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Ternura
«Tenerezza», il secondo libro di poesie di Gabriela Mistral dedicato nella sua quasi totalità ai bambini, pubblicato per la prima volta a Madrid nel 1924 dalla casa editrice Saturnino Callejas, andrà via via ricompilandosi in edizioni future, soprattutto a partire dal 1945, fino ad arrivare, (come già riportato nella pagina del copyright), alla presente edizione che include il poema «Canzone del campo di grano» trasferito dal libro «Torchio» [Mistral (1954b)], e le note dell’autrice «Colofone con viso di scusa», già incluse nell’edizione di «Tenerezza» [Mistral (1945)].
«Tenerezza» è suddiviso in sette sezioni: Ninne Nanne (33 poesie), Girotondi (20 poesie), La Delirante (8 poesie), Scherzi (5 poesie), Narratrice del Mondo (18 poesie), Quasi Scolastiche (21 poesie) e Racconti (3 poesie).
La prima sezione fa parte di quel genere letterario indubbiamente tra i più amati da Gabriela Mistral. Nelle sue splendide note «Colofone con viso di scusa», considera le ninne nanne come dei «colloqui diurni e notturni che la madre fa con la sua anima, con suo figlio e con lo spirito della Terra visibile di giorno e udibile di notte». E divagando sull’origine delle «ninne nanne», in un paragrafo delle stesse note, così scrive:
«Potrebbero non servire a niente e le farei lo stesso. Forse a causa del fatto che la mia vita fu dura, benedissi sempre il sonno e lo considero come la più grande grazia divina. Nel sonno ho posseduto la mia casa più ampia e leggera, la mia vera patria, il mio dolcissimo pianeta. Non ci sono praterie così spaziose, così pianeggianti e così delicate per me come le sue. Alcuni tratti di questi canti di culla, a volte uno o due versi ben riusciti, mi danno la familiare via d’uscita verso il mio furtivo paese, mi aprono la fessura o la botola della fuga. Il punto della musica in cui il bambino se la svigna e lascia la madre burlata e cantando inutilmente, quest’ultimo gradino lo conosco molto bene: su tale o quale parola, io e il bambino giriamo la schiena e fuggiamo lasciando cadere il mondo, come il fastidioso mantello nel correre… Desidero dire con questa divagazione che non persi la «ninna nanna» dei due anni: mi addormento ancora sopra un vago supporto materno e passo frequentemente da una frase tralasciata di mia madre o mia, al grande grembo oscuro della Madre Divina che dall’altra sponda mi raccoglie come un’alga rotta che per tutto il giorno fu percossa e torna a lei». «Tenerezza» come scrive l’insigne poeta, saggista e critico letterario cileno Jaime Quezada nel suo prologo al libro «Gabriela Mistral – Antología de Poesía y Prosa (Antologia di Poesia e Prosa)», ha come parte del suo contenuto molto di quella che fu e volle essere l’infanzia della poetessa, ma non in una maniera ingenua o puerile di fare autobiografia. Gabriela Mistral ricrea a suo piacimento e a suo capriccio, il suo mondo, farneticante, di realtà e di incantesimi. Ninne nanne per cantare la lepre rossiccia e la viscaccia bruna. Ninne nanne che recuperano ciò che di più genuino e tradizionale esiste del folclore infantile-adulto cileno, latino-americano, spagnolo antico. «Anche gli uomini necessitano di una ninna nanna affinché rappacifichino il loro cuore», dice Gabriela Mistral, quando scrive i suoi minuti poemi -apparentemente minuti-, che necessitano amore e vicinanza (Dammi la mano, Paura) e che denunciano la drammaticità sociale (Piedini, Manine, La casa, La terra).
«Tenerezza» è suddiviso in sette sezioni: Ninne Nanne (33 poesie), Girotondi (20 poesie), La Delirante (8 poesie), Scherzi (5 poesie), Narratrice del Mondo (18 poesie), Quasi Scolastiche (21 poesie) e Racconti (3 poesie).
