Storie. Storie di tango e storie da tango. Escono piano ma con sicurezza dai testi originali in spagnolo, e dalle traduzioni italiane; si fanno raccontare, spandono tracce di sentimenti lungo versi semplici ma efficaci. Non solo la musica e il ballo, che piú di tutto, e giustamente, ci sono finora arrivati, ma anche le parole sono importanti per definire il profilo di un mito moderno dentro il quale non è impossibile ritrovare un nostro gesto, una nostra tenerissima, in certi casi elementare, emozione. Tango e nostalgia, tango e donne, tango e amore, sudore, albe, penombre, fiori alle finestre e nuvole di fumo, sesso e tenerezze, lacrime e volgarità, coltelli e colombe infreddolite... Il tango è tutto questo, e soprattutto è Buenos Aires. Inscindibili tra loro, come sottolineava lo stesso Borges: «Si direbbe che senza i crepuscoli e le notti di Buenos Aires non possa nascere un tango, e che in cielo attende, noi argentini, l'idea platonica del tango, la sua forma universale...»
Dal 1905 al 1997 le parole dei più bei tanghi con testo a fronte.
Si tratta di un libro con alcuni testi delle canzoni di tango e la loro traduzione. Solo che spesso la traduzione è letterale, mentre i brani sono scritti in lunfardo, quindi il significato cambia completamente.
Il tango non è solo musica e danza, ma anche poesia. Ce lo ricorda questa antologia di canzoni da "La Morocha" del 1905 a "Pobrecita la ficciòn" del 1997. E dopo?