche, ma non i buchi dei pallettoni (mica tutti possono aver raggiunto il cane, no?).
E mo' basta, mollo a pagina 130, a metà, dopo quest'altra perla (ma a 'sto punto direi pirla): "La prima volta che la scopavo me le pagava tutte. A ogni colpo di reni le avrei ricordato una delle sue battute. Sarebbe stato bellissimo".
Der Titel hat mich total angesprochen ,auch das Cover bzw, vor allem das Cover fand ich sehr ansprechend. Ich musste es sofort mitnehmen, auch wenn ich den Autor nicht kannte und noch nie davon gehört hatte. Es war ein spannender Roman, die Geschichte war interessant und man hat mit den Wendungen, die sie nahm nicht gerechnet. Leider missfiel mir die Sprache der Hauptperson gegenüber einer anderen Person (ohne etwas verraten zu wollen) komplett. Das war mir platt und wenig intellektuell. Er wirkte dann etwas "dümmlich" (ich hoffe man versteht was ich meine...). Es ist schwer zu beschreiben, aber die Art und Weise der Gespräche (auch nur mit dieser einen Person) hat mich sehr gestört und da habe ich manchmal auch einfach drübergelesen... Ansonsten fand ich es gut :) sieht man ja auch daran, dass ich es an einem Tag durchgelesen habe - trotz Klausurenphase ! :)
Un thriller che ti tiene incollato alla pagina. Uno scrittore fiorentino si trova, quasi per caso, ad abitare per qualche mese in una cascina in campagna, per cercare ispirazione per un nuovo romanzo. Il panorama è bellissimo, la campagna quasi bucolica se non fosse per strani eventi che cominciano ad accadere attorno ad Emilio. Animali trovati con le teste mozzate, una villa antica con la fama di essere abitata dai fantasmi, strani ululati notturni che sfociano in voci di presenze di lupi mannari. La fantasia che supera la realtà, sembrerebbe, e invece tutto ha (quasi) una spiegazione logica, macabra in certe circostanze e alla fine Emilio, che rimane incuriosito e si getta a capofitto nelle ricerche, riuscirà a capire e a dare una spiegazione a tutto. Anche se la spiegazione,in un caso, va al di là della ragione umana.
A volte mi dimentico di aver letto questo libro. Non si tratta affatto di un libro brutto, ne tantomeno insignificante... però ha questo strano difetto, si dimentica in fretta. Eppure tutto è al posto giusto: Marco vichi scrive bene, in maniera vivace e attenta, la storia è appassionante e misteriosa al punto giusto... Anche l'ambientazione molto classica e un po' inflazionata, la provincia toscana che sembra celare sempre molto più di quanto dia a vedere,funziona benissimo...eppure, ogni volta che lo becco nella mia libreria, devo sempre sforzarmi di ricordare se l'ho letto o meno...
Una lettura scorrevole e non troppo impegnativa per questo inizio d'estate. Il protagonista Emilio, scrittore per professione, si troverà invischiato in strane vicende sullo sfondo delle colline toscane del Chianti. Un libro noir con un tocco horror che si legge piacevolmente e che mantiene vivo l'interesse fino alle ultime pagine.
La quarta di copertina mostra quanto un buon marketing possa far passare per buono e innovativo anche il peggior scritto. La storia ha il sapore di essere una via di mezzo tra l'horror e il giallo. Non è ne uno ne l'altro.
I personaggi sono banali, le situazioni sembrano tirate per i capelli, a partire dall'inizio, dove l'amico morente del protagonista affitta una villa in campagna che, puntualmente, finisce nelle mani di Emilio Bertazzi, il nostro protagonista, sedicente scrittore di successo (un alter ego del nostro autore?). Già partendo dal nostro protagonista, ci troviamo di fronte ad un personaggio piatto, stupido, fastidioso e arrogante, oltre ad essere un inguaribile maschilista. Conosce una donna, Camilla, e subito decide che deve farla sua, costi quello che costi. Vogliamo poi parlare di Camilla? Fastidiosa quanto il nostro Emilio. I dialoghi tra i due, che dovrebbero essere comici, sono in realtà la cosa più fastidiosa che abbia mai letto. Le situazioni in cui si trova il nostro protagonista sanno di falso e stereotipato. I personaggi che lo circondano sono penosi cliché presi in prestito da ben più fortunati racconti e rivisitati in maniera pessima.
Il ritmo del romanzo è lento, noioso, non succede praticamente niente. Ad un certo punto, ho pure desiderato mollare tutto e passare ad un libro di qualità migliore. Non esistono colpi di scena, ci sono un sacco di scene senza senso, situazioni che non vengono mai totalmente spiegate (chi è l'individuo misterioso che si aggira nelle campagne di notte? La povera Rachele, povera donna un pò matta nipote della ricca signora del luogo? il misterioso e sboccato avventore che Emilio incontra due volte in un bar? Un povero ritardato mentale che vive con le monache?), il tutto condito con uno stile che sa molto di riso in bianco scotto e scondito.
I temi affrontati, dal tradimento, all'amore, all'omicidio, alla violenza sessuale, vengono appena sfiorati, pure malamente, e non approfonditi.
E poi, vogliamo parlare dell'omicidio, raccontato in modo scialbo e frettoloso dalla vecchia signora (di cui non ricordo nemmeno il nome, per giunta) nipote di Rachele? vogliamo parlare del modo in cui la madre di Rachele è stata uccisa? Ve lo giuro, quando l'ho letto, ho riso per almeno quindici minuti! Un modo tanto assurdo e, soprattutto, tanto impossibile non poteva esistere. Sicuramente il nostro autore voleva darci un modus operandi originale. Ci ha invece rifilato una barzelletta.
Un omicidio senza il colpevole in galera, uno scrittore fallito, una donna all'apparenza irraggiungibile ma che alla fine si scopa (usando le parole dell'autore).
E poi vogliamo parlare del linguaggio? Volgare, banale, insipido, totalmente privo di lirismo. Mi spiace signor Vichi, ncs: non ci siamo. Sei riuscito a bruciare la mia voglia di leggere altri tuoi libri. Peccato.
Stategli lontano. A meno che non vogliate sentirvi male. Ma, alla fine, è solo un consiglio.
Peaceful but intriguing. Plot develops in a wonderful location and if you've ever been living in a very small town, maybe in remote rural areas, you can understand, and enjoy, all the little anectodes this book is filled up with.