Libro che è poco più di un racconto lungo, in forma di intervista ad un ipotetico campione di boxe italo-americano Dino Carrisi.
Carrisi accetta di essere intervistato per una bella cifra di denaro e in esclusiva, dopo essersi isolato per anni in una casa in campagna, e di raccontare quindi la sua storia fatta di successi e di eccessi come spesso succede ai grandi campioni.
Chi ha frequentato come me per una decade le palestre di boxe riconosce non la parte violenta ma quella del rispetto, della competizione, dell'arte nobile e in questo racconto chi parla è un pugile puro, uno che non poteva fare niente altro che il pugile, un cento per cento, appunto.
E' così intenso, doloroso e poetico allo stesso tempo, bravo Sacha Naspini a tratteggiare con pochi tocchi la figura e la psicologia di un uomo e di un ex campione
"Sono nato pugile, con la testa da pugile, il modo di camminare da pugile e tutto il resto. Al cento per cento. Non al settanta, o al novantanove. Al cento per cento, signori miei. E uno così, in questo mondo di pugili al sessanta e all’ottanta per cento, fa baldoria, credetemi"