La prima sezione fa parte di quel genere letterario indubbiamente tra i più amati da Gabriela Mistral. Nelle sue splendide note «Colofone con viso di scusa», considera le ninne nanne come dei «colloqui diurni e notturni che la madre fa con la sua anima, con suo figlio e con lo spirito della Terra visibile di giorno e udibile di notte». E divagando sull’origine delle «ninne nanne», in un paragrafo delle stesse note, così scrive:
«Potrebbero non servire a niente e le farei lo stesso. Forse a causa del fatto che la mia vita fu dura, benedissi sempre il sonno e lo considero come la più grande grazia divina. Nel sonno ho posseduto la mia casa più ampia e leggera, la mia vera patria, il mio dolcissimo pianeta. Non ci sono praterie così spaziose, così pianeggianti e così delicate per me come le sue. Alcuni tratti di questi canti di culla, a volte uno o due versi ben riusciti, mi danno la familiare via d’uscita verso il mio furtivo paese, mi aprono la fessura o la botola della fuga. Il punto della musica in cui il bambino se la svigna e lascia la madre burlata e cantando inutilmente, quest’ultimo gradino lo conosco molto bene: su tale o quale parola, io e il bambino giriamo la schiena e fuggiamo lasciando cadere il mondo, come il fastidioso mantello nel correre… Desidero dire con questa divagazione che non persi la «ninna nanna» dei due anni: mi addormento ancora sopra un vago supporto materno e passo frequentemente da una frase tralasciata di mia madre o mia, al grande grembo oscuro della Madre Divina che dall’altra sponda mi raccoglie come un’alga rotta che per tutto il giorno fu percossa e torna a lei». «Tenerezza» come scrive l’insigne poeta, saggista e critico letterario cileno Jaime Quezada nel suo prologo al libro «Gabriela Mistral – Antología de Poesía y Prosa (Antologia di Poesia e Prosa)», ha come parte del suo contenuto molto di quella che fu e volle essere l’infanzia della poetessa, ma non in una maniera ingenua o puerile di fare autobiografia. Gabriela Mistral ricrea a suo piacimento e a suo capriccio, il suo mondo, farneticante, di realtà e di incantesimi. Ninne nanne per cantare la lepre rossiccia e la viscaccia bruna. Ninne nanne che recuperano ciò che di più genuino e tradizionale esiste del folclore infantile-adulto cileno, latino-americano, spagnolo antico. «Anche gli uomini necessitano di una ninna nanna affinché rappacifichino il loro cuore», dice Gabriela Mistral, quando scrive i suoi minuti poemi -apparentemente minuti-, che necessitano amore e vicinanza (Dammi la mano, Paura) e che denunciano la drammaticità sociale (Piedini, Manine, La casa, La terra).
172 pages, Paperback
First published January 1, 1979
About the author
Gabriela Mistral
326 books507 followersLucila de María del Perpetuo Socorro Godoy Alcayaga (pseudonym: Gabriela Mistral), a Chilean poet, educator, diplomat, and feminist, was awarded the Nobel Prize in Literature in 1945 "for her lyric poetry which, inspired by powerful emotions, has made her name a symbol of the idealistic aspirations of the entire Latin American world." Some central themes in her poems are nature, betrayal, love, a mother's love, sorrow and recovery, travel, and Latin American identity as formed from a mixture of Indian and European influences.
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 34 reviews
September 11, 2022
Bueno, estoy súper contenta de que mi primera participación en un congreso vaya a ser sobre un libro tan bonito 🥺
Gabriela usa los símbolos de la maternidad en la oración: a Dios hay que acogerle en el pecho. A la vez, las canciones de cuna, en sus repeticiones y estribillos, son oraciones que dicen: "Señor, hazme madre". Gabriela tuvo un sentimiento materno muy grande y eso le frustra, pues permaneció soltera toda su vida tras el suicidio de su primer romance. Su hijo adoptivo también tuvo el mismo fin. Esas heridas salpicaron su poesía a menudo.
