Direttamente dal III secolo dopo Cristo un vero e proprio manifesto del vegetarianismo. Porfirio ci consegna il principale testo filosofico dell’antichità che legittima la dieta priva di carne e scrive una pagina nuova su un possibile sostentamento alternativo. Un testo antico ma quanto mai contemporaneo, che tocca temi la sostenibilità ambientale, la cura che dobbiamo al pianeta e l’attenzione agli animali e alle condizioni in cui alleviamo anche quelli della nostra catena alimentare.
Con argomentazioni di tipo etico, salutistico e spirituale Porfirio, filosofo neoplatonico del III secolo d.C., fornisce un'analisi dettagliata e sistematica delle ragioni per cui non si dovrebbero mangiare animali. Interessante scoprire che anche in epoca così antica si dibattesse con acume il problema del vegetarianismo e Porfirio riprende e sistematizza alcune argomentazioni di suoi illustri predecessori, quali Pitagora, Empedocle, Platone o Seneca che avevano fatto della dieta vegetariana il loro sistema di vita. La struttura del volume in quattro libri permette di affrontare il tema da diverse prospettive. Nel primo libro, che rimane il più filosofico di tutti, l’autore cerca di dimostrare come l'astinenza dalla carne animale sia la scelta migliore per un filosofo. Nel secondo affronta il tema dell'utilità degli animali, il cui consumo non è necessario per la sopravvivenza o la salute umana. Nel terzo, che a mio parere è il più bello, Porfirio afferma l'idea che gli animali non sono privi di ragione o sentimento, e che hanno una loro forma di anima e di sensibilità. Pertanto ucciderli per il consumo della carne è un atto ingiusto. La giustizia si deve applicare non solo agli esseri umani, ma a tutti gli esseri viventi. Infine nell’ultimo libro approfondisce il tema dell'etica e della spiritualità sostenendo che l'astinenza dalla carne è un requisito fondamentale per raggiungere uno stato di purezza spirituale e di connessione con il divino. Le ragioni a favore di una dieta a base vegetale hanno dunque radici millenarie e profonde e quanto scritto induce molto a riflettere.