Versailles, 1774. Giocatore d'azzardo, spadaccino ed ex spia del Doge di Venezia, Pietro Viravolta ha abbandonato la Serenissima per entrare nel Segreto del Re, una rete d'informatori al servizio di Luigi XV. Perciò non è sorpreso quando il duca d'Aiguillon, ministro della corona, lo convoca d'urgenza a corte per far luce sul brutale omicidio di una giovane donna. Tuttavia non può immaginare ciò che l'assassino ha lasciato accanto al cadavere: un'elegante edizione delle opere di La Fontaine e una pergamena, sulla quale sono stati vergati col sangue i titoli di dieci favole e una firma, "il Favolista". Il messaggio è chiaro: qualcuno si appresta a compiere una serie di omicidi, inscenando macabre rappresentazioni delle opere del celebre autore. E c'è un altro dettaglio, ancora più sconcertante: quattro anni prima, lo stesso Viravolta aveva ucciso un agitatore politico che si faceva chiamare il Favolista... In bilico tra lo sfarzo abbagliante di Versailles e gli oscuri meandri di una nobiltà inquieta, la spia veneziana verrà risucchiata in un vortice di tradimenti, inganni e morti efferate, un vortice che potrebbe cambiare il destino del regno di Francia...
Kažkaip neapsižiūrėjau, kad tai antra ciklo dalis. Tik beskaitant kilo įtarimas, kad aibė nuorodų į ankstesnius įvykius – ne šiaip sau. Na, bet kas pakliuvo į rankas, tas pakliuvo. Kita vertus, knyga be didesnių praradimu skaitoma kaip atskiras kūrinys. 1774-ieji, Liudvikas XV tyliai gesta savo apartamentuose Versalyje. Bet – „Le roi est mort, vive le roi!“. Ir sostan sėdasi jaunasis Liudvikas XVI. O tuo tarpu valstybės priešai rezga sąmokslą, kuriam kelią užkirsti gali tik Slaptoji Tarnyba. Ir, be abejo, jos legenda – Juodoji Orchidėja, venecijietis Pietro Viravolta. Arnaud Delalande parašė tipišką romaną apie Jamesą Bondą. Dzin, kad veiksmas rutuliojasi XVIII amžiaus pabaigoje. Vis tiek čia yra ir sava(s) M, ir, be abejo, Q, kuris aprūpina Viravoltą savotiškais triis riešutėliais Pelenei. Na, ir savaime suprantama, Viravolta pateks į tokias situacijas, kuriose būtent tie „riešutėliai“ taps idealiausiais įrankiais išsisukti. Kol kas viskas skamba pusėtinai, bet. Delalande neapsiriboja bondiada, jis čia dar įpina tipišką serijinį žudiką, kuris savo nusikaltimais iliustruoja Jeano de La Fontaine‘o pasakėčias. Ir tas dar būtų pusė velnio, bet. Pasakojimas kiek chaotiškas, linija su pasakėčiomis ir Pasakoriumi trūkinėja, sykis nuo sykio įsipina wikipediniai intarpai apie Versalio sodų išplanavimą ir panašiai. Taip, tai tarsi reikalinga pasakojimui, bet atlikta pernelyg negrabiai. Jei ne tas chaosas pasakojime, jei viską kiek sklandžiau sudėliot, galiojo būti puikus nuotykinis trileris istoriniame fone. Dabar gi – skysti trys iš penkių. Nors noro susirasti bent jau pirmąją dalį galutinai neatmušė. Gal, kada nors.
Dopo aver letto La Trappola di Dante, primo libro sulle avventure di Pietro Viravolta, avevo paura di iniziare questo secondo libro, perché nel primo mi avevano annoiato oltremodo gli spiegoni lunghissimi che interrompevano il fluire della trama.
Alla fine ho deciso di dare comunque una possibilità a questo volume (in fondo, oltre che essere il secondo, è l’ultimo della serie) per vedere se la mio opinione sul lavoro dell’autore sarebbe cambiata.