Aún así todas sus ideas están colmadas de dulzura. Dios es un ser pacificador al igual que la naturaleza. Su mundo poético es precioso y su técnica un 10. Recomendadísimo: la perfecta armonía entre lo tradicional y lo modernista.
Gabriela usa los símbolos de la maternidad en la oración: a Dios hay que acogerle en el pecho. A la vez, las canciones de cuna, en sus repeticiones y estribillos, son oraciones que dicen: "Señor, hazme madre". Gabriela tuvo un sentimiento materno muy grande y eso le frustra, pues permaneció soltera toda su vida tras el suicidio de su primer romance. Su hijo adoptivo también tuvo el mismo fin. Esas heridas salpicaron su poesía a menudo.
Aún así todas sus ideas están colmadas de dulzura. Dios es un ser pacificador al igual que la naturaleza. Su mundo poético es precioso y su técnica un 10. Recomendadísimo: la perfecta armonía entre lo tradicional y lo modernista.
September 4, 2020
Este libro está dirigido al público escolar, y se nota, está cargado de sentimientos positivos, amor a la naturaleza, amor maternal, protección a los infantes y enseñanzas morales con toques religiosos (demasiados para mi gusto).
No entra en mis favoritos de la poetisa, pero hay varios poemas que recuerdo con cariño desde la infancia, como Doña Primavera y Dame la mano.
A mi parecer es un libro ideal para quien busca empezar a leer poesía, ya que presenta poemas cortos, de rima y figuras simples.
No entra en mis favoritos de la poetisa, pero hay varios poemas que recuerdo con cariño desde la infancia, como Doña Primavera y Dame la mano.
A mi parecer es un libro ideal para quien busca empezar a leer poesía, ya que presenta poemas cortos, de rima y figuras simples.
June 24, 2013
Aunque en varios casos si llega honda este cancionero de cunas, lo cierto es que en general se echa de menos un poco de más variedad en el juego de las rimas y ritmos, acaba siendo un poco cansado. Pero hay poemas que quitan el aliento como el que abre el libro:
El mar sus millares de olas
mece, divino.
Oyendo a los mares amantes,
mezo a mi niño.
El viento errabundo en la noche
mece los trigos.
Oyendo a los vientos amantes,
mezo a mi niño.
Dios Padre sus miles de mundos
mece sin ruido.
Sintiendo su mano en la sombra
mezo a mi niño.
También el epílogo merece bastante respeto, su excusa le funciona y los poemas torpes quedan olvidados. Creo que en ciertos pasajes puede llegar a tocar ciertas zonas arquetípicas que están bastante dejadas del lado por la poesía culta. Las raíces folclóricas de las que dice inspirarse apenas se ven, eso sí, pero no deja de tener un respiro a canción anónima, al fin y al cabo.
El mar sus millares de olas
mece, divino.
Oyendo a los mares amantes,
mezo a mi niño.
El viento errabundo en la noche
mece los trigos.
Oyendo a los vientos amantes,
mezo a mi niño.
Dios Padre sus miles de mundos
mece sin ruido.
Sintiendo su mano en la sombra
mezo a mi niño.
También el epílogo merece bastante respeto, su excusa le funciona y los poemas torpes quedan olvidados. Creo que en ciertos pasajes puede llegar a tocar ciertas zonas arquetípicas que están bastante dejadas del lado por la poesía culta. Las raíces folclóricas de las que dice inspirarse apenas se ven, eso sí, pero no deja de tener un respiro a canción anónima, al fin y al cabo.
October 17, 2017
La Mistral que Chile se ha dedicado a expandir. Es maravillosa, incluso aunque se justifique en sus nanas y canciones que tienen un sentido, el que se le ha dado más relevancia y que persistirá en la memoria colectiva: la cultura oral.
