Le parole dei racconti scorrono fluenti come rivoli d'acqua che s'insinuano in ogni anfratto e dopo un attimo sono stati sostituiti da altra acqua. Come se niente fosse realmente importante ma sempre vissuto come fosse quanto di più importante. E il reale e l'immaginario vivono delle stesse parole che li evocano.
Interessantissima la testimonianza, riportata in prefazione, dell'amico Vernon Watkins che illustra le intenzioni di Thomas dietro il progetto narrativo incompiuto: "Il personaggio centrale, Samuel Bennet, avrebbe dovuto finire in ogni sorta di avventure proprio a causa della sua quieta passività e della sua tendenza innata ad accettare qualsiasi situazione. Era un personaggio che accettava la vita in ogni suo aspetto, come un bambino che fosse divenuto libero e padrone di sé stesso. Non avrebbe avuto denaro, effetti personali, bagagli di vestiti; sarebbe stato libero dai pregiudizi della civiltà. E la vita gli si sarebbe fatta incontro. La gente gli si sarebbe fatta incontro, e gli avrebbe portato la vita. Sarebbe stata gente strana, molto strana. Ma chiunque venisse, qualunque fosse stata la situazione, lui avrebbe proseguito. Poi, a un certo punto, un momento imprevedibile, si sarebbe guardato alle spalle e avrebbe scoperto di aver cambiato pelle. Nel progetto originale di Dylan, per quel che posso ricordare, ci dovevano essere sette pelli. Alla fine del racconto il protagonista sarebbe rimasto nudo."
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Polly si chinò sulla mano di Samuel e lui le guardò dentro la scollatura. Lei se ne accorse, ma non si raddrizzò né si mise una mano sul vestito; alzò la testa e lo fissò negli occhi. Mi ricorderò sempre di questo, egli si disse. Nel 1933 una ragazza stava cercando di togliermi una bottiglia dal mignolo della mano sinistra mentre io le guardavo dentro la scoillatura. Durerà più a lungo di tutte le mie poesie e tutti i miei guai.
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Samuel si stropicciò gli occhi per scacciare la notte e vide gli uomini neri ballare con le loro donne, farle volteggiare tra verdi sedie di vimini, tra il distributore di frutta e il bigliardo. Alcune delle donne erano bianche, e ballando fumavano e scrutavano la stanza, senza accorgersi di ballare, come se le braccia che le circondavano fossero attorno alla vita di altre donne: i loro occhi erano per gli estranei che entravano, e facevano i serrati movimenti della danza come donne nell'atto dell'amore, guardando al di sopra delle spalle degli uomini le proprie facce remote e impassibili in uno specchio. gli uomini erano tutti denti e sedere, con la vita stretta e le spalle larghe, in doppiopetti rigate e scarpe lucidissime, tutti senza età e senza rughe, vogliosi di bella vita, orgogliosi, silenziosi e cordiali e affamati. Si dimenavano in quella cantina fumosa sotto il centro del mondo, alla musica di un tamburo e un pianoforte suonati da due pallidi ragazzi bianchi che muovevavno continuamente le labbra. Mentre George Ring guidava Samuel in mezzo ai ballerini in direzione del bar passarono accanto a una macchina e Samuel ci mise dentro un penny per avere un limone. Ne uscirono uno scellino e sei pence.