In effetti, per come ricordo fosse impostato il precedente, qui devo ammettere che gli spiegoni sulla corte francese negli ultimi decenni prima della rivoluzione sono piuttosto limitati: ci sono, e a volte risultano anche fastidiosi, ma non a livello di quelli del primo libro. Se però il primo libro non ci fosse stato, di sicuro mi sarei lamentata, quindi il problema non è del tutto risolto.
In compenso, ho trovato la narrazione molto frammentaria, poco scorrevole, con molti inciampi che mi costringevano a rileggere paragrafi su paragrafi per capire i passaggi: mi domando se si tratti di un problema di traduzione o proprio di stile, in ogni caso queste interruzioni mi proiettavano fuori dalla storia impedendomi di immergermi del tutto nella narrazione.
La trama all’inizio sembra promettere bene, ma a ben guardare lo schema dei delitti ispirati alle favole di La Fontaine appare a dir poco forzato e l’identità del colpevole... beh, non aggiungo altro per evitare spoiler, ma direi che per me è stata una delusione.
Tra un difetto e l’altro, posso dire che questo autore proprio non mi ha entusiasmato e la mia esperienza con la sua opera può concludersi qui senza rancore o rimpianti.
E' il primo libro che leggo di questo autore e mi è piaciuto, anche se non non lo metterei tra i miei preferiti. In particolare ho apprezzato l'utilizzo delle fiabe come filo conduttore, mentre l'ho trovato un pò pesante in alcuni punti. Ad esempio nel modo di descrivere i giardini di Versailles, elenchi infiniti di nomi! Leggendo si capisce che c'è un libro precedente, stesso protagonista ma storia diversa, che però avrei letto volentieri per definire un pò meglio il personaggio principale e la sua famiglia. Tutto sommato un bel libro, una lettura veloce e poco impegnativa.
Las cien primeras páginas avanzan muy poco la historia, lo cual me hizo tediosa la lectura. Además, era bastante evidente que el autor quería meter la Historia de Francia con calzador. Los diálogos son aceptables pero, ¿dedicar un capítulo completo para explicar el reinado de Luis XIV, y otro capítulo que explicaba la muerte de Luis XV? Quizá para un fanático de la Historia francesa sea un material imprescindible, pero si se es un novato en el tema, no hace más que alejarnos del género narrativo. Por otro lado, las cincuenta últimas páginas tienen mucha acción, y están muy bien escritas (hasta que las 5 últimas páginas del libro vuelven a meternos Historia).
In realtà mi sono fermata a circa il 60%. E' un libro brutto, in cui non si riesce a salvare nulla. L'attenzione alla storicità e/o all'ambientazione è nulla. I personaggi sono mal caratterizzati (protagonisti e avversari compresi) La trama è scialba, senza senso, e confusionaria in parecchi punti (considerando che dovrebbe essere un giallo, non c'è alcuna suspence né curiosità) Non avevo alcun interesse a leggere il finale.
"Sono arrivata ad un punto della mia vita in cui mi sono resa conto che ci sono tanti bei libri da leggere e poco tempo a disposizione per leggerli tutti, quindi ho deciso che, se dopo averne letto all'incirca un terzo, un libro non mi prende, lo abbandono senza pieta'. Adieu Delalande! Prosa piatta, storia piatta, quasi un Harmony con qualche pretesto da "giallo". E via per lidi migliori!
Un tueur en série dans les jardins de Versailles, sous Louis XVI. Une jeune reine menacée. Un agent secret vénitien. Des fables au goût de sang. Des espions anglais, des inventions diaboliques, des secrets d'alcôve, des crimes énigmatiques, des histoires que vous n'oublierez jamais.
Non mi ha entusiasmato più di tanto. Alle volte, l'autore s'è fatto prendere la mano e ha descritto delle scene veramente poco probabili, in cui i personaggi più che 'spie' sembravano gli Avengers.