March 8, 2026
3,5 estrellas.
No me terminó de convencer tanto Ternura como Desolación. Quizás es meramente por su temática que no me interpela tanto aún. Aunque si me gustó mucho, aquí ya se empezó a meter mucho más este uso de la naturaleza como cascara para la subjetividad. Las figuras y hablantes líricos de los poemas se mezclan con arboles, ríos, senderos, montañas, vientos, cómo si siempre hubieran sido parte de ellos y simplemente en algun momento nos hubieramos olvidado.
Las rondas quizás no me generaron tanto. Los cuentos me gustaron, esa vereda más narrativa consideré bien interesante. Vamos a ver ahora como nos va con Tala y luego Lagar, que imagino que se me está generando gran expectación por ambos.
No me terminó de convencer tanto Ternura como Desolación. Quizás es meramente por su temática que no me interpela tanto aún. Aunque si me gustó mucho, aquí ya se empezó a meter mucho más este uso de la naturaleza como cascara para la subjetividad. Las figuras y hablantes líricos de los poemas se mezclan con arboles, ríos, senderos, montañas, vientos, cómo si siempre hubieran sido parte de ellos y simplemente en algun momento nos hubieramos olvidado.
Las rondas quizás no me generaron tanto. Los cuentos me gustaron, esa vereda más narrativa consideré bien interesante. Vamos a ver ahora como nos va con Tala y luego Lagar, que imagino que se me está generando gran expectación por ambos.
August 13, 2023
“me olvidé del mundo
y de mi no siento
más que el pecho vivo
con que te sustento”
espero que mis niños duerman bien cuando les cante sus nanas
y de mi no siento
más que el pecho vivo
con que te sustento”
espero que mis niños duerman bien cuando les cante sus nanas
April 4, 2026
Poesía maternal, cuidada y muy escolar, en la que se observa una Gabriela más educadora que poetiza, a propósito de cierto tipo de rima, tropos y hablantes líricos. No es lo que más me gusta de ella, pero es innegable lo icónicas de algunas de sus propuestas de rondas o canciones presentes en esta colección.
May 21, 2025
recuerdenme reseñarlo
February 6, 2018
Con este libro aprendí a leer. No puedo decir nada salvo que sea para destacar su belleza.
May 17, 2020
Interesante si se tiene en cuenta el interés y propósito de Mistral al escribir este libro y que estuvieron guiados por su idea de "la canción de cuna en cuanto cosa que la madre se regala a si misma y no al niño que nada puede entender". En estos poemas a modo de canción de cuna, rondas, cuentos y jugarretas la chilena pretendía poner al alcancé de los más chicos -y sus maestros- la belleza de la prosa y su carácter pedagógico.
Hay además un interés de género en componer las canciones de esta obra, interés que hizo manifiesto al decir "La mujer es quien más canta en este mundo, pero ella aparece tan poco creadora en la historia de la música que casi la recorre de labios sellados. ¿Por qué las mujeres nos hemos atrevido con la poesía y no con la música?" Y sigue, aunque contradiciéndose en términos de lo que cree son los ámbitos de la producción humana que "pertenecen" a las mujeres: "¿Por qué hemos optado por la palabra, expresión más grave de consecuencias y cargada de lo conceptual, que no es reino nuestro? "
Sin embargo, al dirigir la mirada al aspecto formal de la poesía de Ternura me aburrí bastante en su lectura y sentí como una obligación llegar hasta su fin dejando de lado el gusto para ello.
Hay además un interés de género en componer las canciones de esta obra, interés que hizo manifiesto al decir "La mujer es quien más canta en este mundo, pero ella aparece tan poco creadora en la historia de la música que casi la recorre de labios sellados. ¿Por qué las mujeres nos hemos atrevido con la poesía y no con la música?" Y sigue, aunque contradiciéndose en términos de lo que cree son los ámbitos de la producción humana que "pertenecen" a las mujeres: "¿Por qué hemos optado por la palabra, expresión más grave de consecuencias y cargada de lo conceptual, que no es reino nuestro? "
Sin embargo, al dirigir la mirada al aspecto formal de la poesía de Ternura me aburrí bastante en su lectura y sentí como una obligación llegar hasta su fin dejando de lado el gusto para ello.
