Tiziano Sclavi is an Italian comic book and novel writer, who has also worked as a journalist. Sclavi is most famous for creating the Italian bestselling comic Dylan Dog, started in 1986 and still ongoing, a horror pastiche featuring a paranormal investigator. More than 450 monthly 90-pages long issues have appeared in the series, with Sclavi as the most recurrent script writer in the first decade of serialisation.
Non è successo niente è praticamente il seguito di Le etichette delle camicie. Comunque non occorre aver letto quest'ultimo per apprezzare il primo. I personaggi sono gli stessi identici, e ripartono dove s'erano fermati nell'altro libro, ora però ben più sfatti da depressione, alcoolismo, fobie e psicopatologie varie ed eventuali. Scorrono lungo le pagine, tutti precipitando a spirale in brutti gorghi per poi in qualche modo risalirne, chi più chi meno.
Sclavi prova a fare sul serio e spinge più che mai sul pedale dell'autobiografismo, per dare forma compiuta a una delle sue tesi principe, cioè che il vero orrore non sono zombi assassini e mostri alla dylandog, bensì il nulla del quotidiano. Tesi enunciata ad esempio con sublime chiarezza e rara intensità proprio in Dylan Dog, albo numero 43, Storia di nessuno, pp.42-49. Con sublime chiarezza e rara intensità proprio perché in Dylan Dog, oltre che grazie al supporto della forma fumetto, la più congeniale a Sclavi, là c'erano zombi assassini mostri a dar vigore per contrasto alla tesi dell'orrore del quotidiano spicciolo. In Non è successo niente tutto questo manca, e aiutano poco gli stralci (autocitazionisti, ça va sans dire) di romanzo nel romanzo, cioè i brani di Dellamore Dellavita, un orrore classico con zombi ecc, opera di un certo Tiz (...).
Non ricordo più chi aveva parlato della condanna di chi si sente universi dentro senza riuscire a esprimerli, o qualcosa del genere. Non è successo niente dà a più riprese questa impressione, o comunque ci va vicino. Non aiuta certo una scrittura volutamente ed esageratamente antiletteraria. Una scrittura antiletteria simbolo (o sintomo?) della difficoltà di scrivere, che prova a cammuffare la sua zoppìa in un'autoparodia?
Sì, Non è successo niente è un libro sull'incapacità di vivere che, per uno scrittore, corrisponde all'incapacità di scrivere (e per un creativo di creare). Dramma terribile. Ancor più per il fatto che, per esprimerlo appieno, si deve essere o tornare a essere in grado di scrivere.
Per uno scrittore, il dialogo è la bestia nera, il boss finale, la chimera da affrontare se si vuole ricevere il riconoscimento di campione della narrazione. Il 90% di questo libro è composto da dialoghi. E sono tutti di livello eccelso, ma che dico, di più! E' un romanzo che preme senza sosta sul pedale dell'acceleratore. Ma nonostante questo Sclavi non si dimentica di nessun dettaglio, dallo sviluppo dell'intreccio all'evoluzione dei personaggi (tutti sfaccettati e dolorosamente umani). E' bello anche vedere, a distanza di vent'anni dalla pubblicazione, lo spirito di un tempo dove tutto ciò che per noi è assodato era solo agli inizi (come Internet, il telefonino etc.) con tutti i disagi e le pecche di un mondo appena nato. Davvero un peccato che non venga più ristampato. Merita sicuramente più attenzione.
“Non è successo niente” di Tiziano Sclavi è un romanzo irriverente e imprevedibile che mescola comicità, dramma e riflessioni esistenziali. Con uno stile anarchico e una narrazione non lineare, Sclavi ci offre uno spaccato della sua vita e della sua creatività, tra ironia e malinconia.
Ehh come passa il tempo. Il libro è stato pubblicato nel 1998 ma la Milano che descrive sembra una Milano un po’ vintage. Non è già più la Milano da bere degli anni ’80, ma la sensazione generale è quella di una vicenda collocata in un tempo passato (passato non remoto, ma passato). Poca tecnologia, personaggi, che pur lavorando nel mondo dell’editoria, sono semi-analfabeti informatici, niente social media, insomma non è un romanzo contemporaneo. Ed è però l’ultimo di Tiziano Sclavi, forse più noto come il creatore di Dylan Dog che per la sua attività di scrittore. Sclavi è certamente un personaggio sui generis e se, come sembra, questo romanzo è un po’ autobiografico, deve essere una bella persona. Credo che infatti la cosa che più mi ha attratta durante la lettura sia stata la “simpatia” (nel senso etimologico del temine) per i protagonisti del romanzo: tutti personaggi al limite, tutti affetti da dipendenze gravi (di tipo diverso) ma tutti, nel complesso, positivi. Tutti, compreso quello che dovrebbe essere il “cattivo” della situazione, lo speculatore senza scrupoli. Ecco non sono riuscita a provare antipatia nemmeno per lui. La trama forse sarà un po’ flebile, ma i personaggi ti rimangono dentro.
E' un romanzo che parla della depressione, dell'alcolismo, di sentirsi vuoti, di sentirsi niente. E, per una volta, parla anche di come questi stati d'animo possano essere superati, grazie ad una persona accanto, grazie all'amore. E' un romanzo che può sembrare pessimista, all'inizio, ma alla fine ci rendiamo conto di aver letto qualcosa di ottimista. Recensione completa sul mio blog: http://capitolonero.blogspot.it/2015/...