May 17, 2025
"¿En dónde tejemos la ronda?
¿La haremos a orillas del mar?
El mar danzará con mil olas
haciendo una trenza de azahar.
¿La haremos al pie de los montes?
El monte nos va a contestar.
¡Será cual si todas quisiesen,
las piedras del mundo, cantar!
¿La haremos, mejor, en el bosque?
La voz y la voz va a trenzar,
y cantos de niños y de aves
se irán en el viento a besar.
¡Haremos la ronda infinita!
¡La iremos al bosque a trenzar,
la haremos al pie de los montes
y en todas las playas del mar!"- ¿En dónde tejemos la ronda?, G. Mistral
"Es la noche desamparo
de las sierras hasta el mar.
Pero yo, la que te mece,
¡yo no tengo soledad!
Es el cielo desamparo
si la luna cae al mar.
Pero yo, la que te estrecha,
¡yo no tengo soledad!
Es el mundo desamparo
y la carne triste va
Pero yo, la que te oprime,
¡yo no tengo soledad!"- Yo no tengo soledad, G. Mistral
¿La haremos a orillas del mar?
El mar danzará con mil olas
haciendo una trenza de azahar.
¿La haremos al pie de los montes?
El monte nos va a contestar.
¡Será cual si todas quisiesen,
las piedras del mundo, cantar!
¿La haremos, mejor, en el bosque?
La voz y la voz va a trenzar,
y cantos de niños y de aves
se irán en el viento a besar.
¡Haremos la ronda infinita!
¡La iremos al bosque a trenzar,
la haremos al pie de los montes
y en todas las playas del mar!"- ¿En dónde tejemos la ronda?, G. Mistral
"Es la noche desamparo
de las sierras hasta el mar.
Pero yo, la que te mece,
¡yo no tengo soledad!
Es el cielo desamparo
si la luna cae al mar.
Pero yo, la que te estrecha,
¡yo no tengo soledad!
Es el mundo desamparo
y la carne triste va
Pero yo, la que te oprime,
¡yo no tengo soledad!"- Yo no tengo soledad, G. Mistral
September 11, 2022
Es lo primero de Gabriela Mistral que leo, y me gustaría reencontrarme con ella más adelante, pero quizás con algo diferente.
Esto último lo digo precisamente por el tono infantil que tiene la obra, la cual se compone de más de 50 poesías y algún que otro cuento agrupados temáticamente.
Entre las agrupaciones podemos ver temáticas como canciones de cuna, rondas, cuenta-mundos o lo que bien llama ella casi escolares.
Que no se me malentienda, está connotación infantil no les quita lo maravilloso, pero si quizás no sea exactamente lo que esperaba.
Aún con todo ello, los poemas dejan entre ver la preocupación de la autora por la cultura y el folclore tanto chileno como sudamericano, y quizás, lo más importante y con lo que más me quedo es con lo que ella misma dijo respecto a ellos:
"También los hombres necesitan una canción de cuna para que apacigüe su corazón."
Esto último lo digo precisamente por el tono infantil que tiene la obra, la cual se compone de más de 50 poesías y algún que otro cuento agrupados temáticamente.
Entre las agrupaciones podemos ver temáticas como canciones de cuna, rondas, cuenta-mundos o lo que bien llama ella casi escolares.
Que no se me malentienda, está connotación infantil no les quita lo maravilloso, pero si quizás no sea exactamente lo que esperaba.
Aún con todo ello, los poemas dejan entre ver la preocupación de la autora por la cultura y el folclore tanto chileno como sudamericano, y quizás, lo más importante y con lo que más me quedo es con lo que ella misma dijo respecto a ellos:
"También los hombres necesitan una canción de cuna para que apacigüe su corazón."
August 30, 2026
Desde que Mistral publicó Ternura no hubieron más niños huérfanos en Chile. O al menos así se siente , cada palabra , cada cadencia es un arrullo muy bien logrado , puesto que sus poema se convierten en canción infantil y al mismo tiempo en recipientes de insospechada profundidad , sus imágenes líricas parecen ilustradas por una antigua y sempiterna mujer , ampliando el horizonte a sus "chiquitos" y sus madres cuyas manos no ha soltado incluso en la ausencia , situando a la maternidad como escenario de la más primordial subsistencia y resistencia frente a las crudezas del mundo , Gabriela es una madre universal y por tanto una genia que reúne a los más dispares personajes bajo el alero de su influencia.
February 4, 2026
No se de poesía, trato de leerla en el contexto en que fue escrita e inevitablemente desde la mirada de una mujer en 2026, por eso me siento injusta en mi crítica. Para peor la leo después de Alfonsina Storni. No puedo no juzgarla mal a la Mistral, sentirla machista y que pareciera no haber aprovechado a dónde la llevó la vida para levantar la voz por las mujeres (tampoco es obligatorio pero me parece una pena).
En Ternura Mistral idealiza fuertemente la maternidad cuando ella no tuvo hijos y catequiza a las hijas para ser esposas cuando ella misma no se casó.
En fin, la hipotenusa.
En Ternura Mistral idealiza fuertemente la maternidad cuando ella no tuvo hijos y catequiza a las hijas para ser esposas cuando ella misma no se casó.
En fin, la hipotenusa.
February 4, 2018
Ternura debería tener 3 o incluso 2 estrellas, pues la Gabriela profunda e intimista que buscaba -y espero encontrar en Tala y Lagar- no estaba entre estos versos. Las canciones de cuna... Sí, de una sencillez y dulzura inigualables. Sin embargo, demasiado cristianismo para mi gusto.
¿Por qué tiene 4 estrellas, entonces? <>, mi poema favorito de Mistral, se encuentra dentro del compendio.
¿Por qué tiene 4 estrellas, entonces? <>, mi poema favorito de Mistral, se encuentra dentro del compendio.
November 17, 2025
2.5⭐
Será que la canción de cuna no es una forma poética que resuene en mí, pero creo que la propia Gabriela era quizás consciente del resultado cuando escribe, ya en el colofón con el que concluye el libro:
«El poeta honrado sabe donde falló y lo confiesa. Yo, además de saberlo, declaro que fuera de dos o tres afortunadas que están aquí, las demás son un "moulage" tieso, junto a la carne elástica de las populares».
Será que la canción de cuna no es una forma poética que resuene en mí, pero creo que la propia Gabriela era quizás consciente del resultado cuando escribe, ya en el colofón con el que concluye el libro:
«El poeta honrado sabe donde falló y lo confiesa. Yo, además de saberlo, declaro que fuera de dos o tres afortunadas que están aquí, las demás son un "moulage" tieso, junto a la carne elástica de las populares».
February 24, 2026
Es primera vez que leo un libro de nuestra querida Gabriela Mistral :)
Disfruté mucho la lecutra, este libro tiene poemas simples sobre la infancia, la maternidad, frutas, animales y el mundo. Se me hizo de fácil lectura y más de algún poema dejé marcado para revisitarlo en otro momento, varios me sacaron una sonrisa. Creo que el título está muy bien puesto!
Me alegró volver a leer la ronda "Dame la mano" que no leía desde el colegio :')
Disfruté mucho la lecutra, este libro tiene poemas simples sobre la infancia, la maternidad, frutas, animales y el mundo. Se me hizo de fácil lectura y más de algún poema dejé marcado para revisitarlo en otro momento, varios me sacaron una sonrisa. Creo que el título está muy bien puesto!
Me alegró volver a leer la ronda "Dame la mano" que no leía desde el colegio :')
December 8, 2021
Un increíble poemario, de los mejor tematizados que he leído. Ojalá muchas personas, incluida la misma Mistral, dejaran de menospreciar la musicalidad de los poemas, las rimas y las canciones de cuna.
Esta obra me acompañó durante dos meses, pocos poemas antes de dormir, todo lo hizo más dulce, ameno y hermoso.
Esta obra me acompañó durante dos meses, pocos poemas antes de dormir, todo lo hizo más dulce, ameno y hermoso.
August 17, 2025
Calificación: 3.5/5
Como siempre, la poesía no es lo mío, pero, aunque con alguna lentitud, se deja leer.
Basa sus poemas en canciones de cuna e infantiles, lo que resulta especialmente enternecedor si lo concatenamos con su profundo deseo de ser madre. Mis lecturas favoritas:
- Piecesitos.
- El corro luminoso.
- Promesas a las estrellas.
Como siempre, la poesía no es lo mío, pero, aunque con alguna lentitud, se deja leer.
Basa sus poemas en canciones de cuna e infantiles, lo que resulta especialmente enternecedor si lo concatenamos con su profundo deseo de ser madre. Mis lecturas favoritas:
- Piecesitos.
- El corro luminoso.
- Promesas a las estrellas.
May 27, 2020
Canciones, rondas y poesias en prosa sublimes. Tan profundas y autóctonas como simples.《Arrullo Patagon》, 《Meciendo》y 《Canción de la Muerte》son algunas de mis favoritas. Muy dulces para les niñes/bebes. Enjoy!
January 2, 2023
Esta antología la leí como parte de mi Guadalupe reinas 2022, acompañada por la voz de dos grandes amigas, que delicia es leer así, cobijada por otras, acurrucada en la ternura de los poemas de Mistral.
April 21, 2023
"He querido hacer una poesía escolar nueva, porque la que hay en boga no me satisface; una poesía escolar que no por ser escolar deje de ser poesía, que lo sea, y más delicada que cualquier otra, más honda, más impregnada de cosas de corazón, más estremecida del soplo del alma”
Gabriela Mistral.
Gabriela Mistral.
March 8, 2025
Gabriela Mistral escribe con el corazón en la mano, y se nota.
Por que duermas, hijo mío,
el camino enmudeció:
nada gime sino el río;
nada existe sino yo.
Se anegó de niebla el llano.
Se encogió el suspiro azul.
Se ha posado como mano
sobre el mundo la quietud.
Por que duermas, hijo mío,
el camino enmudeció:
nada gime sino el río;
nada existe sino yo.
Se anegó de niebla el llano.
Se encogió el suspiro azul.
Se ha posado como mano
sobre el mundo la quietud.
Read
May 26, 2025Bien dice Gabrielita al final que las canciones de cuna solo la sienten las mujeres que se enfrentan a la noche y al peso del niñx sobre su cuerpo.
Un abrazo a la Gabrielita, porque es la señora y ama de la baby fever.
Un abrazo a la Gabrielita, porque es la señora y ama de la baby fever.
April 2, 2019
Muy lindo libro, habla sobre lo lindo del paisaje en Chile. Gabriela Mistral una escritora excelente
December 31, 2020
Lindos, tiernos, simples, poemas muy felices.
Se siente cierta calidez al leer a la Mistral.
Unos versos: "Dame la mano y danzaremos; / dame la mano y me amarás".
<3
Se siente cierta calidez al leer a la Mistral.
Unos versos: "Dame la mano y danzaremos; / dame la mano y me amarás".
<3
September 12, 2022
Me encanta Gabriela Mistral ❤️
June 29, 2023
Necesitaba ternura y la encontré
February 20, 2025
el nombre de este libro está estupendamente puesto.. me ha provocado mucha mucha ternura
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